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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
29/02
SET

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 35/22

29 Agosto – 2 Settembre

Campagna elettorale, inizia la passerella dei leader

Le elezioni politiche del 25 settembre si avvicinano e la voce dei leader politici non tarda a farsi sentire in quella che sarà una campagna elettorale che giunge in momento molto delicato per la vita sociale ed economica del paese, alle prese con la crisi energetica e un’inflazione che lentamente cresce di mese in mese.

Giuseppe Conte è uno dei primi a commentare le scelte di campo dei suoi avversari, criticando quella parte della politica che sostiene la c.d. agenda Draghi che il leader del M5S ritiene “priva di contenuti, sia come metodo che, se diventasse la regola, sarebbe insidioso per nostra democrazia” e aggiunge è “un’agenda che non auspico al popolo italiano per la salute e la tenuta del paese”.

Anche leader della Lega Salvini, in un’intervista rilasciata a Milano, commenta la situazione attuale insistendo su un provvedimento emergenziale che stanzi 30 miliardi di euro subito per far fronte alla crisi energetica che sta colpendo le famiglie italiane e poi aggiunge “A me interessa poco stravincere e avere un milione di disoccupati in piazza il due novembre. Non è possibile, non è pensabile. Mi interessa vincere e governare un Paese vivo, non un Paese in ginocchio”.

Sempre dal capoluogo lombardo arriva la voce di Enrico Letta che apre la festa dell’Unità affermando “Cominciamo da Milano la rimonta che ci porterà ad arrivare al 25 settembre e convincere gli italiani a cambiare i sondaggi e cambiare le previsioni che danno oggi il centrodestra vincente. Lo faremo innanzitutto con il voto dei giovani che hanno già dimostrato di essere favorevoli nei nostri confronti. E poi parleremo con gli indecisi, i tanti astensionisti che ci sono: sono convinto che li convinceremo con la bontà delle nostre proposte”.

Nel frattempo, la Meloni a Perugia torna sulla questione energetica criticando l’operato dei passati governi e affermando “siamo nella situazione energetica attuale perché l’Italia per decenni non si è occupata seriamente del suo approvvigionamento energetico” e non risparmia l’Unione europea alla quale recrimina una mancata attenzione su temi centrali come l’energia aggiungendo “Quando tentavano di segnalare che l’Europa aveva priorità sbagliate ci dicevano che eravamo antieuropeisti”.

Le misure allo studio del Mite per in vista dell’inverno

Il Mite sta lavorando ad un piano di risparmio energetico in vista dell’inverno per far fronte all’aggravarsi della crisi che sta colpendo famiglie e imprese. La strategia si baserà su semplici espedienti che però permetteranno di risparmiare dai 3 ai 6 miliardi di metri cubi di gas in un anno, in particolare, per le famiglie, è consigliato un abbassamento della temperatura di 1-2 gradi e un’accensione ritardata dei sistemi di riscaldamento centralizzato nei centri cittadini dove il clima è più mite.

Sul fronte delle imprese il piano prevede due componenti, energy release e gas release, che permetteranno alle aziende energivore e gasifore di ottenere prezzi contenuti per la componente energetica prevedendo una riserva di gas dalla quale attingere; inoltre, viene proposto di interrompere i cicli produttivi per quelle imprese che possono permettersi di ridurre a 2-3 giorni il funzionamento degli impianti senza danneggiare la produzione ottenendo in cambio aiuti per far fronte alla riduzione della produzione.

Per ora il governo non sembra intenzionato a riproporre le misure di didattica a distanza e smart working nella pubblica amministrazione anche se la scelta ricadrà sulle singole amministrazioni coinvolte, sul punto verrà proposta forse una direttiva per sensibilizzare sulla questione del risparmio energetico.

ITA Airways, vicina la vendita al fondo statunitense

La giovane compagnia area di bandiera Ita Airways, nata lo scorso ottobre e partecipata al 100% dal Ministero dell’economia e delle finanze, è pronta per essere venduta alla cordata americana formata Certares Management LLC, Delta Airlines Inc. e Air France-KLM S.A.

La vendita, voluta fortemente dal governo Draghi già a partire dai primi mesi del 2022, potrebbe concludersi nelle prossime settimane a fronte di un’offerta che si aggira intorno ai 600/650 milioni di euro per il 60% dell’azienda.

Nel mese di agosto era sembrato che l’affare fosse in chiusura con l’altra cordata formata da MSC e Lufthansa per un’offerta di 850 milioni di euro per l’80% delle quote, alla fine la linea prevalsa è quella del fondo americano anche se i motivi del rifiuto della prima offerta non sono stati resi noti dal Ministero dell’economia.

Il gruppo prevalentemente statunitense può contare sulla solidità di Delta Airlines che domina il traffico areo nel Nord America e su Air France con la quale la vecchia Alitalia, predecessore di ITA Airways, ha collaborato a lungo e oggi alleata di ITA dentro Skyteam.

La vendita verrà ultimata solo nelle prossime settimane ed il voto del 25 settembre potrebbe rappresentare un ostacolo alla chiusura dell’affare, ad ogni modo, il Ministero in una nota ha precisato che “Alla conclusione del negoziato in esclusiva, si procederà alla sottoscrizione di accordi vincolanti solo in presenza di contenuti pienamente soddisfacenti per l’azionista pubblico”.

