Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
6 – 10 luglio 2026
Sommario
1. Vertice Nato ad Ankara: Meloni rivendica il ruolo italiano tra Difesa, Ucraina e rapporto transatlantico
2. Il Campolargo apre la campagna elettorale per il 2027 da Napoli
3. Eurogruppo: la Spagna propone bond comuni europei, l’Italia si schiera a favore
4. Spionaggio per la Russia: due ex agenti dell’AISI arrestati a Roma
1. Vertice Nato ad Ankara: Meloni rivendica il ruolo italiano tra Difesa, Ucraina e rapporto transatlantico
Si è concluso, lo scorso 8 luglio ad Ankara, il vertice della Nato, con gli alleati che hanno confermato l’unità dell’Alleanza e l’impegno alla difesa collettiva sancito dall’articolo 5 del Trattato di Washington: “Un attacco contro uno di noi è un attacco contro tutti”. La dichiarazione finale ribadisce inoltre il sostegno all’Ucraina e definisce la Russia una minaccia di lungo periodo per la sicurezza euro-atlantica.
Per l’Italia, il vertice è stato l’occasione per riaffermare il proprio ruolo all’interno dell’Alleanza, confermando una linea basata sul rispetto degli impegni assunti ma con attenzione alla sostenibilità degli investimenti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato: “Vogliamo rispettare gli impegni sulle spese per la Difesa, lo stiamo facendo e lo faremo, ma in modo sostenibile, stabilendo noi tempi, modi e priorità in base al contesto”.
La premier ha inoltre evidenziato la necessità che gli investimenti nella Difesa producano ricadute positive sul sistema industriale nazionale: “Se investiamo in Difesa quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori, quindi più sicurezza ma anche più lavoro qualificato e più ricerca”.
Sul rapporto con gli Stati Uniti, Meloni ha difeso la propria strategia di dialogo con l’amministrazione Trump, rivendicando la scelta di lavorare per mantenere coeso il fronte occidentale: “Non mi pento di nulla di quello che ho fatto. L’investimento politico l’ho fatto per convinzione sull’unità dell’Occidente”. Trump, dopo alcune critiche rivolte agli alleati, ha poi definito l’Italia un Paese “buono”, ribadendo il clima di collaborazione con Roma.
Sul dossier ucraino, la presidente del Consiglio ha confermato la prosecuzione del sostegno italiano a Kiev, precisando che “non c’è alcun disimpegno sull’Ucraina”, e annunciando la partecipazione italiana al prossimo incontro dei “Volenterosi” a Parigi.
Il vertice ha visto anche alcuni momenti di tensione interna all’Alleanza, in particolare sulle richieste statunitensi di un maggiore contributo alla Difesa da parte degli alleati e sulle posizioni di Trump rispetto alla Spagna e alla Groenlandia. Nonostante le divergenze, il summit si è chiuso con un richiamo alla coesione della Nato e alla necessità di mantenere saldo il legame transatlantico.
Per Roma, l’appuntamento di Ankara conferma quindi il posizionamento dell’Italia come interlocutore centrale dell’Alleanza, impegnato a garantire affidabilità internazionale, sostenibilità degli impegni e tutela degli interessi industriali nazionali.
2. Il Campo largo apre la campagna elettorale per il 2027 da Napoli
Piazza del Gesù Nuovo a Napoli ha ospitato il primo comizio unitario del campo largo in vista delle elezioni politiche del 2027. Sul palco, sotto il titolo “Al lavoro per cambiare l’Italia”, si sono ritrovati i leader di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Ad accoglierli, i padroni di casa Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, e Roberto Fico, governatore della Campania, entrambi presentati come prova concreta di quanto la coalizione possa governare con successo.
La serata si è aperta con la foto di gruppo dei quattro leader e con un messaggio netto sull’unità: «Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci», ha detto Conte dal palco. Il refrain è stato ripreso da tutti i leader, con Bonelli che ha chiuso il cerchio: «Uniti si vince, non ci dividiamo più». Schlein ha però tenuto i piedi per terra sul nodo del programma: da settembre, ha spiegato, la coalizione lavorerà alla scrittura di un’agenda condivisa, costruita insieme alle persone.
La manifestazione è stata però interrotta da due ondate di contestazioni. Prima un gruppo del Movimento 7 Novembre, che rappresenta circa 1.200 tirocinanti con i contratti sospesi dal Ministero del Lavoro, ha tentato di salire sul palco, venendo bloccato dalle forze dell’ordine. Poco dopo è intervenuto un gruppo di esponenti di Potere al Popolo. Conte ha invitato alla calma, Fratoianni ha attaccato i contestatori definendoli inconsapevoli alleati della destra, Bonelli ha parlato di «provocazione inaccettabile». In serata è arrivata anche la solidarietà della premier Meloni ai leader del campo largo per le contestazioni subite.
Sul piano politico, la manifestazione ha chiarito alcuni contorni della coalizione ma ne ha lasciati altri volutamente in ombra. Il perimetro attuale è quello di Pd, M5S e AVS: il centro – Renzi, Calenda e le formazioni civiche – è ancora fuori. Fratoianni ha escluso veti formali, ma le distanze restano evidenti.
Tra i temi politici, spicca la critica alle spese militari e al riarmo deciso ad Ankara, con Conte che ha attaccato il governo sul record di povertà assoluta e sulle priorità di bilancio. La prossima tappa della coalizione è fissata per il 15 luglio a Padova, territorio assai meno favorevole rispetto al capoluogo campano.
