Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
6 – 10 gennaio
La conferenza stampa di Giorgia Meloni
La conferenza stampa del 9 gennaio della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha toccato numerosi temi di grande rilevanza nel dibattito politico. Durante l’incontro la premier ha risposto a circa quaranta domande, molte delle quali riguardavano Elon Musk e il caso Starlink. La Premier ha rassicurato che non c’è alcun pericolo per la democrazia legato a Musk e ha smentito le notizie false riguardanti un contratto con SpaceX. Un altro tema centrale è stato il caso di Cecilia Sala, la giornalista liberata dal carcere iraniano di Evin. La premier Meloni ha sottolineato l’importante lavoro di triangolazione diplomatica tra Italia, Iran e Stati Uniti, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito al successo della missione, tra cui il sottosegretario Mantovano, l’intelligence e il ministro degli Esteri Tajani.
Durante la conferenza stampa sono state affrontate anche questioni interne, come il possibile rimpasto di governo. Meloni ha escluso questa possibilità, elogiando sia Matteo Salvini che Matteo Piantedosi come ottimi Ministri. Inoltre, ha discusso di riforme, economia, immigrazione e il Piano Mattei. Non sono mancate le critiche. La vicepresidente del gruppo M5S, Vittoria Baldino, ha sottolineato come Meloni non abbia risposto alle domande sui costi dell’energia e sulle bollette, né abbia menzionato la sanità. Anche Francesco Boccia del PD ha criticato la premier, accusandola di essere portavoce di Trump e Musk e di non affrontare i problemi reali del paese.
Al via l’esame del DL Milleproroghe
Il 2025 si apre con l’esame del DL Milleproroghe, il decreto annuale che estende i termini normativi per garantire la continuità amministrativa in settori strategici. L’8 gennaio, in Commissione Affari Costituzionali del Senato, i relatori Daisy Pirovano (Lega), Costanzo Della Porta (FdI) e Mario Occhiuto (FI) hanno illustrato il provvedimento, che incide profondamente su molti ambiti differenti. Tra le misure principali, il decreto proroga assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e introduce disposizioni per l’Avvocatura dello Stato. In tema di sicurezza, autorizza l’uso sperimentale dei taser nei piccoli comuni ed estende i termini per le carriere nella Polizia di Stato e nei Vigili del Fuoco.
Nel settore sanitario, conferma incarichi flessibili per medici senza specializzazione e proroga le misure sugli accreditamenti sanitari. Inoltre, prolunga il credito d’imposta per le imprese turistiche e le agevolazioni per le ONLUS. Misure rilevanti riguardano anche il sostegno al patrimonio culturale e l’accoglienza dei profughi ucraini, adattata al contesto post-emergenziale. Le audizioni sul decreto inizieranno il 16 gennaio, mentre gli emendamenti e gli ordini del giorno dovranno essere presentati entro il 21 gennaio. Il Milleproroghe dovrebbe arrivare in aula tral’11 e il 13 febbraio, in linea con quanto stabilito dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.
Vittorio Rizzi sostituisce la Belloni al DIS
A pochi giorni dalle dimissioni di Elisabetta Belloni, Giorgia Meloni ha annunciato Vittorio Rizzi come nuovo direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS). “Un funzionario dello Stato di prim’ordine”, lo ha definito la Premier, sottolineandone gli “straordinari risultati operativi, apprezzati sia dentro che fuori i confini nazionali”. Rizzi, ex vicecapo della Polizia e vicedirettore dell’AISI, succede a Belloni, che ha lasciato l’incarico con quattro mesi di anticipo per via, a sua detta, di pressioni mediatiche e divergenze interne, come quelle legate alla gestione del caso Cecilia Sala.
Bolognese, classe 1959, Rizzi ha guidato indagini rilevanti, tra cui l’omicidio Marco Biagi, e si è distinto per un approccio innovativo al contrasto del crimine, integrando tecnologia e cooperazione internazionale. La scelta di Meloni riflette la volontà di affidare il DIS a una figura operativa, in grado di rispondere alle complesse sfide della sicurezza nazionale con modernità e pragmatismo.
Liberazione di Cecilia Sala: le reazioni politiche
Il 7 gennaio, la giornalista Cecilia Sala è stata rilasciata dalle autorità iraniane dopo essere stata trattenuta per 21 giorni. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è congratulato con la premier Giorgia Meloni per il successo dell’operazione: “questo è un grande giorno per la nostra nazione e per la libertà di stampa. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per riportare Cecilia a casa.” La Meloni ha sottolineato l’importanza del lavoro dei canali diplomatici e dei servizi segreti italiani; sulla stessa scia anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha ringraziato i diplomatici e i servizi di intelligence italiani: “questo risultato evidenzia l’importanza della diplomazia e della collaborazione internazionale“
Dall’opposizione, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha espresso il suo sollievo: “Siamo felici che Cecilia Sala sia finalmente libera. Questo risultato ci ricorda quanto sia cruciale difendere la libertà di stampa e i diritti umani.” Anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha commentato: “Oggi celebriamo il ritorno a casa di una nostra connazionale. Ringraziamo chi ha lavorato con dedizione per questo esito positivo.”
Cosa si sono detti Meloni e Zelensky
Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky si sono incontrati a Palazzo Chigi per un bilaterale di poco più di un’ora. La Premier italiana ha ribadito il “sostegno a 360 gradi” dell’Italia a Kiev, sottolineando l’impegno per la “legittima difesa dell’Ucraina” e la costruzione di una “pace giusta e duratura“. Ha inoltre espresso solidarietà per le vittime dei recenti attacchi russi.Zelensky ha ringraziato l’Italia per il “sostegno incrollabile” e ha dichiarato che insieme si può “rafforzare le posizioni collettive” e avvicinare la pace. Tra i temi trattati, il rafforzamento della sicurezza, le sfide globali e i preparativi per la Conferenza sulla ripresa dell’Ucraina, prevista quest’anno a Roma.
La visita romana segue quella in Germania, dove Zelensky ha ottenuto un nuovo pacchetto di aiuti militari dagli Stati Uniti. In agenda era previsto anche un vertice a tre con Joe Biden a Villa Doria Pamphilj, poi annullato per l’assenza del presidente americano. L’incontro ha però confermato il ruolo centrale dell’Italia nel sostenere Kiev, sia sul piano politico che in vista degli impegni strategici per la ricostruzione futura.
Venerdì 10 gennaio, ore 16.00