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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
5-9
mag

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 16/2025


5 – 9 maggio

Habemus Papam: Leone XIV, un americano al Soglio di Pietro

Alle 18:04 di giovedì 8 maggio la fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina ha annunciato l’elezione del 267° Papa della Chiesta cattolica. Dopo soli due giorni di conclave, i cardinali hanno trovato un’intesa sul nome del cardinale statunitense Robert Francis Prevost, 70 anni a settembre, originario di Chicago e con una lunga esperienza missionaria in America Latina. Il nuovo pontefice ha scelto il nome di Leone XIV. Papa Leone XIV si presenta come una figura di continuità con Papa Francesco, da lui evocato più volte nel primo discorso, ma con un’impronta personale che si riflette in un approccio più cauto su alcune questioni delicate, come il ruolo delle donne nella Chiesa.

La scelta del nome,quindi, non appare casuale: Leone I, detto “Magno”, fu il pontefice che affrontò Attila e difese l’identità cristiana dell’Occidente; Leone X guidò la Chiesa in un’epoca di fermento intellettuale e tensioni religiose; Leone XIII è ricordato per l’enciclica Rerum Novarum, che segnò l’ingresso della Chiesa nella questione sociale e aprì una nuova stagione di dialogo con il mondo del lavoro e della modernità. Inoltre, Leone XIII contribuì anche a superare l’isolamento della Chiesa dopo la presa di Roma e la fine dello Stato Pontificio, offrendo un nuovo ruolo alla Santa Sede in un’Italia unificata. In questa scia, Leone XIV sembra voler tenere insieme tradizione e contemporaneità: come Leone XIII, mostra una marcata sensibilità per i temi della giustizia, della povertà e delle diseguaglianze, lasciando intendere, fin dalla sua apparizione dalla Loggia delle Benedizioni, che il suo pontificato si muoverà lungo la linea di un cattolicesimo sociale, capace di parlare al presente senza rinunciare alla propria identità.

L’elezione del primo Papa statunitense ha suscitato reazioni entusiaste in tutto il mondo. Donald Trump, tra i primi a intervenire, ha parlato di “un grande onore per il Paese” e si è detto impaziente di incontrarlo. In Italia, Giorgia Meloni ha definito le parole del nuovo Pontefice “un richiamo potente alla pace e alla fraternità in tempi inquieti”, accogliendole con favore. Messaggi di auguri sono arrivati anche da Joe Biden, JD Vance, Putin, Xi Jinping e dai principali leader europei, tutti concordi nel sottolineare l’importanza spirituale e simbolica di questo passaggio. Sergio Mattarella ha auspicato un “lungo e fecondo pontificato”, mentre Conte, Tajani e Salvini hanno espresso parole di apprezzamento per il messaggio di apertura e pace pronunciato dal Papa.

L’inizio del pontificato di Leone XIV potrebbe dare il via ad una nuova fase nei rapporti tra la Chiesa cattolica e la comunità internazionale, in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e trasformazioni sociali profonde. La sua la sua figura e le sue posizioni saranno determinanti per comprendere l’orientamento della Santa Sede nei prossimi anni e il ruolo che intenderà giocare nello scenario mondiale.

A Milano nasce il “Circolo Matteotti”

Sulla scena politica italiana sta per affacciarsi un nuovo soggetto che racchiude in sé varie forze del centrosinistra – PD, Azione, Italia Viva e +Europa. Si tratta del “Circolo Matteotti”, che verrà inaugurato il prossimo 15 maggio a Milano. Nel suo Manifesto, il Circolo pone l’accento sulla “rottura tra nazioni e all’interno delle nazioni dell’Occidente” e sulla necessità di offrire una risposta adeguata a questo scenario. Una rottura causata, si legge, dall’erosione dei “fondamenti dell’Occidente, e cioè la libertà individuale, la democrazia e la solidarietà sociale”. La risposta che il Circolo Matteotti offre è sì politica, ma una politica che si fonda sull’acronimo “DARE” (Democrazia, Autonomia strategica, Riforme ed Europa), opposta a quella che – secondo i firmatari – per troppo tempo si è occupata solo di prendere, dai voti alla visibilità e ai facili consensi.