3. Eurogruppo: la Spagna propone bond comuni europei, l’Italia si schiera a favore
All’Eurogruppo di Bruxelles del 9 luglio, la Spagna ha presentato una proposta destinata a riaprire uno dei dossier più divisivi della politica economica europea: l‘emissione di debito comune a livello europeo. Madrid ha avanzato l’idea di emettere bond europei condivisi fino a 850 miliardi di euro l’anno – creando di fatto un cosiddetto “safe asset” europeo – con l’obiettivo di fornire prestiti ai paesi membri, ridurre i costi di finanziamento, rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e favorire una più profonda integrazione dei mercati dei capitali.
Il vice premier spagnolo con delega all’Economia Carlos Cuerpo ha illustrato i vantaggi dell’iniziativa, stimando che l’incremento dell’emissione congiunta genererebbe risparmi complessivi nell’ordine dei 25 miliardi per l’insieme dell’Unione, permettendo ai singoli paesi di riorientare risorse verso le proprie priorità nazionali.
Tra i paesi che si sono espressi con favore c’è l’Italia, rappresentata dal ministro Giancarlo Giorgetti. Fonti del Mef hanno fatto sapere che Roma guarda positivamente all’iniziativa di Madrid, pur riconoscendo le difficoltà che proposte di questo tipo incontrano tradizionalmente nell’ambito dell’Ecofin e del dibattito europeo più ampio. La posizione italiana non è scesa nei dettagli, ma si allinea a quella della Francia, che ha manifestato un orientamento prudenzialmente favorevole. Anche il Portogallo si è detto a favore.
L’opposizione più ferma è arrivata dal fronte dei paesi cosiddetti “frugali”, tradizionalmente contrari a qualsiasi mutualizzazione del debito europeo. L’olandese Eelco Heinen ha tagliato corto, ricordando che la discussione sugli eurobond ritorna periodicamente ma la risposta non cambia. La finlandese Riikka Purra ha escluso categoricamente che si tratti di un’opzione percorribile per il proprio paese.
La Commissione europea ha scelto una posizione più sfumata. Il commissario per l’Economia Valdis Dombrovskis ha lasciato aperto uno spiraglio, precisando che all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale esistono programmi per i quali Palazzo Berlaymont ha già previsto la possibilità di ricorrere all’emissione di debito comune, qualora necessario. Una disponibilità a proseguire il dibattito, ma senza impegni formali.
Il nodo di fondo resta invariato: la proposta spagnola riapre una discussione che la crisi del Covid aveva già portato in superficie con il NextGenerationEU, ma che i paesi del Nord Europa continuano a considerare un precedente pericoloso. Il confronto è destinato a proseguire, con Italia e Francia da un lato e il blocco frugale dall’altro, mentre la Commissione si muove con cautela tra le due posizioni.
4. Spionaggio per la Russia: due ex agenti dell’AISI arrestati a Roma
Il 7 luglio i carabinieri del Ros hanno fermato a Roma due ex agenti dell’Aisi – Agenzia informazioni e sicurezza interna – in pensione accusati di aver ceduto informazioni riservate sull’industria della difesa italiana a funzionari dell’ambasciata russa in cambio di denaro. Si tratta di Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, entrambi usciti dall’intelligence tra il 2012 e il 2013. Per entrambi sono stati disposti gli arresti domiciliari con le accuse di spionaggio, rivelazione di notizie riservate e accesso abusivo a sistemi informatici. Risultano inoltre indagati cinque soggetti, tra cui quattro militari in servizio in incarichi riservati.
Le indagini, avviate dall’Aisi nel maggio 2025 dopo la scoperta del reclutamento di un ex agente da parte di operatori russi, hanno dato origine a due procedimenti paralleli – uno ordinario e uno militare – condotti attraverso oltre un anno di intercettazioni, pedinamenti e perquisizioni anche informatiche. Secondo gli investigatori, i due ex agenti acquisivano informazioni classificate attraverso le fonti militari e le trasferivano al proprio contatto russo. Tra il materiale trasmesso figurerebbero anche i nomi di agenti impegnati nel controspionaggio e le strategie antiterrorismo italiane.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’espulsione di due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, ritenuti dalla Procura i referenti dell’attività di spionaggio. I due hanno ricevuto l’ordine di lasciare il territorio nazionale entro tre giorni. Tajani ha definito la loro presenza in Italia un’ingerenza grave e inaccettabile, sottolineando che l’espulsione non è stata una scelta arbitraria ma una decisione fondata su prove concrete: filmati, fotografie e immagini che documentano le attività illecite. Commentando la prevedibile reazione russa, il Ministro ha distinto nettamente tra le due posizioni: quella italiana, basata su fatti dimostrati, e quella russa, che a suo avviso si configura come una ritorsione politica priva di equivalente fondamento probatorio.
Mosca ha risposto con toni aspri, annunciando che adotterà misure speculari nei confronti di diplomatici italiani presenti in Russia. Il portavoce del ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore italiano e ha commentato sarcasticamente la visita alla Farnesina affermando che in quella sede «come sempre non avviene nulla di buono».
Il Ministro della Difesa Crosetto ha commentato l’operazione escludendo qualsiasi margine di tolleranza per chi mette a rischio la sicurezza della Repubblica, e ha inquadrato la vicenda come parte di un conflitto ibrido che la Russia conduce sistematicamente.
Venerdì 10 luglio, ore 16.00