Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
11/15
Lug

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 28/2022

11– 15 Luglio

La crisi di Governo

Nella serata di giovedì 14 luglio, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica, a seguito della mancata partecipazione dei senatori del MoVimento 5 Stelle al voto di fiducia sul Decreto Aiuti. Il Capo dello Stato ha rifiutato le dimissioni di Draghi e lo ha rinviato alle Camere, alle quali il Presidente del Consiglio riferirà mercoledì 20 luglio.

La settimana più dura del Governo Draghi

I venti di crisi che spirano da giorni riemergono già lunedì, quando i deputati 5 Stelle non partecipano al voto finale sul Decreto Aiuti alla Camera. Il vero banco di prova è però il Senato, dove il voto di fiducia e quello sul provvedimento non sono separati (come invece alla Camera, dove i grillini avevano confermato la fiducia al Governo), ma vi è una votazione unica. Nella serata di mercoledì, vigilia del voto, il Presidente del M5S Giuseppe Conte annuncia a deputati e senatori pentastellati che la linea da tenere a Palazzo Madama sarà la stessa di tre giorni prima: non partecipare al voto e uscire dall’Aula.

I tentativi di ricucire lo strappo compiuti giovedì mattina dal Ministro 5 Stelle D’Incà sono vani, e nel primo pomeriggio il Decreto Aiuti viene approvato dal Senato senza i voti dei senatori del MoVimento.

Subito dopo il voto, il Presidente del Consiglio – che più volte aveva ricordato come “non c’è Governo senza i 5 Stelle” – si reca al Colle per un colloquio con il Presidente della Repubblica Mattarella, a seguito del quale convoca il Consiglio dei Ministri e comunica la propria decisione di dimettersi, dal momento chela maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia.

In serata, il Capo dello Stato respinge le dimissioni di Draghi e lo rimanda alle Camere, alle quali il Presidente del Consiglio dimissionario riferirà mercoledì 20 luglio. Atto obbligato, quello di Mattarella, sia nell’ottica di “costituzionalizzare” la crisi di Governo, sia perché, nei fatti, il Governo gode ancora della fiducia delle Camere (dal momento che i parlamentari 5 Stelle sono ininfluenti ai fini del raggiungimento della maggioranza).

Le reazioni della politica

Lo strappo di Conte viene condannato unanimemente da tutti i partiti della maggioranza. Per FI e Lega il MoVimento si è dimostrato “inaffidabile”, mentre secondo Di Maio “i 5 Stelle stavano pianificando la crisi da mesi”.

Intanto, sia il PD che i centristi si augurano che il Governo possa andare avanti con l’attuale Presidente del Consiglio. Per Enrico Letta è “interesse di tutti che il governo prosegua”, mentre Matteo Renzi invita Draghi a parlare “al Paese e vada avanti senza i grillini” e Toti annuncia che “i voti in Parlamento di Italia al Centro con Toti sono a disposizione di un Draghi bis

Nel centrodestra, FI auspica in un rientro della crisi, mentre per Salvinipiuttosto che perdere mesi preziosi con inutili e logoranti tira e molla, sarebbe più saggio dare la parola agli italiani”; non la pensa allo stesso modo il Ministro Giorgetti, secondo il quale il Governo non è al capolinea ma ci sono i “tempi supplementari”.

Dall’opposizione, Meloni invoca le urne.

I possibili scenari

Nonostante le forze di maggioranza e il Colle sperino nella permanenza del Presidente del Consiglio, fonti vicine a quest’ultimo assicurano che la decisione sia definitiva e non vi siano margini per un ripensamento, e che le comunicazioni di mercoledì alle Camere serviranno solamente per informare i parlamentari circa le motivazioni della propria decisione, senza alcuna votazione né ricerca di nuove maggioranze.

Le ipotesi di un Draghi-bis senza i 5 Stelle o di una prosecuzione dell’attuale Esecutivo con la stessa maggioranza appaiono quindi improbabili.

L’ipotesi più accreditata sembrerebbe essere al momento quella di un ritorno alle urne subito dopo l’estate.

In alternativa, il Presidente della Repubblica potrebbe decidere di affidare ad un tecnico (si parla dell’attuale Ministro dell’economia Daniele Franco) l’incarico di formare un Governo che porti il Paese a fine legislatura.

Il piano Ue sul gas

Per far fronte alla eventuale riduzione o taglio delle forniture di gas da parte della Russia (Gazprom ha già fatto sapere di non poter garantire lo stesso livello di fornitura dal gasdotto Nord Stream 1 dopo la fine della manutenzione, prevista il 22 luglio), mercoledì la Commissione europea presenterà un piano, che dovrebbe contenere – tra le altre – la proposta dell’obbligo per gli edifici pubblici di limitare il riscaldamento a 19° e il raffreddamento a 25°.

AGCM, istruttoria contro Google per abuso di posizione dominante

L’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di Google ipotizzando un abuso di posizione dominante per restrizione dell’interoperabilità nella condivisione dei dati con altre piattaforme.

In particolare, secondo l’Autorità, Google avrebbe ostacolato la condivisione dei dati presenti nella propria piattaforma con l’APP Weople, gestita da Hoda, operatore attivo in Italia nel settore delle banche di investimento dati.

Il termine di conclusione del procedimento è fissato entro il 30 giugno 2023.

Venerdì 15 luglio, ore 17:00

Open Gate Italia Srl | Via Cesare Beccaria 23, 00196 Rome | VAT IT09992661000 | REA RM-1202504 | authorized capital 111.111,00€
Developed by Thinknow