Ciò che il Circolo Matteotti non vuole essere è “un circolo di parte, o un organismo collaterale a un partito, […] un nuovo movimento”, come ha spiegato su X una delle firmatarie, la deputata PD Lia Quartapelle. Così come non troveranno spazio le “battaglie minoritarie e di indignazione” e l’approccio “in forme discutibili sulle questioni dei diritti civili o su un approccio astratto e controproducente ai temi dell’immigrazione”. Gli esperti hanno letto tra le righe del Manifesto una critica alla linea di Elly Schlein, anche se le espressioni e i termini scelti sono stati pensati per non creare frizioni troppo palesi con la Segretaria Dem.

Oltre alla Quartapelle, tra gli altri nomi illustri coinvolti nella nascita del Circolo si trovano Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento europeo, l’ex Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, Elena Bonetti, ex ministra per la Famiglia, Benedetto Della Vedova, ex sottosegretario agli Esteri, e il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Resta ora da capire quale e quanto spazio il Circolo Matteotti sarà in grado di occupare nel contesto politico italiano.

Le risposte della Meloni al Question Time

Nel Question Time al Senato, la Premier Meloni ha toccato tutti i dossier più caldi. Ha difeso l’aumento delle spese militari, ribadendo l’impegno dell’Italia a raggiungere il 2% del PIL in ambito NATO entro il 2025. “La libertà ha un prezzo“, ha affermato, sottolineando la necessità di una difesa multidimensionale che includa cybersicurezza, infrastrutture critiche e dominio spaziale. La Premier ha poi smentito presunti accordi con gli USA e difeso il ruolo dell’Italia come mediatore in Medio Oriente. Sul fronte interno, ha espresso apertura sulle preferenze elettorali e difeso il premierato come garanzia di stabilità. In campo economico ha rivendicato il calo dello spread, annunciato il ritorno a scuola e sanità come priorità d’investimento e rilanciato la strategia per la Transizione 5.0. Ha anche ricordato l’impegno per il disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell’elettricità, come misura per contenere i costi energetici.

In politica energetica, ha evidenziato l’importanza dell’approvvigionamento diversificato, citando l’aumento dell’import di GNL dagli Stati Uniti come scelta strategica per ridurre la dipendenza da fornitori instabili. Non è mancato il riferimento al settore automotive: avviati tavoli con Stellantis per rafforzare la produzione in Italia e attrarre nuovi costruttori, in chiave di transizione ecologica e digitale. Ha infine ribadito la linea dura su immigrazione e sicurezza, difendendo l’accordo con l’Albania e la necessità di proteggere i confini.

Referendum, la Destra invita all’astensione

A un mese dai referendum su lavoro e cittadinanza dell’8 e 9 giugno, si infiamma il dibattito politico. Dopo Fratelli d’Italia, anche Forza Italia e Lega invitano gli elettori a non votare, scegliendo l’astensione come “forma di dissenso”. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha definito legittimo non partecipare, affermando che “non è illiberale” e che la Costituzione prevede il quorum proprio per lasciare agli elettori la scelta.

Anche Igor Iezzi della Lega ribadisce che “non raggiungere il quorum è un obiettivo politico”, mentre il centrodestra mostra compattezza nel boicottare le consultazioni. Dura la reazione del leader della Cgil, Maurizio Landini, che ha definito questa strategia “un errore politico grave e pericoloso”. Il presidente Mattarella, lo scorso 25 aprile, aveva ricordato che “la partecipazione è l’essenza della democrazia”, mentre dall’opposizione si levano voci critiche. Riccardo Magi ha accusato il governo di prendere in giro i giovani cresciuti in Italia, mentre il PD e il Movimento 5 Stelle chiedono ai cittadini di votare “per dignità e diritti”. Intanto, l’Agcom sollecita i media a garantire una corretta informazione sui quesiti.

Venerdì 9 maggio, ore 17.30