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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
19/23
Giu

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n.24/2023

19 – 23 giugno

Il disgelo tra Meloni e Macron

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato il presidente francese, Emmanuel Macron, all’Eliseo. La visita segna un disgelo delle relazioni tra Italia e Francia dopo una serie di controversie negli ultimi mesi.

Durante la riunione, Meloni ha ribadito la sua posizione sulla questione “migranti”, sostenendo la necessità di fermare le partenze e, di conseguenza, rendere superflua la questione dei ricollocamenti e della ridistribuzione. Per fare ciò, il Presidente del Consiglio sostiene la necessità di “garantire il diritto a non emigrare“, mirando a spezzare la rete dei trafficanti.

Alla luce di questi temi, Meloni chiede all’UE di fare “passi concreti” e sostiene che l’Italia condivide una “sensibilità comune” con la Francia su molte questioni, in particolare in relazione alla situazione nel Mediterraneo, dalla Tunisia alla Libia. Il presidente francese ha convenuto sull’importanza di una politica comune dell’UE sulla migrazione e ha enfatizzato la necessità di “rafforzare il controllo delle nostre frontiere esterne“.

Un altro punto di convergenza è stato l’annuncio congiunto dell’operatività dello scudo antiaereo franco-italiano Samp-T in Ucraina, un risultato che Meloni ha definito motivo di orgoglio.

Riguardo alle tensioni passate, le parole del Presidente del Consiglio sono emblematiche: “Non leggerei la politica estera come materia di due ragazzini che litigano e fanno pace. Ci sono interessi delle nazioni che vengono prima di tutto“.

Le due figure di stato hanno poi presenziato all’Assemblea generale del BIE (Bureau international des expositions), a dimostrazione del loro impegno comune a sostenere la candidatura di Roma per ospitare l’Expo 2030. Tuttavia, sullo sfondo c’è la decisione dell’Eliseo di sostenere la candidatura dell’Arabia Saudita. La decisione finale sarà presa il 28 novembre.

Sulla riforma del Patto di stabilità, Macron non si è espresso, ma la posizione francese sembra essere vicina a quella italiana. Meloni ha insistito sull’importanza degli investimenti strategici nel quadro della nuova governance, inclusi quelli in ambiti quali la transizione verde e digitale, la difesa e il sostegno all’Ucraina. Infine, sia Meloni che Macron hanno espresso un pieno sostegno all’Ucrainafino a quando ce ne sarà bisogno“.

La svolta di Giorgetti sul Mes

L’Italia è l’ultimo Paese a non avere ancora approvato il c.d. Fondo salva Stati. La questione della ratifica del Meccanismo europeo di stabilità (MES) ha generato tensioni politiche all’interno del Governo nonostante la votazione comporterebbe solamente la possibilità, per chi voglia, ad aderire. Nonostante il parere tecnico favorevole del capo di gabinetto del MEF, minimizzato dal vicepremier Matteo Salvini, i partiti politici si trovano su fronti opposti.

Secondo Giorgetti, la ratifica del MES non comporterebbe “nuovi o maggiori oneri” per l’Italia, né un “peggioramento del rischio“, potrebbe anzi favorire un miglioramento del rating creditizio del Paese. Tuttavia, le conseguenze politiche di tale posizione hanno rivelato una marcata discrepanza all’interno della coalizione di governo.

La lettera, resa nota dalla Commissione Esteri della Camera, ha messo alla prova il muro sin qui eretto dalla premier, alla ratifica del MES generando tensioni all’interno del centrodestra, soprattutto nella Lega dove persiste una forte resistenza alla ratifica. Sembrano contrarie anche FdI insieme ai 5 Stelle.

La divulgazione della lettera ha causato un freddo stop ai lavori della Commissione Esteri, con i partiti della maggioranza che hanno scelto di non partecipare alla votazione. Il governo non dà il parere, una decisione che, comunque, ha come esito l’approvazione del testo base del disegno di legge di ratifica del Mes, avanzata da Piero De Luca del Pd. A votare la proposta in assenza di tutti i deputati della maggioranza sono appunto il Pd, con Italia Viva-Azione e Avs. Il resto dell’opposizione, ossia il M5s e i Verdi-Sinistra sceglie di astenersi. Il testo passa all’esame della commissione Bilancio per poi tornare nei prossimi giorni in commissione Esteri, dove sarà votato il mandato al relatore. Il provvedimento è atteso in Aula per il 30 giugno.

