Skip to main content

Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
25/28
Mar

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 12/2024

25 marzo – 28 marzo

Codice della strada, quali sono le novità?

Dopo giorni di intensi dibattiti la Camera dei deputati ha approvato la riforma del Codice della Strada; la palla passa ora al Senato. La riforma prevede sanzioni più severe per chi guida sotto l’effetto di alcol o droghe, utilizza il cellulare al volante o abbandona animali in strada. Viene introdotta la sospensione breve della patente e l’obbligo di alcol-lock per i recidivi. Le nuove norme coinvolgono anche monopattini elettrici, biciclette e ciclomotori, imponendo l’uso del casco, la targa e l’assicurazione per i monopattini. Per le biciclette, si stabilisce una distanza minima di sicurezza durante i sorpassi, mentre per i ciclomotori si limita l’accesso alle strade extraurbane principali a veicoli di cilindrata inferiore a 120 cc o 6kw.

Il varo della riforma non è stato privo di polemiche: molti sindaci hanno protestato per la riduzione dell’autonomia dei Comuni su una serie di aspetti come autovelox, piste ciclabili e isole pedonali. Oltre a sindaci, associazioni e parenti di vittime della strada hanno a propria volta definito la riforma “un passo indietro”; al contrario, il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso grande soddisfazione: “siamo determinati a salvare vite, ci saranno più controlli, più educazione stradale, più rigore”. Diverse associazioni (tra cui Legambiente e Fiab) hanno promesso che “la mobilitazione non si fermerà”, mentre è anche ripartito il mail bombing ai parlamentari, con migliaia di mail inviate a senatori e deputati che cominciano con “siete ancora in tempo per salvarmi la vita”. Insomma, l’approvazione definitiva della riforma procede – è il caso di dirlo – su una strada piena di curve e ostacoli.

Via libera alla sugar tax da luglio 2024

Martedì 26 marzo la Corte Costituzionale ha respinto la questione di legittimità costituzionale riguardante la cosiddetta “sugar tax”, depositando la sentenza n. 49. La sugar tax è un’imposta che colpisce il consumo di bevande analcoliche edulcorate: 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti e 0,25 euro per kg per i prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione. La disputa era stata sollevata dalla Seconda Sezione del Tar Lazio, a seguito di un procedimento tra Assobibe (Associazione Italiana tra gli Industriali delle Bevande Analcoliche) e il Ministero dell’Economia. Il Tar Lazio aveva criticato la disciplina fiscale per violazione del principio di eguaglianza tributaria sancito dagli articoli 3 e 53 della Costituzione Italiana.

Il Tar Lazio ha sottolineato che la nuova imposta avrebbe colpito solo alcune bevande analcoliche, come succhi di frutta, ortaggi, legumi non fermentati, senza aggiunta di alcol, ma con l’aggiunta di zuccheri o dolcificanti, e acque minerali o gassate con aggiunta di zucchero o dolcificanti o aromatizzanti, ottenute con l’aggiunta di edulcoranti di origine naturale o sintetica. La critica del Tar Lazio verteva sul fatto che l’imposta non coinvolgeva altri prodotti alimentari che contenevano le stesse sostanze. La Corte ha ritenuto che la scelta disincentivante del legislatore – operata con l’introduzione della citata tassa – non risulta né irragionevole, né arbitraria, né ingiustificata quanto alla sua limitazione alle sole bevande edulcorate rispetto a prodotti alimentari di altro tipo. Dopo vari rinvii, l’entrata in vigore è prevista per il 1° luglio 2024.

Dal Consiglio dei Ministri arriva una stretta sul Superbonus

Durante il Consiglio dei Ministri di martedì 26 marzo 2024 sono stati adottati una serie di provvedimenti destinati a influenzare in modo significativo l’assetto economico, fiscale e sociale del Paese. Tra le decisioni cruciali, spicca l’approvazione del DL Misure urgenti in materia di agevolazionifiscali che interviene per preservare la stabilità della finanza pubblica, con particolare attenzione al settore delle agevolazioni fiscali legate all’edilizia e all’efficienza energetica.  La necessità di tali azioni è stata motivata dalla revisione al rialzo del deficit relativo al 2023, fissato al 7,2%. Tra le principali misure del decreto si annovera l’eliminazione delle opzioni per lo sconto in fattura o la cessione del credito in luogo delle detrazioni, al fine di garantire maggiore trasparenza e controllo sull’uso delle agevolazioni fiscali.

Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso chiaramente la necessità di intervenire riguardo ai rischi derivanti da nuovi sforamenti dei conti pubblici a causa del Superbonus e dei bonus fiscali ed energetici, definiti “norme nate in modo scriteriato e che hanno prodotto risultati devastanti per la finanza pubblica”.  Un altro aspetto cruciale discusso durante la riunione riguarda la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e servizi. Attraverso un disegno di legge, lo scopo è ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza dei processi amministrativi, con particolare attenzione alla riduzione dei tempi per l’esercizio dell’annullamento d’ufficio del provvedimento amministrativo e alla semplificazione delle procedure per il rilascio di autorizzazioni e permessi. Infine, è stato discusso e approvato un decreto legislativo finalizzato alla revisione della disciplina doganale e del sistema sanzionatorio in materia di accise e altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi. Questo provvedimento vuole garantire un’armonizzazione della normativa italiana con quella dell’Unione Europea, potenziando i controlli e introducendo sanzioni più efficaci per contrastare il contrabbando e le frodi fiscali.

Caso Santanché, la mozione di sfiducia al voto dopo Pasqua

L’avviso di chiusura dell’inchiesta per truffa aggravata all’INPS nei confronti del Ministro del Turismo, Daniela Garnero Santanchè, per un ammontare di 126mila euro ha fatto da preludio a all’apertura di un nuovo fascicolo per presunto riciclaggio legato a un’operazione immobiliare relativa a una villa in Versilia, precedentemente di proprietà del sociologo Francesco Alberoni.

Su richiesta del MoVimento 5 Stelle, la conferenza dei capigruppo ha inserito nel calendario parlamentare la discussione sulla mozione di sfiducia nei confronti della Santanchè, con il voto previsto dopo Pasqua.  Nonostante le pressioni e gli avvertimenti, la Santanchè si è dichiarata tranquilla: “Nessuno mi ha chiesto di dimettermi”. Dalla Lega non mancano i moniti, con Stefano Candiani che ha suggerito le dimissioni per evitare imbarazzi al governo. Nonostante ciò, il partito di Matteo Salvini ha provato a stoppare queste ricostruzioni con una nota: “La lega è e resta garantista” e la vicenda che riguarda il Ministro “confermerà per l’ennesima volta la compattezza della maggioranza e la piena sintonia tra i leader“.  Anche da parte di Forza Italia, pur mantenendo una posizione garantista, emergono voci di prudenza. Paolo Barelli, capogruppo FI alla Camera, sottolinea la necessità di affrontare i problemi, ma allo stesso tempo avverte contro una condanna mediatica prima che la questione sia chiarita nei tribunali.

Giovedì 28 marzo, ore 17.30