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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
12-16
mag

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 17/2025


12 – 16 maggio

Com’è andato il question time della Meloni

Durante il recente question time alla Camera dei deputati, la premier Giorgia Meloni ha risposto a numerose interrogazioni su temi cruciali: Gaza, riarmo europeo, sanità, automotive e forze dell’ordine. Sulla crisi in Medio Oriente, ha definito “ingiustificabile” la situazione umanitaria nella Striscia, pur attribuendo a Hamas l’inizio delle ostilità. Ha ribadito il sostegno alla soluzione dei due Stati, rilanciando il piano arabo di ricostruzione.

Botta e risposta con Giuseppe Conte sul piano UE da 800 miliardi per la difesa: l’ex premier ha accusato Meloni di sacrificare il welfare per le armi. Secca la replica: “Non cambio idea col vento, gli investimenti in difesa fanno crescere l’economia”. Scontro acceso anche con Elly Schlein, che ha denunciato il collasso della sanità pubblica; la presidente ha replicato parlando di “livelli record” nel Fondo sanitario. Su dati economici e spread, Maria Elena Boschi ha accusato il governo di raccontare “favole”, ricevendo una risposta sulla “serietà fiscale” dell’esecutivo.

Sul fronte automotive, Meloni ha attaccato la strategia europea dell’”elettrico a ogni costo”, ritenuta favorevole alla Cina. Ha rilanciato la neutralità tecnologica, sostenendo biocarburanti e sintetici, e annunciato l’anticipo al 2025 della revisione UE sui veicoli leggeri. Infine, ha promesso impegno contro il disagio giovanile e una revisione della transizione energetica nel settore automotive, criticando l’eccessivo orientamento verso l’elettrico.

Semaforo verde della Camera al DL Albania

La Camera dei deputati ha approvato il DL Albania che modifica l’applicazione del protocollo Italia-Albania sui migranti, estendendo la possibilità di trasferire nei centri albanesi anche cittadini stranieri già trattenuti in Italia con provvedimenti convalidati, senza necessità di una nuova autorizzazione da parte del giudice. Il provvedimento nasce per superare le criticità emerse nei mesi scorsi, quando i tribunali avevano bloccato i trasferimenti di migranti soccorsi nel Mediterraneo, ritenendoli in contrasto con le norme europee. Di fatto, il governo ha riconvertito uno dei due centri, quello di Gjader, in un CPR destinato a persone già sottoposte a misure di rimpatrio sul territorio nazionale.

Oggi, venerdì 17 maggio la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è a Tirana per il vertice della Comunità Politica Europea e non è escluso che possa visitare le strutture di Schengjin e Gjader, da lei definite “un modello innovativo” che sta raccogliendo “sempre più consenso in Europa”. Critica la segretaria del Pd, Elly Schlein, secondo cui “hanno fallito e stanno cercando di coprire un fallimento, accanendosi sulle persone e sulle tasche degli italiani”. Il testo passa ora al Senato per l’approvazione definitiva.

L’informativa del Ministro Urso sui dazi

Durante l’informativa urgente in Parlamento, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha lanciato un forte allarme sulle conseguenze dei dazi USA sull’export italiano. Ha denunciato come irresponsabili le proposte di boicottaggio o alleanze con la Cina, sottolineando la necessità di prudenza. I nuovi dazi USA prevedono un +10% su tutte le merci e un possibile +20% per l’UE, sospeso fino a luglio 2025.

In uno scenario di dazi reciproci al 20%, l’impatto sull’export italiano sarebbe del -10%, riducibile al -6,5% con tariffe dimezzate. I settori più a rischio sono la componentistica auto – soprattutto per auto tedesche – e il farmaceutico, attualmente esente, ma sotto osservazione. Restano dazi al 25% su acciaio, alluminio e auto, settori in cui l’Italia esporta beni di alta gamma. Urso ha elogiato la missione di Meloni a Washington, che ha sbloccato il negoziato ora in fase operativa. Ha istituito una cabina di regia a Palazzo Chigi, ottenendo una posizione condivisa con le imprese. L’export verso gli USA è cresciuto dell’11,8% nel primo trimestre 2025, mentre cala in altri Paesi UE.

