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I principali fatti dal mondo della politica
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Settimana
19/23
Feb

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n.7/2024

19 – 23 Febbraio

Sardegna, le elezioni sono alle porte

Domenica 25 febbraio i sardi voteranno per l’elezione del nuovo Presidente e per il rinnovo del Consiglio regionale. Il Centrodestra appare unito sotto il vessillo di Paolo Truzzu, Sindaco di Cagliari preferito al Presidente uscente Christian Solinas. E proprio a Cagliari Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani hanno chiuso il comizio elettorale con un abbraccio, a sottolineare l’unità della maggioranza al governo; la stessa Premier ha definito la coalizione con FI e Lega “una famiglia affiatata, che ogni tanto discute ma che alla fine non ha difficoltà a trovare la sintesi”. A sfidare Truzzu è Alessandra Todde, deputata 5 stelle già Viceministra dello Sviluppo economico nel Governo Draghi. Per la Segretaria Dem, Elly Schlein, un grande ruolo lo avranno gli indecisi, quelli che decidono all’ultimo chi votare.

Nel criticare la scelta di Truzzu come candidato, la Schlein ha sottolineato che “noi abbiamo scelto la competenza e non l’appartenenza, la candidata l’hanno decisa sul territorio, non noi a Roma”. Ma oltre a Todde e Truzzu in campo c’è anche Renato Soru, già Presidente della Sardegna dal 2004 al 2009 ed Eurodeputato dal 2014 al 2019. Se per il Centrosinistra la candidatura di Soru è un assist a Truzzu, lo stesso Soru ha sottolineato come, a suo giudizio, il favore al Centrodestra lo stia facendo la Schleinche sta in un partito che ha governato con la destra”. Del resto, Renato Soru si è detto sicuro di poter vincere, definendo la Todde “terza incomoda”. Il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, nel ribadire che la Todde è stata scelta “dalle forze locali”, ha definito la decisione di Soru di correre da solo “incomprensibile”, accusandolo di aver messo in discussione un lavoro della durata di cinque anni.

Secondo i sondaggi, Truzzu e Todde sono molto vicini, entrambi tra il 42 e il 46%, con alcuni che danno il primo in vantaggio sulla seconda. A Soru andrebbero le restanti preferenze; la sua discesa in campo come terzo candidato, secondo gli esperti, sottrarrà effettivamente voti che sarebbero andati probabilmente al Centrosinistra (da cui le aspre critiche di Conte). Una teoria, questa, non campata in aria con Matteo Salvini che ha lodato la scelta di Soru definendola “coraggiosa”. Sebbene non sembri avere molte possibilità di vittoria, il “peso” di Soru, politicamente parlando, è evidente: negli ultimi giorni la Todde si è preoccupata più di lui che di Truzzu, nel timore di perdere quel 10-12% che sarebbe decisivo per la vittoria finale. E se la Todde ha invocato il “voto utile” (secondo cui un elettore di sinistra non dovrebbe votare Soru perché non ha possibilità di vincere), è stato proprio Soru a definire il voto utile una “bugia stantia, per cercare di nascondere il progressivo crollo di consensi suo e della sua (della Todde, NdR) coalizione”.

È bene ricordare che la legge elettorale sarda non prevede ballottaggi: viene eletto o eletta Presidente chi prende più voti al primo turno. Insomma, tra Alessandra Todde, Paolo Truzzu e la “mina vagante” Renato Soru le sorti dell’isola sono tutt’altro che certe.

Terzo mandato per i Governatori, non passa l’emendamento della Lega

Niente terzo per i Presidenti di Regione: la Commissione Affari costituzionali del Senato ha bocciato l’emendamento leghista. Il punto è che la bocciatura è arrivata anche per mano degli alleati della Lega, ovvero Forza Italia e Fratelli d’Italia; a sostegno della Lega ha votato solo Italia Viva, per un totale di 14 voti contrari e solo 4 favorevoli. La domanda che sorge spontanea è perché la Lega ha insistito nel presentare un emendamento la cui bocciatura era attesa. Secondo alcuni, Salvini ha proseguito con l’emendamento per un regolamento interno di conti nel Carroccio: sapendo che la possibilità di un terzo mandato non sarebbe passata, Salvini avrebbe precluso a Zaia, attuale Presidente del Veneto, la possibilità di restare alla guida della Regione, portandolo a correre per un seggio alle Europee. In questo modo, Zaia non potrebbe competere con Salvini per la leadership della Lega.

