Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
1 – 5 settembre
Gli esiti del Consiglio dei Ministri
Il Consiglio dei ministri riunito ha dato il via libero a una serie di provvedimenti di rilievo. Tra questi, il disegno di legge che introduce lo scudo penale per i medici: la responsabilità professionale scatterà solo in caso di “colpa grave”, considerando anche il contesto operativo e le risorse disponibili. Una misura molto attesa dalla categoria, già prevista in via straordinaria durante la pandemia. Via libera anche alla riforma dell’esame di maturità. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato che l’orale verrà profondamente modificato: eliminata la discussione sul documento finale, sostituita da quattro materie stabilite a gennaio. Chi non sosterrà la prova verrà bocciato. La commissione sarà ridotta da sette a cinque membri, con risparmi destinati alla formazione e a compensi più alti per i commissari.
Sul fronte migratorio, il governo ha approvato un decreto-legge per migliorare le procedure di ingresso regolare dei lavoratori stranieri e la gestione dei soccorsi in mare, specificando che non si tratta di un nuovo decreto flussi ma di un intervento per rendere il sistema più efficiente. È stato invece rinviato il disegno di legge sulla riforma della professione di dottore commercialista ed esperto contabile, mentre hanno avuto il via libera le deleghe per la riforma degli ordinamenti professionali e dell’ordinamento forense, che hanno occupato gran parte della riunione durata oltre due ore.
Legge di Bilancio 2026: le prime anticipazioni
Con la ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva prende forma la Manovra 2026, la quarta del governo Meloni. Entro il 20 ottobre l’Esecutivo dovrà trasmettere alla Commissione Ue il Documento programmatico di Bilancio, ma già ora emergono le linee guida dei provvedimenti. Al centro c’è il fisco, con l’obiettivo di alleggerire l’Irpef per il ceto medio: si valuta la riduzione dell’aliquota dal 35 al 33% per i redditi tra i 30 e i 50 mila euro, estendendo la fascia fino a 60 mila. Un intervento stimato in circa 4 miliardi, a cui la Lega vorrebbe affiancare una nuova rottamazione delle cartelle. Altro fronte è quello del Piano casa, destinato a giovani e famiglie. La premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini hanno annunciato un progetto di abitazioni a prezzi calmierati, con una prima dotazione di 660 milioni già a bilancio e la possibilità di attrarre risorse private per ampliare l’impatto della misura.
Sul tema pensioni, il governo punta a congelare l’aumento dell’età pensionabile previsto dal 2027 e a introdurre un meccanismo volontario che consentirebbe di utilizzare il Tfr per anticipare l’uscita dal lavoro a 64 anni con almeno 25 di contributi. La novità renderebbe superflua la proroga di Quota 103, mentre rimarrebbe in piedi Opzione Donna. Non meno rilevante la questione salari. L’ipotesi allo studio è una detassazione mirata su straordinari, festivi e premi di produzione, configurata come una sorta di flat tax che aumenterebbe il netto in busta paga. Forza Italia ha inoltre proposto di azzerare i contributi per chi guadagna fino a 9 euro l’ora, misura che, insieme alla detassazione dei premi, mira a sostenere soprattutto le fasce più deboli del mercato del lavoro.
Italia sotto osservazione: Washington boccia l’idea del ponte “dual use”
L’intervento dell’ambasciatore statunitense presso la NATO, Matthew Whitaker, apre un fronte delicato per il governo italiano. Il diplomatico ha criticato il tentativo di includere i 13,5 miliardi del ponte sullo Stretto negli impegni assunti dagli alleati per alzare al 5% del PIL la spesa in difesa entro il 2035. Whitaker ha avvertito che l’obiettivo deve riguardare solo difesa e spese collegate, non infrastrutture prive di valore militare. “Non per ponti o scuole in qualche mondo di fantasia”, ha detto a Bloomberg, sottolineando che l’impegno va assunto “a viso aperto”.
