Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
3 – 7 novembre 2025
Giorgetti difende la Legge di Bilancio
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha difeso in audizione la Legge di Bilancio 2026-2028, respingendo le critiche di scarsa ambizione e sottolineando che la strategia del governo si basa sulla disciplina contabile per proteggere l’economia italiana in un contesto geopolitico instabile. La prudenza adottata, ha spiegato, ha già contribuito al miglioramento del rating sovrano e alla discesa del rendimento del BTP decennale dal 4,9% al 3,4%, segnali della credibilità riconquistata sui mercati. Giorgetti ha escluso l’idea di una manovra “austeritaria” o pensata per creare un tesoretto pre-elettorale, chiarendo che la cautela discende dalle nuove regole europee che impongono un percorso credibile di riduzione del debito. Ha inoltre ricordato il confronto costante con la Commissione europea, definito “positivo e costruttivo”. Sul fronte fiscale, il Ministro ha rivendicato la compensazione degli effetti del fiscal drag e la scelta politica di ridurre l’aliquota IRPEF al 33% per sostenere il ceto medio. Ha aggiunto che nel 2026 proseguirà la razionalizzazione del sistema, accompagnata da un rafforzamento del contrasto all’evasione.
Riguardo agli affari sociali, Giorgetti ha ricordato l’incremento di 7 miliardi per la sanità, destinati in particolare al personale e alla riduzione delle liste d’attesa, e ha chiarito che il Piano Casa sarà finanziato tramite il Fondo Clima e il FSC. Sulle pensioni ha ribadito che non sono previsti tagli, ma una graduale armonizzazione necessaria alla sostenibilità del sistema. Per le imprese, il Ministro ha confermato la reintroduzione dell’iperammortamento nel 2026 con decreti attuativi rapidi e ha richiamato il ruolo del PNRR, spiegando che l’attuazione procede in linea con le milestone concordate, in particolare su digitale e infrastrutture. Sul fronte energetico, Giorgetti ha annunciato l’anticipo al 2026 dell’allineamento delle accise tra benzina e gasolio, sfruttando il calo dei prezzi petroliferi per proteggere i consumatori. Ha infine ribadito la posizione favorevole del governo al disaccoppiamento tra prezzo dell’energia elettrica e del gas, ritenuto necessario per ridurre volatilità e costi.
Dal canto suo, l’opposizione ha sollevato critiche puntuali in sede di audizione: il Sen Boccia (PD) ha contestato l’aumento della pressione fiscale dal 41,5% al 42,8% registrato nel triennio, evidenziando come il Governo abbia proceduto in direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati di alleggerimento del carico tributario, mentre la Sen. Fregolent (IV) ha denunciato l’assenza di misure concrete a favore del Piano Casa, non riscontrando nella manovra gli stanziamenti previsti. La Sen. Lorenzin (PD) ha invece posto l’accento sull’urgenza di intervenire sul caro energia per le imprese, sottolineando come i costi energetici elevati continuino a rappresentare un freno alla competitività.
L’audizione ha mostrato una distanza netta tra la lettura del governo e quella dell’opposizione, divisa tra richieste di maggiore espansività e timori per i costi dell’energia e della pressione fiscale. Sarà ora il confronto parlamentare a determinare se l’impianto della manovra riuscirà a mantenere l’equilibrio rivendicato dal Ministro.
Pubblicate le relazioni sulle emissioni di metano delle imprese energetiche
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato sul proprio sito le relazioni sulla quantificazione delle emissioni di metano trasmesse dalle imprese che operano nella filiera del gas naturale, in attuazione dell’articolo 12 del Regolamento (UE) 2024/1787 relativo alla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia. Grazie al lavoro degli uffici ministeriali, l’Italia ha rispettato la scadenza del 5 novembre 2025 fissata dal regolamento europeo per la messa a disposizione pubblica dei documenti, che le imprese avevano l’obbligo di presentare entro il 5 agosto. Le relazioni, riguardanti l’ultimo anno civile disponibile, contengono dati dettagliati sulle fonti di emissione, i metodi di quantificazione adottati, le quantità di metano espresse in tonnellate e CO₂ equivalente, nonché informazioni sulla gestione e sulla proprietà degli impianti.
Secondo quanto previsto dal regolamento, in attesa della formale designazione delle Autorità competenti nazionali, il MASE ha provveduto a pubblicare i rapporti trasmessi, in conformità al comma 8 dell’articolo 12. Tale designazione, ancora in corso di definizione, sarà cruciale per l’attuazione piena delle misure di monitoraggio, verifica e controllo previste dalla normativa europea, la cui adozione potrà avvenire con il prossimo DL Energia, atteso prossimamente in Consiglio dei Ministri. Dall’esame dei documenti emerge una partecipazione significativa delle imprese italiane del settore energetico, con 65 gestori della distribuzione del gas naturale, una società nel trasporto (SNAM), una nella rigassificazione, una nello stoccaggio e 11 operatori attivi nelle attività di estrazione di petrolio e gas naturale.
