Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
19 – 23 ottobre 2026
Sommario
1. Scontri a Milano e nuovo decreto sicurezza: via libera del CdM al giro di vite contro le violenze di piazza
2. Proteste degli autotrasportatori e decreto aiuti: accordo col Governo e 110 milioni per contenere il caro carburante
3. Data center, la Lombardia rivede la normativa regionale
4. Legge di bilancio 2027: dimensione della manovra legata al negoziato con l’UE, ipotesi di proroga dell’Irap maggiorata sul settore energetico
1. Scontri a Milano e nuovo decreto sicurezza: via libera del CdM al giro di vite contro le violenze di piazza
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge sulla sicurezza che introduce un drastico inasprimento normativo per prevenire e contrastare i disordini di piazza. Il provvedimento giunge all’indomani degli scontri e dei saccheggi che hanno devastato il centro di Milano, culminati in vetrine infrante, danni agli esercizi commerciali per circa un milione di euro e quasi duecento agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti. Tra i capisaldi del testo figura l’istituzione del reato di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche“, che punisce con la reclusione da 2 a 5 anni e multe fino a 20.000 euro chi utilizza mazze o lancia oggetti pericolosi, mentre le pene salgono da 4 a 12 anni per i promotori e gli organizzatori dei gruppi violenti, anche via web.
Il pacchetto normativo interviene con decisione sulla responsabilità giovanile e sulla prevenzione, estendendo il fermo preventivo nei luoghi ad alto afflusso e l’arresto in flagranza differita. Per i minori tra i 14 e i 18 anni viene introdotta la presunzione di capacità di intendere e di volere, rendendoli immediatamente imputabili salvo prova contraria, mentre per i genitori di minorenni coinvolti in atti vandalici sono previste sanzioni amministrative da 500 a 1.000 euro. Inoltre, il testo dispone l’invio immediato di un contingente straordinario di 500 militari a Milano fino al 31 dicembre, a supporto del controllo del territorio svolto dalle autorità di pubblica sicurezza.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivendicato la fermezza dell’intervento governativo, definendo inaccettabili le devastazioni e ribadendo che nessuna rivendicazione politica o disagio sociale può giustificare atti di criminalità. Al contempo, il provvedimento ha acceso un vivace dibattito politico e sociale: se da un lato la maggioranza sostiene la necessità di tutelare l’incolumità pubblica, gli operatori economici e le forze dell’ordine, dall’altro le opposizioni parlamentari, alcune associazioni giovanili e le organizzazioni per i diritti civili contestano l’impostazione securitaria, esprimendo forte preoccupazione per le possibili compressioni del diritto di manifestazione e per la gestione della punibilità dei minorenni.
2. Proteste degli autotrasportatori e decreto aiuti: accordo col Governo e 110 milioni per contenere il caro carburante
L’ondata di malcontento che ha visto gli autotrasportatori mobilitarsi in diverse regioni d’Italia, con blocchi e presidi dei Tir particolarmente intensi in Sicilia, ha trovato un punto di svolta nell’ultimo Consiglio dei Ministri. La protesta, innescata dal forte aumento dei costi del gasolio che sta mettendo a rischio la sostenibilità economica dei trasporti, della pesca e del settore agricolo, è stata temporaneamente sospesa a seguito dell’apertura di un tavolo di confronto diretto tra le rappresentanze di categoria e l’Esecutivo.
Per rispondere alle istanze del comparto, il Governo ha inserito nel Decreto Aiuti uno stanziamento immediato di 110 milioni di euro destinato alla mitigazione del caro carburanti. Tra le misure chiave figura lo sblocco e l’erogazione dei crediti d’imposta per il gasolio commerciale, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha già avviato il pagamento degli acconti spettanti alle imprese. L’accordo firmato punta a garantire liquidità alle aziende della logistica e della filiera agroalimentare, riducendo l’impatto dei costi operativi che minacciavano di ripercuotersi sui prezzi dei beni di prima necessità.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i ministri competenti hanno espresso soddisfazione per il raggiungimento di un’intesa che contempera le esigenze dei lavoratori del trasporto con la tutela dell’approvvigionamento dei mercati. Ciononostante, la sospensione dei blocchi stradali ha carattere temporaneo e il clima all’interno del comparto rimane vigile: le associazioni di categoria e gli operatori attendono ora le verifiche sui tempi effettivi di erogazione delle risorse e i prossimi tavoli tecnici per scongiurare nuove impennate dei prezzi dell’energia nei prossimi mesi.