La Cina si prepara al XX° congresso per PCC

Nella prima parte di ottobre sono attesi in Cina due grandi appuntamenti per il partito comunista, si tratta del XX° congresso nazionale del PCC e della XIX° plenaria del Comitato centrale.

La notizia è stata diffusa da Cctv rimarcando l’importanza dell’incontro per “l’intero partito e le persone di tutti i gruppi etnici che stanno intraprendendo un nuovo viaggio per costruire un Paese socialista moderno e in marcia verso la metà del secondo secolo di lotta”.

Con molta probabilità, durante questo appuntamento verrà riproposta la terza e inedita candidatura dell’attuale Presidente Xi Jinping alla guida del Politburo del partito. Quest’ultimo ha traghettato il paese in un momento particolarmente importante per la storia cinese di apertura verso il mondo ma allo stesso tempo di irrigidimento e di crisi pandemica ed economica.

L’emittente televisiva di stato ha sottolineato che il Congresso sarà occasione per riassumere gli ultimi anni di operato condotti sotto la guida di Xi, il quale è stato ampiamento elogiato per “le preziose esperienze collezionate con il Comitato centrale come nucleo nell’unire e guidare l’intero partito, sostenendo e sviluppando il socialismo con caratteristiche cinesi sin dalla nuova era”.

Sullo sfondo rimangono tese le relazioni con gli Stati Uniti che, dopo la visita della speaker Nancy Pelosi ad inizio agosto a Taiwan, hanno accordato l’incontro con una delegazione del governo taiwanese al Congresso USA per la metà di settembre.

Nel frattempo, il portavoce del ministero degli esteri Zhao Lijian ha commentato negativamente il passaggio di navi americane nello stretto di Taiwan asserendo che “le navi da guerra americane mettono in mostra la loro forza: non si tratta di una promessa di ‘libertà e di apertura’, ma di una provocazione che cerca di scatenarsi sulla libertà e di un deliberato sabotaggio della pace e della stabilità regionale”.

Con Gorbaciov tramonta una parte di storia

Si è spento all’età di 91 anni Mikhail Gorbaciov, ultimo leader dell’URSS che favorì il cambiamento del blocco sovietico fino alla sua dissoluzione nel 1991.

La sua carriera politica iniziò nel 1970 quando venne nominato segretario del partito a Stavropol stessa città del suo mentore e capo del KGB Andropov grazie al quale consoliderà la sua posizione fino al 1980, quando torna a Mosca come membro più giovane del Politburo.

Dal 1985 diventa segretario generale del PCUS e sotto la sua guida assistiamo ad una apertura dell’URSS verso il mondo occidentale del quale incontra i leader e le personalità di spicco, come nel 1984 quando vide per la prima volta Margaret Thatcher, allora Primo ministro inglese o quando in Vaticano fece visita al pontefice Wojtyla nel 1989.

A Gorbaciov si devono le parole d’ordine della nuova Russia come glasnost (trasparenza) e perestroika (ristrutturazione) che guideranno la rivoluzione all’interno della società russa dopo anni di stagnazione economica e crisi sociale.

Il leader nella sua opera di distensione fra i due blocchi incontrerà, tra gli altri, il Presidente statunitense Regan con il quale troverà un accordo sulla riduzione degli armamenti nucleari che verrà poi ampliato nel 1991 a seguito dell’incontro con l’altro Presidente USA Bush senior.

La fine della parabola politica di Gorbaciov coincide con la fine dell’Unione sovietica nel 1991, non prima di vincere nel 1990 il Premio Nobel per la pace, l’ultimo anno del suo governo sarà controverso e segnato dal duello con il futuro nuovo leader della Federazione russa Yeltsin. Dopo anni di silenzio nel 2014 espone le sue critiche alla deriva autoritaria di Putin non nascondendo una certa soddisfazione per l’annessione della Crimea, ritenuta una risposta all’imperialismo statunitense schierandosi però totalmente a favore del non utilizzo delle armi nucleari.

L’AIEA ha condotto l’ispezione nella centrale nucleare di Zaporizhzhia

Nella cittadina ucraina di Energodar, che ospita la centrale nucleare di Zaporizhzhia, continuano i bombardamenti  a colpi di mortaio che hanno causato lo spegnimento del reattore numero 5 ma anche le accuse reciproche fra russi e ucraini su chi sia il responsabile degli attacchi.

Nel frattempo è giunta sul posto la visita programmata dall’AIEA, incaricata di monitorare la messa in sicurezza della centrale più grande d’Europa, il capo della delegazione Rafael Grossi ha affermato che alcuni esperti rimarranno il loco per continuare i controlli almeno fino a sabato 3 settembre ma quello che doveva essere visionato è stato segnalato.

Al termine dell’ispezione il capo dell’AIEA ha affermato che “l’integrità fisica della centrale di Zaporizhzhia è stata violata”, la Russia, attraverso l’ambasciatore presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiyha, ha fatto sapere di voler richiedere la convocazione di un Consiglio di sicurezza dell’ONU per il 6 settembre al quale dovranno prendere parte anche il capo dell’AIEA e il Segretario generale Guteress per esporre la propria posizione sulla condotta ucraina nella regione circostante.

Venerdì 2 settembre, ore 17:00

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