Nuove tensioni tra Roma e Mosca
Un incidente diplomatico ha acceso le tensioni tra Italia e Russia a causa del crollo parziale della Torre dei Conti, monumento storico situato ai Fori Imperiali di Roma. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha accusato l’Italia di “sprecare soldi per Kiev” e avvertendo che “l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri”. Affermazioni che non certo passate sotto silenzio: la Farnesina ha infatti convocato l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, per un richiamo formale, sottolineando che Roma continua a sostenere l’Ucraina nel conflitto con la Russia. Nonostante la convocazione, l’Ambasciatore non si è presentato, lasciando che fosse il Ministro consigliere dell’ambasciata della Federazione Russa in Italia, Mikhail Rossiyskiya, a ricevere la protesta ufficiale.
Questo gesto è stato interpretato come una mancanza di rispetto e ha ulteriormente inasprito il clima diplomatico tra i due Paesi. La Russia ha risposto definendo la convocazione un atto di “scarsa cortesia diplomatica”, soprattutto perché avvenuta il 4 novembre, giorno della Festa dell’Unità Nazionale in Russia. La Farnesina ha comunque ribadito la propria posizione condannando le dichiarazioni offensive di Zakharova e confermando il sostegno italiano all’Ucraina. L’episodio si inserisce in un contesto fatto di rapporti già tesi tra Roma e Mosca per tutte le implicazioni legate al conflitto in Ucraina.
DL Energia, strategia in due tempi: reti subito, prezzi entro fine anno
Il settore energia torna al centro dell’agenda politica con l’annuncio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, relativo alla strutturazione del prossimo Dl Energia. Il ministro ha annunciato che il provvedimento sarà suddiviso in due decreti distinti: il primo, dedicato alle reti, atteso in Consiglio dei Ministri già la prossima settimana; il secondo, incentrato sulla formazione dei prezzi, previsto entro la fine dell’anno. “Il Dl Energia lo dividiamo in due: quello della rete e quello dei prezzi”, ha spiegato, sottolineando il ruolo delle trattative europee sul Fondo Clima che hanno posticipato l’esame del testo. Parallelamente, Pichetto ha fornito chiarimenti anche sul futuro del settore automotive, richiamando la necessità di mantenere un equilibrio di mercato nella transizione elettrica. Gli incentivi, ha evidenziato, dovranno essere calibrati per favorire una diffusione sostenibile dei veicoli a zero emissioni e per sostenere un adeguamento progressivo dei prezzi dell’energia. Il ministro ha ribadito la propria contrarietà al divieto europeo dei motori endotermici previsto dal Fit for 55, pur riconoscendo il ruolo crescente dell’elettrico nella mobilità del futuro.
Sul piano europeo, Pichetto ha richiamato la complessità del negoziato sul Green Deal, definito un compromesso inevitabile tra esigenze industriali, obiettivi climatici e sensibilità nazionali. Il ministro ha rivendicato alcuni risultati significativi per l’Italia, a partire dal via libera ai biocarburanti – da anni al centro delle richieste del governo – e dall’estensione dell’uso dei crediti di carbonio internazionali certificati. Rilevante, inoltre, lo slittamento al 2028 della nuova tassazione ETS su carburanti e riscaldamento, inizialmente prevista per il 2027, considerato un passaggio cruciale per evitare ulteriori pressioni sui consumatori. Nel complesso, l’azione del governo si muove lungo un doppio binario: garantire stabilità al sistema energetico nazionale e tutelare al contempo la competitività del tessuto produttivo, in un quadro europeo che continua a evolvere rapidamente.
Le principali novità dal Consiglio dei ministri
Dal “Greenwashing” al riuso delle acque reflue: approvati i nuovi decreti verdi
Transizione verde, trasparenza ambientale e gestione delle risorse finanziarie al centro dell’ultimo Consiglio dei ministri. Il Consiglio ha dato il via libera al decreto sulla transizione verde, proposto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso,che recepisce la direttiva europea (UE) 2024/825 contro il greenwashing, in modo tale – ha dichiarato il Ministro – da “puntare i riflettori sul fenomeno e per difendere il Made in Italy autenticamente sostenibile”. In particolare, il testo amplia le pratiche commerciali vietate, introducendo sanzioni per affermazioni ambientali ingannevoli e nuove regole di trasparenza e tracciabilità.
Approvato anche il regolamento sul riutilizzo delle acque reflue affinate che, nel recepire il regolamento (UE) 2020/741 del Parlamento europeo e del Consiglio, disciplina i criteri, le modalità e le condizioni per l’uso sicuro di tali acque, fornendo un quadro normativo essenziale per far fronte alla crisi idrica. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha parlato di un “grande passo avanti per rendere il settore agricolo più resiliente al cambiamento climatico”, evidenziando che l’uso di acque trattate sarà possibile “senza costi aggiuntivi per gli agricoltori”. Il Viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, ha poi aggiunto che il provvedimento “rafforza la capacità del sistema idrico nazionale di affrontare la scarsità d’acqua”, promuovendo risparmio e economia circolare.
Tra gli altri punti all’ordine del giorno, il Governo ha approvato in via preliminare il decreto su batterie e rifiuti di batterie, che introduce obblighi di tracciabilità e responsabilità estesa del produttore, e la proroga di sei mesi per l’attuazione della riforma del Codice della strada. È stato inoltre approvato il decreto legislativo di adeguamento del Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, mentre sono state deliberate diverse proroghe degli stati di emergenza per eventi meteorologici recenti e la nominadi Alessandra Guidi a Consigliere di Stato.
Venerdì 7 novembre, ore 16.00