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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
19-23
mag

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 18/2025


19 – 23 maggio

Le dichiarazioni di Foti sul PNRR

“Siamo tutti impegnati a far sì che coloro i quali sono in campo per raggiungere gli obiettivi possano avere il necessario supporto, non solo politico, ma anche amministrativo, e se del caso normativo, da parte del Governo. Così ha concluso il ministro Tommaso Foti il suo intervento alla Camera il 21 maggio, ribadendo il ruolo del Governo nella revisione del PNRR. Audito anche al Senato, Foti ha difeso la revisione un atto tecnico previsto dal Regolamento europeo, “necessario per garantire il rispetto delle scadenze senza ridurre l’ambizione del Piano”. Ad oggi, l’Italia ha raggiunto 337 obiettivi su 621 e ottenuto 140 miliardi euro, pari al 72% delle risorse stanziate. Come dichiarato dal Ministro, “Non c’è cantiere che si fermi, non c’è tratta che non vada avanti, non c’è intervento che sia sospeso”: le opere ferroviarie continueranno, anche quelle escluse temporaneamente, che saranno completate con fondi nazionali.

Le risorse inutilizzate per le colonnine elettriche saranno destinate all’acquisto di veicoli elettrici per le fasce deboli. Il Ministro ha poi chiarito che nessuna risorsa sarà sottratta al Mezzogiorno, respingendo alcune critiche e polemiche lette sulle agenzie secondo cui la riprogrammazione toglierebbe risorse ad alcune regioni per assegnarle ad altre: “Spero che siano dichiarazioni che sono state fatte senza aver letto la relazione”. Due le risoluzioni approvate dal Parlamento, che impegnano il Governo a mantenere il dialogo con la Commissione europea, coinvolgere Parlamento e territori, e garantire il raggiungimento degli obiettivi trasversali su parità di genere, giovani e riequilibrio territoriale.

Amministrative, sono 117 i comuni al voto: spiccano Genova, Ravenna, Taranto e Matera

Alle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio 2025 andranno al voto 117 comuni italiani. Tra questi, a calamitare l’attenzione dell’Italia sono il capoluogo della Liguria, Genova, e i tre capoluoghi di provincia Ravenna, Matera e Taranto. A Genova il centrodestra, dopo l’uscita di scena di Marco Bucci, ha candidato Pietro Piciocchi. Il centrosinistra punta su Silvia Salis, ex atleta e vicepresidente vicaria del CONI, sostenuta da un’ampia coalizione. La Segretaria Dem, Elly Schlein, ha chiuso la campagna elettorale dal palco di Prà accanto alla Salis, mentre Piciocchi è stato sostenuto da Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini.

A Ravenna il centrosinistra si presenta compatto con Alessandro Barattoni, segretario provinciale del PD. Il centrodestra si divide tra due candidati: Nicola Grandi (FdI-FI) e Alvaro Ancisi (Lega). A Matera il centrodestra è unito su Antonio Nicoletti. Nel centrosinistra corrono sia l’ex sindaco M5S Domenico Bennardi sia Roberto Cifarelli, esponente PD ma sostenuto da una lista civica. In campo anche i civici Luca Prisco e Vincenzo Santochirico. Al comizio di chiusura di Bennardi ha partecipato il leader 5 stelle Giuseppe Conte. A Taranto la competizione è molto frammentata, con sei candidati: Nìnel centrosinistra corre Piero Bitetti (PD), mentre il centrodestra si divide tra Francesco Tacente e Luca Lazzaro (FdI-FI). Completano il quadro Annagrazia Angolano (M5S), Mirko Di Bello (civico) e Mario Cito (AT6 – Lega d’Azione Meridionale). I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Gli eventuali ballottaggi si terranno domenica 8 e lunedì 9 giugno, in concomitanza con i referendum.

È scontro tra maggioranza e opposizioni sul DL Sicurezza

Alta tensione in Parlamento sul DL Sicurezza, approvato in Commissione Affari Costituzionali e Giustizia tra le urla dell’opposizione: “Vergogna!”. La maggioranza ha imposto una doppia tagliola, bloccando l’esame degli emendamenti e le dichiarazioni di voto. Il provvedimento, che introduce oltre venti nuovi reati e aggravanti, approderà lunedì in Aula con fiducia blindata.

I capigruppo di PD, M5S, AVS, IV e +Europa hanno denunciato un “grave strappo democratico”, scrivendo al presidente Fontana per chiedere il rispetto delle prerogative parlamentari e dei diritti delle minoranze.

Le critiche si sono concentrate sia sul metodo adottato, ritenuto forzato, sia sul contenuto del provvedimento, accusato di limitare il dissenso e comprimere la democrazia parlamentare. Secondo le opposizioni, la gestione del decreto è un pericoloso precedente che rischia di compromettere il ruolo del Parlamento e l’equilibrio tra i poteri. Riccardo Magi (+Europa) ha lanciato un “allarme democratico”, evocando derive autoritarie, mentre Federico Fornaro (PD) ha parlato di un “iter da democrazia autoritaria”, paragonandolo a quello dell’Ungheria di Orban.

Dal Ministero dell’Ambiente arriva il via libera al Ponte sullo Stretto

L’opera più controversa del Paese torna al centro del dibattito: il via libera definitivo del Ministero dell’Ambiente al progetto del Ponte sullo Stretto ha riacceso lo scontro politico. Matteo Salvini ha salutato l’approvazione come “un altro fondamentale passo in avanti”, ribadendo l’intenzione di avviare i cantieri entro l’estate. Ma la risposta delle opposizioni non si è fatta attendere: Angelo Bonelli (AVS) ha parlato di un “blitz contro il diritto europeo” e ha annunciato esposti in sede giudiziaria e a Bruxelles. Le polemiche si sono poi estese al fronte dei controlli antimafia. Il tentativo del MIT di introdurre una procedura speciale – simile a quella utilizzata per eventi eccezionali come le Olimpiadi o la ricostruzione del ponte Morandi – è stato stoppato dal Quirinale. Dal Colle è arrivata una nota che ha ricordato come “non risultino ammissibili deroghe alle disposizioni ordinarie del Codice antimafia”.

Il Vicepremier ha preso atto del rilievo, ma non ha nascosto il disappunto. “Dal mio punto di vista era importante – ha dichiarato – qualcuno l’ha pensata in modo diverso, vorrà dire che sarà il Parlamento a garantire il massimo del rigore”. Fonti del MIT hanno poi auspicato che, in sede di conversione del decreto infrastrutture, il Parlamento possa rafforzare il sistema dei controlli, a tutela della legalità e della trasparenza in un’opera di rilevanza strategica nazionale.

Il Ponte continua così a rappresentare un banco di prova non solo ingegneristico, ma anche politico e istituzionale.

Venerdì 23 maggio, ore 17:15