Le forti pressioni provenienti da Bruxelles stanno esercitando un peso crescente sul governo italiano, che dopo numerosi rinvii, si trova ora a dover prendere una decisione definitiva. Tra una settimana il governo potrebbe trovarsi nella condizione di dover scegliere se affossare la ratifica del Mes, impedendo l’entrata in vigore delle nuove funzioni del fondo salva Stati e precludendone così l’utilizzo a tutti i Paesi che lo hanno già ratificato. Uno scenario complessivo che alimenta sia gli attacchi da parte dell’opposizione, sia una crescente fibrillazione
all’interno delle forze di governo, sebbene la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini siano da sempre contrari al Mes.

Caos mascherine: arrestati Minenna e Pini

L’ex capo dell’Agenzia delle Dogane durante la pandemia e attuale assessore regionale della giunta calabrese Occhiuto, Marcello Minenna, è stato messo agli arresti domiciliari. Corruzione relativa all’approvvigionamento di mascherine, è questa l’accusa mossa a seguito di un’inchiesta della procura di Forlì che ha visto coinvolto oltre Minenna anche Gianluca Pini, ex parlamentare della Lega, non più in carica dal 2018. Secondo l’accusa, il giro di corruzione avrebbe permesso a Pini di ottenere un appalto milionario dall’Ausl Romagna per la fornitura di dispositivi medici (mascherine) nel 2020, durante la pandemia.

I magistrati affermano che l’imprenditore Pini e Minenna hanno stipulato un accordo segreto. Pini avrebbe garantito a Minenna un ruolo all’interno della “Lega Salvini Premier” per essere considerato un membro influente del partito. Inoltre, Pini aveva promesso di riconfermare Minenna come Direttore generale dell’Agenzia delle Dogane con il cambio di esecutivo, cosa che ha effettivamente ottenuto. In cambio di questi favori, Minenna accettava di usare la sua posizione pubblica per favorire gli interessi privati di Pini, in particolare durante le importazioni di merci per combattere il Covid-19.

Le implicazioni politiche sono significative. È stato il Movimento 5 Stelle a lanciare la carriera di Minenna. Descritto come un esperto di “finanza stocastica e civil servant” nel suo curriculum, è stato raccomandato da Luigi Di Maio e scelto da Virginia Raggi come assessore. Tuttavia, la loro relazione si è interrotta dopo solo 70 giorni. Nonostante ciò, il Movimento continuò a sostenere Minenna, incluso Beppe Grillo, e lo propose per un ruolo di leadership all’Agenzia delle Entrate nel 2020. Il suo arresto rappresenta un duro colpo per un Movimento che ha sempre fatto della sua onestà il suo principale slogan. Ovviamente, la sua colpevolezza deve ancora essere dimostrata, quindi si applica la presunzione di innocenza.

È anche significativo il suo passaggio dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia. Roberto Occhiuto, il presidente della Calabria e membro di Forza Italia, ha manifestato il suo supporto per Minenna, affermando che è sicuro che Minenna “dimostrerà la sua estraneità“, e confermando la sua fiducia in lui, lodando il lavoro svolto da Minenna in Calabria negli ultimi mesi.

DL Lavoro: il Senato approva la fiducia

Con un totale di 96 voti a favore, 55 contrari e 10 astensioni, il Senato ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto Lavoro. Il provvedimento, adottato dal Consiglio dei ministri il 1° maggio, deve essere convertito in legge entro il 3 luglio. Per questo motivo, la prossima fase alla Camera dei Deputati potrebbe essere una mera formalità, con l’Assemblea che dovrà approvare il decreto senza apportare alcuna modifica.

