Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
23 – 27 giugno
Gli esiti del Consiglio europeo
Il Consiglio europeo si è riunito a Bruxelles il 26 e 27 giugno, con un’agenda ricca e temi decisivi per il futuro dell’Unione. Sul sostegno all’Ucraina è arrivato un nuovo segnale politico forte: 26 Paesi su 27 hanno confermato il pieno appoggio a Kiev, mentre l’Ungheria di Viktor Orbán si è dissociata, ribadendo il suo no a un coinvolgimento europeo nel conflitto. La linea però è chiara: l’Ue continuerà a sostenere l’Ucraina, sia sul piano militare che finanziario. Grande spazio anche al tema della difesa europea. I leader hanno fissato un obiettivo ambizioso: portare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL dell’UE entro il 2035. L’idea di un fondo comune europeo, sostenuto da debito condiviso, resta al momento bloccata dall’opposizione di Paesi come Germania e Olanda.
Sul conflitto israelo-palestinese, invece, le divisioni interne restano forti. Alcuni Paesi, tra cui Spagna e Irlanda, hanno chiesto la sospensione dell’accordo di associazione con Israele per possibili violazioni dei diritti umani, ma non si è arrivati a una decisione: tutto rimandato al prossimo Consiglio Affari Esteri. Infine, segnali positivi sul fronte dei rapporti internazionali: la Commissione è pronta ad avviare nuovi negoziati con gli Stati Uniti per rafforzare la cooperazione commerciale.
Dazi, in arrivo la controproposta da Washington
Durante il Consiglio Europeo a Bruxelles, l’amministrazione Trump ha inviato all’Unione Europea una nuova controproposta sui dazi: si parla di una soglia al 10% e della disponibilità a rinviare il termine negoziale fissato per il 9 luglio. “La scadenza potrebbe essere prorogata, ma si tratta di una decisione che spetta al presidente”, ha dichiarato Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. Una mossa che arriva mentre, sul piano globale, gli Stati Uniti annunciano anche un’intesa commerciale con la Cina. L’Ue ha accolto la proposta con cautela. Ursula von der Leyen ha confermato la ricezione del documento da parte americana: “Lo stiamo valutando in questo momento. Il nostro messaggio è chiaro: siamo pronti per un accordo”. L’obiettivo condiviso tra le parti resta quello di arrivare a un’intesa – anche solo politica – prima dell’estate, per garantire certezze alle imprese europee ed evitare una nuova escalation tariffaria.
Tuttavia, restano alcune distanze. “Senza accordo, l’Ue è pronta a contromisure”, ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, lasciando intendere che il margine di manovra non sarà illimitato. Anche il presidente francese Macron ha ribadito l’urgenza di una soluzione: “La Francia auspica una rapida conclusione, ma non a ogni costo”. Il riavvicinamento tra Bruxelles e Washington potrebbe rappresentare un passaggio strategico per stabilizzare i rapporti commerciali transatlantici, in un contesto in cui le dinamiche protezionistiche rischiano di riemergere con forza nei prossimi mesi.
La Commissione europea presenta l’Eu Space Act
La Commissione europea ha presentato lo Space Act con lo scopo di istituire un mercato unico europeo dello spazio, con l’obiettivo di rendere il settore più competitivo e meno burocratico, garantendo parità di condizioni tra operatori europei e stranieri come Starlink e Kuiper. La normativa stabilisce regole comuni in tre ambiti chiave: sicurezza, con l’introduzione di un “codice del traffico spaziale”; resilienza, per rafforzare la filiera industriale europea; e sostenibilità, con norme sulla gestione dei detriti orbitali e lo smaltimento dei satelliti a fine vita. Per favorire l’ingresso di nuovi attori, lo Space Act prevede una semplificazione normativa e l’obbligo di riservare almeno il 10% degli appalti pubblici a PMI e startup. Inoltre, potenzia l’accesso ai finanziamenti UE, come Horizon Europe e Cassini, destinando una parte rilevante delle risorse a queste imprese.
Il Commissario europeo Andrius Kubilius ha ribadito l’importanza di sostenere l’industria spaziale europea per ridurre il divario con Stati Uniti e Cina. Tuttavia, alcuni esperti temono che la nuova normativa possa introdurre vincoli eccessivi e propongono soluzioni più flessibili, come licenze generali invece di autorizzazioni per ogni singola missione. Lo Space Act rappresenta dunque un primo passo verso una governance spaziale europea più integrata, moderna e sostenibile.
Ciriani risponde sul caso Paragon
Mercoledì 25 giugno 2025, nel corso del Question time alla Camera, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha risposto all’interrogazione di Italia Viva sul caso Paragon. Al centro del dibattito, l’uso del software di sorveglianza Graphite, sviluppato dalla società israeliana Paragon Solutions e utilizzato – secondo quanto riferito da Meta – per spiare, tra giornalisti e attivisti, almeno novanta cittadini italiani. Sul tema, il Ministro Ciriani ha dichiarato che il Governo “ha sempre rispettato le norme sulle attività dell’intelligence” e che “ha collaborato attivamente con il Copasir” per garantire la piena trasparenza sull’accaduto. La relazione del Comitato parlamentare è stata pubblicata il 5 giugno, ma da allora sono emersi nuovi nomi di persone potenzialmente intercettate. Il Ministro ha ribadito che “le indagini in corso, svolte congiuntamente dalle procure di Roma e Napoli, devono proseguire senza ingerenze”, precisando che l’esecutivo è pronto a collaborare “solo se richiesto, come già fatto con il Copasir”.
Duro il commento dell’onorevole Davide Faraone, che ha accusato il Governo di voler mettere a tacere lo scandalo e di non mostrare alcuna reazione di fronte all’ipotesi che strumenti di spionaggio concessi solo a istituzioni pubbliche siano stati usati contro giornalisti e attivisti. “Ci si rimette alla magistratura, ma senza indignazione. È questo che inquieta”.
Venerdì 27 giugno, ore 16.15