Il richiamo arriva dopo anni in cui l’Italia ha usato margini contabili per rispettare il 2% fissato a Galles nel 2014, includendo pensioni, spazio, guardia costiera e Protezione civile. Il nuovo schema, spinto da Donald Trump, prevede un 3,5% per la difesa in senso stretto e un 1,5% per la sicurezza (infrastrutture dual use, cybersecurity, energia). Su quest’ultima voce il governo ha provato ad agganciare il ponte, sostenuto da Giorgetti e da Salvini: “Il ponte può avere un utilizzo anche per motivi di sicurezza, dunque rientrare nelle spese militari è evidente”. Il messaggio di Whitaker chiarisce che gli Stati Uniti intendono limitare interpretazioni troppo ampie. Per Roma, la sfida sarà ora bilanciare creatività contabile e credibilità politica in sede NATO.
Vertice dei Volenterosi, Italia tra sostegno e cautela
Il vertice dei “Volenterosi” di Parigi segna un passaggio importante nel dibattito internazionale sul futuro della guerra in Ucraina. Mentre Putin ha lanciato a Kiev l’invito ad andare a Mosca “se è pronto”, definito “inaccettabile” dal governo ucraino, nella capitale francese 35 leader hanno discusso le condizioni di una “pace giusta” e delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Zelensky, tornato a Parigi a tre settimane dall’incontro a Washington, ha ribadito: “Stiamo dando concretezza alle garanzie di sicurezza a lungo termine e garantendo già ora il supporto alle nostre Forze di Difesa”. Al suo fianco Macron e il premier britannico Starmer, collegato a distanza. Il presidente francese ha sottolineato che “26 Paesi della Coalizione dei Volenterosi si sono impegnati per inviare truppe in Ucraina come forze di riassicurazione fin dal giorno seguente alla firma di una pace”.
Dall’Italia, posizione più cauta. Giorgia Meloni, collegata da remoto, ha ribadito l’indisponibilità a inviare soldati ma ha aperto a un ruolo di monitoraggio e formazione “al di fuori dei confini ucraini”.
Al termine, Meloni ha avuto un collegamento diretto con Donald Trump, nel quale è stato riaffermato “il senso di unità transatlantica” e la necessità di un approccio che combini sostegno a Kiev, pressione sulla Russia attraverso le sanzioni e la definizione di garanzie di sicurezza condivise. Per Roma, la linea è chiara: contribuire al percorso di pace e di sicurezza europea senza rinunciare a una prudente gestione degli impegni militari diretti.
D’Alema a Pechino: le reazioni
Massimo D’Alema è riapparso a Pechino in occasione della parata militare per l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e della sconfitta dell’occupazione giapponese. Invitato come ospite, l’ex premier ha parlato ai microfoni di una televisione cinese sottolineando l’importanza della memoria storica e auspicando che dalla capitale cinese arrivi un messaggio di pace e cooperazione. La presenza di D’Alema accanto a leader come Vladimir Putin, Kim Jong-un, Masoud Pezeshkian e Aleksandr Lukashenko ha però scatenato polemiche in Italia. Carlo Calenda ha definito “gravissimo” che un ex presidente del Consiglio partecipi a una celebrazione vista come vetrina del fronte antioccidentale.
Duri anche i commenti dal centrodestra: Maurizio Gasparri ha parlato di “fantasmi del passato”, Galeazzo Bignami ha chiesto perché la sinistra taccia di fronte a una presenza così imbarazzante, mentre il leghista Marco Dreosto ha definito l’immagine di D’Alema “un biglietto da visita eloquente”. Ivan Scalfarotto, di Italia Viva, si è limitato a un laconico “non ho parole”. A sostegno dell’ex premier è intervenuto invece Stefano Fassina, secondo cui D’Alema è uno dei pochi a conservare “consapevolezza della storia” e il coraggio di prendere la parola in contesti così delicati.
Venerdì 5 settembre, ore 16.00