Tra le principali novità introdotte, vi è la fine del reddito di cittadinanza che, a partire dal 2024, sarà sostituito dall’assegno di inclusione, con nuove regole per i beneficiari. Il provvedimento prevede inoltre un aumento dei fondi destinati alla riduzione del cuneo fiscale e incentivi per l’assunzione di giovani, oltre a meno restrizioni per il rinnovo dei contratti a termine.

Passano le mozioni sul Pnrr

La mozione di maggioranza relativa al Pnrr ha ottenuto l’approvazione alla Camera, nonostante il Governo ha espresso parere favorevole solo in relazione alla clausola che esclude l’uso dei fondi Pnrr per armamenti e munizioni. Uno scenario simile ha avuto luogo al Senato.

Durante il dibattito, il Ministro per gli Affari Europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, ha difeso l’azione del Governo sottolineando che “in due mesi sono stati raggiunti 30 obiettivi mancanti, oltre ai 25 già raggiunti in precedenza“.

Critica la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha affermato che sono trascorsi mesi senza alcuna spiegazione sulle modifiche proposte al piano, mettendo a rischio la perdita di miliardi di euro. La replica di Tommaso Foti, capogruppo di FdI alla Camera, non ha risparmiato la segretaria dem: ha accusato Schlein di criticare il Governo sperando che gli obiettivi del Pnrr non vengano raggiunti. Francesco Silvestri, capogruppo del M5S, ha lamentato che il trattamento del Pnrr sta trasformando “il sogno di un intero Paese in un incubo“.

Il dibattito è diventato ancora più teso quando i membri del M5S hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta, a seguito delle sospensioni e del richiamo scritto ricevuto dai deputati del Movimento che avevano occupato la Giunta per le elezioni il 30 maggio scorso.

L’eredità di Forza Italia

Forza Italia inizia a ricostruire dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi. Antonio Tajani, che verrà nominato presidente reggente, avrà il compito di delineare il percorso da seguire, incontrando i parlamentari del partito per consultazioni.

Il 15 luglio, il Consiglio Nazionale si riunirà per definire le tempistiche e le procedure per la preparazione del congresso, che si svolgerà nel 2024, presumibilmente dopo le elezioni europee in programma dal 6 al 9. Le elezioni europee rappresentano il primo importante test politico per Forza Italia nel periodo post-Berlusconi. L’obiettivo principale sarà superare la soglia di sbarramento del 4%. Il risultato delle elezioni europee avrà un impatto significativo sul futuro del partito a livello nazionale, e potrebbe avere ripercussioni anche sul Governo guidato da Giorgia Meloni.

La famiglia Berlusconi offre rassicurazioni. C’è l’approvazione per mantenere il nome di Berlusconi nel simbolo del partito, e vengono garantite anche le coperture economiche e le fideiussioni bancarie. Tuttavia, sarà Fabio Roscioli, avvocato di Berlusconi e persona molto vicina alla famiglia, a tenere d’occhio i conti. Roscioli sostituirà Alfredo Messina, che diventerà membro permanente del Comitato di presidenza.

Marta Fascina, assente sia alla riunione dei gruppi che alla celebrazione in aula, viene ironicamente commentata da alcuni parlamentari che si chiedono se sarà mai più vista.

Incontro Meloni – Metsola: sul tavolo sicurezza, difesa, guerra e migranti

Il vertice di Roma tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è stato un importante incontro per affrontare le sfide del breve, come il problema dei migranti, il Consiglio UE e Vilnius e la situazione geopolitica in Ucraina, e del medio periodo, tra cui la guerra in Ucraina e la crisi del grano, oltre a discutere le prospettive europee in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo. Il summit ha fornito l’occasione per rafforzare la posizione italiana su temi urgenti, come l’approvvigionamento energetico, in seguito all’accordo tra Cipro e Israele sul nuovo gasdotto, e l’instabilità in Libia e in altri paesi del Mediterraneo. Meloni ha sottolineato la necessità di un approccio ambizioso, orientato alla crescita economica e al sostegno europeo alle imprese. Inoltre, la relazione personale tra Meloni e Metsola potrebbe avere un ruolo significativo nel plasmare le future politiche europee.

Venerdì 23 giugno, ore 16.30