3. Data center, la Lombardia rivede la normativa regionale
Il 22 ottobre la Giunta regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge “Seconda legge di revisione normativa ordinamentale 2026”**, che modifica la disciplina regionale sui data center, intervenendo su consumo idrico, approvvigionamento energetico, fattibilità delle connessioni elettriche e procedure urbanistiche. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sostenibilità degli insediamenti e indirizzare gli investimenti verso aree dismesse, senza rinunciare all’ambizione di consolidare la Lombardia come hub digitale europeo. Il testo dovrà ora essere esaminato e approvato dal Consiglio regionale.
La revisione interviene sulla legge regionale n. 11, approvata nel giugno 2026, in un contesto di crescente preoccupazione per gli effetti dei nuovi insediamenti sul consumo di suolo, sulla disponibilità di acqua ed energia e sulla capacità delle amministrazioni locali di governare le trasformazioni territoriali. Nei mesi successivi all’approvazione della norma, l’aumento delle richieste di insediamento e le contestazioni sul territorio hanno alimentato le pressioni per una modifica della disciplina, formalizzate anche attraverso una lettera sottoscritta da oltre 50 sindaci, che hanno sollecitato maggiori strumenti di intervento per gli enti locali e una pianificazione più condivisa.
A rafforzare le preoccupazioni ha contribuito la presentazione di oltre 60 richieste di insediamento, per una potenza complessiva di connessione superiore a 11 GW. Parallelamente, si sono intensificate le proteste dei comitati locali, tra cui la manifestazione del 3 ottobre a Rho contro la realizzazione di tre data center e quella del 10 ottobre a Milano, durante la quale è stata richiesta una moratoria sulle nuove autorizzazioni.
Il confronto politico si è intensificato a inizio ottobre. L’assessore regionale Massimo Sertori ha sostenuto la necessità di «disincentivare ancora di più l’utilizzo dei terreni agricoli» e di favorire le aree industriali dismesse, dichiarando che «la legge deve essere rivista». Il presidente Attilio Fontana ha confermato l’intenzione di intervenire, precisando che «il nostro problema è soltanto quello di fare in modo che vengano costruiti su aree di recupero e non aree nuove».
Sul fronte delle opposizioni, il PD ha criticato l’impianto della normativa, sostenendo che non fosse in grado di contenere adeguatamente la crescita delle richieste e chiedendo la sospensione delle nuove autorizzazioni fino all’entrata in vigore delle modifiche. Il 19 ottobre, inoltre, 52 sindaci dell’area metropolitana milanese hanno rinnovato l’appello per essere coinvolti nella revisione, richiamando la necessità di una pianificazione condivisa e di maggiori strumenti per gli enti locali.
4.Legge di Bilancio 2027: dimensione della manovra legata al negoziato con l’UE, ipotesi di proroga dell’Irap maggiorata sul settore energetico
Il governo sta definendo il disegno di legge di Bilancio per il 2027, il cui impianto si attesta oggi su circa 23,5 miliardi di euro. L’esecutivo conta di portarlo a 28-29 miliardi se la Commissione europea accoglierà due richieste. La prima riguarda la possibilità di destinare parte della flessibilità prevista per l’energia anche a sostegni diretti per famiglie e imprese. La seconda chiede una lettura meno rigida del dato sull’inflazione nel calcolo della spesa netta previsto dal Patto di stabilità. Il margine aggiuntivo stimato è di 4-5 miliardi. Le indicazioni di Bruxelles sono attese entro la fine di ottobre, e l’approvazione in Consiglio dei ministri dovrebbe seguire a breve.
L’eventuale spazio fiscale servirebbe a recuperare interventi accantonati per mancanza di risorse. Tra questi c’è la riduzione dell’Irpef per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro, dal costo stimato di circa 2,7 miliardi. Resta da individuare una quota di coperture interne vicina ai 10 miliardi. Secondo le intenzioni del Ministero dell’Economia, circa la metà dovrebbe arrivare dal comparto finanziario. Gli istituti di credito chiedono però che l’onere venga ripartito anche su altri settori.
In questo contesto si inserisce l’ipotesi di estendere al biennio 2028-2029 l’incremento di due punti dell’aliquota Irap a carico delle imprese energetiche. L’aumento, dal 3,9% al 5,9%, è già in vigore per il 2026 e il 2027. Il perimetro comprenderebbe l’intera filiera, dalla generazione alla distribuzione, inclusa l’intermediazione di energia elettrica e gas. Per gli operatori regolati è allo studio il divieto di trasferire il maggior onere sulle tariffe. Tra le misure valutate figurano anche un contributo straordinario sulle fonti rinnovabili e un coinvolgimento circoscritto di Cassa depositi e prestiti.
Il quadro di finanza pubblica impone cautela. Secondo il Dpb, il rapporto debito/Pil salirà al 138,5% nel 2027 (dal 138,1% del 2026), mentre la crescita stimata dello 0,8% potrebbe essere compromessa dai rincari energetici e dalle tensioni internazionali.
Venerdì 23 ottobre, ore 16.30