Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
20 – 24 gennaio
La lega chiede l’uscita dell’Italia dall’Oms
Sulla scia di Donald Trump, che ha firmato un ordine esecutivo che ritira gli Stati Uniti d’America dall’Organizzazione mondiale della sanità, la Lega ha depositato un disegno di legge al Senato per lo stop dell’adesione dell’Italia alla stessa Organizzazione. In conferenza stampa alla Camera dei Deputati, il senatore leghista Claudio Borghi ha dichiarato senza mezzi termini che l’Oms “è uno stipendificio inutile agli interessi nazionali, un carrozzone che non fa del bene al mondo ma solo ai propri dipendenti”. Borghi ha auspicato “condivisione” da parte degli alleati del Centrodestra ma anche delle opposizioni: “quelle stesse forze che si sono sempre spinte per essere a tutti i costi atlantiste, mi sembra sia il caso che siano atlantiste anche stavolta”.
Non si è fatta attendere la reazione del PD: Ilenia Malavasi, membro della Commissione Affari sociali della Camera, ha definito “inquietante” l’annuncio della Lega, temendo che un’eventuale uscita dell’Italia dall’Oms possa tradursi in una “uscita dal contesto internazionale”. Il dibattito non è solo politico: gli esperti ammettono che la gestione dell’Oms potrebbe essere migliorata ma, allo stesso tempo, temono le conseguenze di una decisione giudicata “immotivata nell’immediato, non valutata nel dettaglio e non basata su elementi circostanziati”, come ha dichiarato Gianni Rezza, Professore straordinario di Igiene e Sanità pubblica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Bocciato il referendum sull’autonomia differenziata, via libera a cinque quesiti sociali
Lunedì 20 gennaio la Corte costituzionale si è pronunciata su una serie di richieste referendarie, bocciando il quesito sull’autonomia differenziata e dichiarando ammissibili cinque referendum sul lavoro. Nel caso del referendum sull’autonomia differenziata, i giudici costituzionali hanno respinto la proposta poiché giudicata poco chiara nel suo oggetto e nelle sue finalità, compromettendo la possibilità di un voto consapevole da parte degli elettori. Inoltre, la Corte ha ribadito che modifiche all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione non possono essere realizzate attraverso un referendum abrogativo, ma richiedono una revisione costituzionale.
Discorso opposto per gli altri cinque quesiti, dichiarati ammissibili. Tra questi, il dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza italiana per gli stranieri, modifiche al Jobs Act, una nuova disciplina sui licenziamenti nelle piccole imprese, regole più flessibili sui contratti a termine e la revisione delle responsabilità solidali negli appalti. La Corte ha stabilito che i quesiti rispettano i limiti previsti dall’articolo 75 della Costituzione. Per questi cinque quesiti, gli elettori saranno chiamati alle urne tra il 15 aprile e il 15 giugno 2025.
Nucleare sostenibile, il disegno di legge arriva a Palazzo Chigi
Il disegno di legge quadro sul nucleare, recentemente trasmesso a Palazzo Chigi, segna un passo importante verso la produzione di energia nucleare sostenibile in Italia. Redatto da una commissione presieduta dal giurista Giovanni Guzzetta, il ddl prevede un programma nazionale che include la produzione di energia, lo smantellamento degli impianti esistenti e la gestione dei rifiuti radioattivi. Una volta ottenuto il via libera dal Parlamento, il Governo avrà 24 mesi per adottare decreti legislativi che disciplineranno anche la ricerca sulla fusione nucleare e la formazione di nuove figure professionali nel settore. Politicamente, il ddl ha trovato appoggio in Forza Italia, Lega, Azione, Italia Viva, +Europa e Confindustria, che vedono nel nucleare una soluzione per la transizione energetica. Il PD è scettico, ma non esclude del tutto il progetto, mentre i Cinquestelle, i Verdi e le principali associazioni ambientaliste si oppongono fermamente.
Fratelli d’Italia è diviso, con alcuni favorevoli e altri contrari, ma la premier Giorgia Meloni ha cercato di mediare puntando sulla fusione nucleare, una tecnologia che però non sarà operativa prima di decenni. Nonostante il supporto politico, le opposizioni popolari restano relativamente moderate, anche se un referendum abrogativo potrebbe emergere. Le proteste “nimby” (Not In My Backyard) sullo sviluppo delle centrali sono già previste, con l’ipotesi di costruire impianti in Albania, collegati all’Italia tramite un cavo sottomarino.
Le linee programmatiche di Foti
Il Ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, è intervenuto il 23 gennaio 2025 presso le Commissioni riunite Politiche UE di Camera e Senato, dove ha illustrato le linee programmatiche del suo ministero. Nel corso dell’audizione, il Ministro ha messo in evidenza l’importanza di una strategia europea unitaria per affrontare la nuova realtà internazionale, soprattutto in relazione alla presidenza Usa. “L’Europa deve essere coesa al suo interno per poter essere forte all’esterno”, ha dichiarato, sottolineando che, in un mondo sempre più caotico, l’UE deve rappresentare un punto di ragione.
Il Ministro ha anche parlato di competitività, evidenziando che per rafforzare il sistema economico europeo è necessaria una politica di semplificazione normativa a livello europeo. “Dobbiamo cercare una partecipazione tra pubblico e privato per rafforzare il sistema economico europeo“, ha affermato Foti. Riguardo alla decarbonizzazione, ha ribadito la necessità di trovare un equilibrio tra neutralità climatica e tecnologica, evitando una deindustrializzazione del continente. Infine, Foti ha toccato il tema della difesa, indicando che una politica europea complementare alla NATO potrebbe essere fondamentale per il futuro, con la possibilità di emettere obbligazioni europee per gli investimenti nel settore.
Chiara Appendino condannata per i fatti di Piazza San Carlo
Lunedì 20 gennaio la Corte d’assise d’appello ha condannato l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino a un anno, 5 mesi e 23 giorni di carcere per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017. La pena, ridotta di una settimana rispetto al primo processo d’appello, arriva dopo che la Cassazione aveva chiesto una revisione per il ritiro di alcune querele. La vicenda riguarda le carenze organizzative durante la proiezione su maxischermo della finale di Champions League, dove l’uso di spray al peperoncino da parte di una banda criminale scatenò il panico. Nella ressa, persero la vita Erika Pioletti e Marisa Amato, mentre altre persone riportarono ferite gravi. Condannato anche Paolo Giordana, ex capo di gabinetto di Appendino, mentre è stato assolto il dirigente Maurizio Montagnese.
“Condanna ingiusta nei confronti di un sindaco”, ha dichiarato il ministro Matteo Salvini, esprimendo solidarietà ad Appendino. Di segno opposto il commento di Enzo Amich (FdI): “Un’amara pietra d’inciampo per il M5S, che ha sempre sventolato il vessillo della moralità“
Venerdì 24 gennaio, ore 16.30