La Lega, ad ogni modo, ha promesso di ripresentare l’emendamento in aula; nonostante il conflitto sull’emendamento, tuttavia, la Meloni ha rassicurato sulla stabilità dell’alleanza tra i partiti al governo. Anche Gasparri ha sminuito il tutto: “ha avuto più spazio sui giornali, che ripercussioni nel dibattito politico”. Nessun problema invece per il voto per gli studenti fuori sede: via libera all’unanimità dalla commissione all’emendamento che consente agli studenti fuori sede di votare lì dove vivono abitualmente per le elezioni europee dell’8 e 9 giugno.

Via libera al Milleproroghe

Il 21 febbraio, il Senato ha confermato il via libera al decreto-legge Milleproroghe, con 93 voti favorevoli, 61 contrari e un astenuto, ratificando la fiducia del governo nel testo precedentemente approvato dalla Camera. Nonostante ciò, il decreto è stato portato in Aula senza che fosse stato completato l’esame in commissione, suscitando riflessioni sulle regole parlamentari. “Occorre aprire una riflessione sulle regole che sovrintendono i nostri lavori”, ha dichiarato il presidente della Affari costituzionali a Palazzo Madama, Alberto Balboni (FdI), evidenziando l’importanza di un esame approfondito dei testi da parte di entrambi i rami del Parlamento.

Il decreto ha introdotto diverse misure che non hanno trovato spazio nella legge di bilancio a causa di definizioni ancora in sospeso, soprattutto riguardanti le coperture finanziarie. Tra le disposizioni principali, spiccano le norme a favore dei medici, che includono un nuovo scudo penale per situazioni di carenza di personale sanitario e la possibilità di prolungare l’attività lavorativa fino ai 72 anni, se necessario. Inoltre, sono stati rifinanziati interventi per la lotta ai disturbi alimentari e introdotto un bonus psicologico, sottolineando l’impegno del governo nel settore della salute.

Per il comparto agricolo, sono state previste esenzioni e riduzioni dell’Irpef per i redditi agrari e dominicali, insieme a proroghe per il pagamento delle multe ai non vaccinati e per la rottamazione quater. Il decreto ha inoltre offerto maggiori possibilità di proroga per i contratti a termine senza causale, concedendo alle aziende un periodo esteso per adattarsi alle mutevoli esigenze organizzative e produttive.

Al via al G7 italiano

Lo scorso giovedì, la Premier Giorgia Meloni è stata ospite di Bruno Vespa, dove ha affrontato i punti centrali del suo programma in vista delle elezioni regionali ed europee. Durante la trasmissione, si è discusso anche della guida italiana del G7, e la premier ha sottolineato l’importanza di un’Europa unita e forte di fronte alle sfide globali.

L’ospitata ha generato critiche da parte delle opposizioni, che hanno accusato la Rai di favorire la leader di Fratelli d’Italia in un momento particolarmente delicato, proprio alla vigilia delle elezioni in Sardegna.

Il G7, che si riunirà sabato sotto la presidenza italiana, avrà come punto focale l’Ucraina, con il fronte che registra un’ulteriore avanzata russa e lamenta la carenza di munizioni e armamenti. Il vertice mira a rafforzare le posizioni dell’Occidente, contrastare la narrazione distorta sulla stanchezza e il disimpegno, e ad aspirare il sistema delle sanzioni contro la Russia.

È previsto che i capi di Stato discuteranno anche della morte di Aleksej Navalny e delle implicazioni per il regime di Putin. L’incontro affronterà anche le crisi in corso nel Medio Oriente e nel Mar Rosso, ma Kiev rimarrà al centro dei dibattiti. Come avvenuto un anno fa, Volodymyr Zelensky si collegherà per un intervento in videoconferenza prima del colloquio tra Giorgia Meloni, i leader degli altri sei Stati e i rappresentanti della Commissione e del Consiglio europeo.

Una discussione che, secondo fonti diplomatiche, si concluderà con una dichiarazione congiunta mirata a contrastare la “falsa narrazione dell’Occidente stanco” sugli effetti del conflitto. Meloni ha definito la morte in carcere di Navalny un grave attacco alla democrazia e ai diritti umani. Le parole di Matteo Salvini hanno tuttavia alimentato polemiche, mentre la linea del governo sostiene che se la morte non è stata provocata direttamente, lo è stata in maniera indiretta.

Venerdì 23 febbraio, ore 17.20