Il ministro ha proposto compensazioni mirate solo in caso di peggioramento, tramite fondi PNRR, coesione e clima per oltre 14 miliardi, già discussi con la Commissione europea. Ha ribadito che serve una risposta comunitaria, non nazionale, rilanciando l’idea di una grande area di libero scambio tra Europa e USA. Ha infine chiesto di accelerare sulle riforme europee e proteggere l’agroalimentare da dumping cinese.

Via libera al DL Elezioni

Il 13 maggio, la Camera ha approvato in via definitiva il DL Elezioni. Tra le novità: urne aperte anche il lunedì, sperimentazione del voto “fuori sede” per studenti, lavoratori e persone in cura, compensi aumentati per i membri di seggio e firma digitale per elettori con gravi disabilità. Ma le opposizioni insorgono: M5S, PD e Alleanza Verdi e Sinistra parlano di un testo “a bassa intensità democratica, criticando la mancata strutturazione del voto fuori sede e l’assenza dell’accorpamento tra referendum e amministrative.

A infiammare ulteriormente il dibattito politico è arrivato l’appello del centrodestra all’astensione dai referendum del 8 e 9 giugno. Il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha invitato esplicitamente i cittadini a non recarsi alle urne, definendo tale scelta una forma di “astensionismo politico” e ribadendo che “non c’è alcun obbligo di votare”. Una posizione condivisa da Lega e Forza Italia e rilanciata dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha dichiarato di voler fare “propaganda affinché la gente se ne stia a casa”.

Le reazioni delle opposizioni non si sono fatte attendere. “Vergognoso e illiberale”, ha commentato Riccardo Magi di Più Europa. Dura anche la replica di Giuseppe Conte, secondo cui “i responsabili di governo che invitano all’astensione aggravano la crisi democratica del Paese”. I leader di M5S, PD e AVS parteciperanno il 19 maggio a Roma all’iniziativa “Il voto è libertà” promossa dalla CGIL, per contrastare quella che definiscono “una pericolosa deriva antidemocratica”.

Sparo di Capodanno, Emanuele Pozzolo espulso dal gruppo FdI

A due anni dal famigerato incidente di Capodanno, la vicenda di Emanuele Pozzolo trova il suo epilogo politico: espulso dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia. Il deputato, finito al centro delle cronache per lo sparo che ferì Luca Campana – genero del caposcorta del Sottosegretario Delmastro – paga ora il conto anche in Parlamento. Il vero scossone arriva dopo la messa in onda di un servizio di Report, in cui Pozzolo lancia accuse velate alla leadership di partito, parla di presunte regie comunicative costruite per isolarlo e svela che alla festa erano presenti anche figure politiche che in seguito si sarebbero dichiarate estranee al momento dello sparo, incluso lo stesso Delmastro.

Pozzolo, oggi a processo per porto illegale di arma da fuoco, respinge ogni responsabilità politica. In un’intervista a La Stampa, denuncia un clima di «bullismo politico», portato avanti da «qualche ducetto che utilizza il bullismo politico per affrontare vicende che meriterebbero altro trattamento» e definisce la decisione di FdI un tradimento della sua lealtà. Rivendica però coerenza e fedeltà alle proprie idee: «Qualcuno si onora di non aver ma cambiato partito nella vita. Io mi onoro di essere rimasto fedele alle mie idee».

Per ora, l’approdo in altri partiti è escluso. Ma la sua uscita – che Fratelli d’Italia derubrica a una conseguenza del mancato rinnovo dell’adesione – lascia strascichi e apre un fronte interno non trascurabile.

Venerdì 16 maggio, ore 18:00