Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
26 – 30 maggio
Primo via libera al DL sicurezza
Con 163 voti favorevoli, 91 contrari e un astenuto, la Camera ha approvato in prima lettura la legge di conversione del decreto sicurezza. Il provvedimento, su cui martedì scorso il Governo aveva incassato la fiducia, passa ora all’esame del Senato, che dovrà esprimersi entro l’11 giugno per evitare la decadenza del decreto. In Aula, assenti i ministri firmatari – Piantedosi, Nordio, Crosetto e Giorgetti – oltre alla premier Giorgia Meloni. La maggioranza ha difeso compatta il provvedimento, salutato con soddisfazione dal vicepremier Matteo Salvini: “Sono molto contento dell’approvazione del decreto Sicurezza, che dà più poteri e tutele legali alle forze dell’ordine”. Per Tommaso Calderone (FI), “difendiamo le persone per bene, non i punkabestia che si sdraiano sui binari”. La deputata di FdI Augusta Montaruli ha sottolineato: “Rivendico un governo che ha avuto la capacità di intervenire con urgenza di fronte a fenomeni che altri non avevano saputo affrontare”.
Di segno opposto le reazioni delle opposizioni, che hanno alzato cartelli con slogan come “né liberi né sicuri” e “la democrazia non si piega”. Per la segretaria del PD Elly Schlein, “avete messo d’accordo giuristi, magistrati e avvocati nel criticare un testo che riporta il Paese indietro, persino rispetto al codice Rocco del 1930”. Dura anche Maria Elena Boschi (IV): “Punite il blocco stradale ma non sapete garantire i treni in orario”. Per Riccardo Magi (+Europa) “il decreto porta più propaganda e conflittualità sociale”, mentre Fabrizio Benzoni (Azione) lo ha definito “illogico, confuso e privo di visione”. Il dibattito politico si conferma acceso su un tema altamente sensibile il tema della sicurezza resta centrale nell’agenda pubblica, ma sempre più divisivo.
Gaza, Tajani: “I bombardamenti devono finire”
Il 28 maggio si è tenuta, prima alla Camera e poi al Senato, l’informativa urgente del Ministro degli Affari esteri e Vicepremier, Antonio Tajani, su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. L’informativa era stata chiesta dalle opposizioni per riferire sul conflitto in Medioriente. In apertura, Tajani ha sottolineato come la popolazione della Striscia stia pagando “da troppo tempo un pezzo altissimo”, chiedendo poi la cessazione dei bombardamenti, la ripresa dell’assistenza umanitaria e il “rispetto del diritto internazionale umanitario”. Dopo l’invito ad Hamas a liberare gli ostaggi, il Ministro ha ribadito con forza che “l’unica prospettiva possibile per la pace […] resta l’avvio di un processo politico che porti a due Stati che convivano in pace e in sicurezza”.
Non sono mancate le scintille con le opposizioni: il responsabile Esteri del PD, Beppe Provenzano, ha accusato il governo di stare in silenzio sul comportamento di Benjamin Netanyahu, aggiungendo poi: “lei ci spiega che siete amici di Israele. Voi siete amici di Netanyahu, come il ministro Salvini che è andato lì a stringere quelle mani sporche di sangue mesi fa”. Netto anche l’intervento di Carlo Calenda al Senato, che ha chiesto “azioni politiche concrete”, invocando l’uso di sanzioni e il “riconoscimento dello stato della Palestina”.
Italia-Kazakistan, intesa da 4 miliardi
La visita della Premier Giorgia Meloni ad Astana ha segnato un passo importante nei rapporti tra Italia e Kazakistan, con la firma di accordi commerciali per un valore complessivo di oltre 4 miliardi di euro. L’intesa, definita una cooperazione “a lungo termine”, riguarda settori chiave come petrolio, gas, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche, ingegneria meccanica e agroindustria. Un’attenzione particolare è stata riservata alle materie prime critiche, ambito su cui i due Paesi puntano a costruire una collaborazione strutturata e duratura. Nella dichiarazione congiunta, Roma e Astana si impegnano anche a diversificare gli scambi commerciali e a promuovere lo sviluppo delle piccole e medie imprese.
“Italia e Kazakistan hanno ribadito il loro impegno a creare una base solida e a lungo termine per la cooperazione tra l’Unione Europea e i Paesi dell’Asia centrale”, si legge nel documento ufficiale, che sottolinea anche la necessità di rafforzare la connettività euroasiatica. Meloni ha ricordato il ruolo pionieristico dell’Italia nella regione: “Siamo stati il primo Paese UE a promuovere un formato permanente con le Repubbliche dell’Asia Centrale”. Durante un incontro con il presidente del Tagikistan, Emomali Rahmon, ha aggiunto: “Credo si possa fare ancora di più, soprattutto su infrastrutture e materie prime critiche”. Tra le priorità citate anche la cooperazione nella lotta al terrorismo.
I risultati delle elezioni comunali
Le elezioni comunali del 27 maggio 2025 hanno coinvolto oltre 120 comuni italiani, con circa 2 milioni di elettori. I risultati premiano il centrosinistra, che vince al primo turno a Genova e Ravenna. A Genova, Silvia Salis, sostenuta da PD, Verdi-Sinistra, M5S, Italia Viva e Azione, ha superato il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi, ottenendo il 51,5% dei voti. A Ravenna, Alessandro Barattoni è stato eletto sindaco al primo turno con il 58,2% dei consensi, distaccando nettamente il centrodestra.
Anche in comuni come Giugliano, Desio e Osimo, il centrosinistra si è affermato. A Cernusco sul Naviglio, Saronno, Lamezia Terme, Matera e Taranto si andrà invece al ballottaggio. A Taranto il primo classificato è Pietro Bitetti (centrosinistra), seguito da Francesco Tacente (candidato civico sostenuto dalla Lega). A Matera si sfideranno Roberto Cifarelli (centrosinistra) e Antonio Nicoletti (centrodestra). Complessivamente, su 32 comuni con oltre 15 mila abitanti, il centrosinistra ha vinto in nove al primo turno, il centrodestra in quattro, mentre sei sono andati a candidati civici. Nei restanti 13 comuni si andrà al ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno.
Venerdì 30 maggio, ore 17.00