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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
7-11
luglio

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 25/2025

7 luglio – 11 luglio

Conferenza per l’Ucraina, nasce il fondo Equity per la ricostruzione

La conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina si è aperta con le parole del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha ribadito la vicinanza e l’impegno dell’Italia: “l’Ucraina non è da sola e l’Italia vuole dare un concreto e tangibile sostegno all’Ucraina, e giocare un ruolo chiave”. Ad assistere, 100 delegazioni ufficiali, 40 organizzazioni internazionali e 2.000 imprese, di cui 500 italiane. E proprio alle imprese si è rivolta la premier Giorgia Meloni, che ha invitato ad investire in una “Nazione che ha mostrato resilienza”, sottolineando poi come si tratterebbe di un “investimento su pace, sulla sicurezza dei nostri cittadini e sull’Europa intera”. La Premier ha quindi annunciato la nascita di un nuovo fondo Equity a livello europeo, con il contributo determinante dell’Italia.

È stata la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a spiegare il meccanismo: si tratta del European Flagship Fund for the Reconstruction che punta su investimenti nei settori strategici come energia, trasporti, materie prime e industrie a duplice uso. Nato con un capitale iniziale di 220 milioni di euro, il fondo mira a mobilitare almeno 500 milioni entro il 2026, combinando risorse pubbliche e capitali privati. L’iniziativa è promossa da Italia, Germania, Francia, Polonia e Commissione Ue tramite la Banca europea per gli investimenti, con l’intento di attrarre altri Paesi e nuovi investitori, anche in funzione del miglioramento delle condizioni di sicurezza. Ciò si aggiunge al pacchetto di accordi annunciato dalla Commissione da 2,3 miliardi di euro sottoscritti con istituzioni finanziarie pubbliche internazionali e bilaterali che dovrebbero riuscire a mobilitare 10 miliardi di investimenti in Ucraina.

Respinta la delegazione UE all’aeroporto di Bengasi

Lo scorso 8 luglio una delegazione UE in visita nella parte orientale della Libia è stata respinta all’aeroporto di Bengasi.Tra i membri figuravano il ministro italiano dell’Interno Matteo Piantedosi, i colleghi di Grecia e Malta e il commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner.La missione, organizzata con l’obiettivo di rinforzare la cooperazione nella gestione dei flussi migratori, aveva già svolto tappa a Tripoli, dove si era incontrata con il Governo di Unità Nazionale guidato da Abdul Hamid Dbeibeh.In serata, all’arrivo all’aeroporto internazionale di Bengasi (Benina), la delegazione è stata informata che la visita era “annullata” e i partecipanti dichiarati “persone non grate”, con l’ordine di lasciare immediatamente il territorio.

Secondo le autorità di Bengasi, risultava una “flagrante violazione delle norme diplomatiche e delle convenzioni internazionali” e un atto di “disprezzo per la sovranità nazionale libica”.  Il Viminale ha bollato l’accaduto come “incomprensione protocollare”, sottolineando che nulla ha a che vedere con la componente italiana né con i rapporti bilaterali con Roma. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che contatterà Piantedosi per chiarire quanto avvenuto. Molto dure anche le reazioni politiche in Italia. Cecilia Strada (PD) ha osservato: “Respinti come un migrante qualsiasi. Per un giorno hanno provato cosa significa trovarsi dall’altra parte di un porto chiuso”. Fabio Rampelli (FdI) ha replicato: “Chi ironizza su Piantedosi è anti italiano”. Per Maurizio Lupi (Noi Moderati), le critiche sono “fuori luogo” mentre l’ex Premier e leader di Italia Viva Matteo Renzil’italia non si merita figuracce globali.

AI, identità digitale e cavi sottomarini: la strategia del CITD

Il futuro digitale dell’Italia prende forma a Palazzo Chigi, dove il 9 luglio si è riunito il Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale (CITD), guidato dal Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti. Al centro dei lavori: identità digitale, connettività, intelligenza artificiale e cavi sottomarini. Il progetto IT-Wallet, attivo da appena sette mesi, ha già superato i 5,6 milioni di utenti, con oltre 9,3 milioni di documenti digitali caricati. Un passo avanti concreto verso un’identità digitale più accessibile, affiancato da un piano di potenziamento della Carta d’Identità Elettronica con servizi semplificati e una campagna informativa nazionale. Si è discusso anche dell’aggiornamento della Strategia per la Banda Ultra Larga 2023–2026, pensata per adattarsi ai diversi territori, puntando su Edge Cloud Computing e sull’adozione diffusa delle tecnologie emergenti, in linea con gli obiettivi della Digital Decade europea.

Sotto i riflettori anche la filiera dei cavi sottomarini, asset cruciale per la sovranità digitale. Il governo propone incentivi alla costruzione di navi posacavi, produzione nazionale e uno sportello unico per autorizzazioni più rapide, insieme a misure per ricerca, sicurezza e monitoraggio delle infrastrutture marine. Infine, si è parlato di intelligenza artificiale. La nuova strategia nazionale sarà presentata nel 2026, con un report annuale al Parlamento per garantirne la trasparenza. Tra i progetti chiave, Reg4IA, che coinvolge tutte le Regioni in sperimentazioni sull’uso dell’IA nei settori della salute, mobilità, ambiente e pubblica amministrazione.

Caso Almasri, le opposizioni chiedono le dimissioni di Nordio

Il caso Almasri torna a scuotere il Governo. Secondo le carte del Tribunale dei ministri, il Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi, sapeva del fermo del generale libico già nel primo pomeriggio di domenica 19 gennaio e invitava i dirigenti del ministero alla massima cautela, anche attraverso canali criptati.  Una ricostruzione che contraddice quanto dichiarato dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in Aula, dove aveva affermato di essere stato informato solo il lunedì successivo. Da qui la durissima reazione delle opposizioni, che parlano apertamente di menzogne istituzionali e invocano le dimissioni del Guardasigilli, accusato anche di omissione di atti d’ufficio.

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, +Europa e Alleanza Verdi Sinistra chiedono ora che anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni riferisca alle Camere, ipotizzando un coinvolgimento diretto di Palazzo Chigi. Nordio, però, non arretra e derubrica la vicenda a “chiacchiericcio infondato”, denunciando un complotto per bloccare la riforma della giustizia: “Siamo vittime di bufale solenni”, ha dichiarato al Senato, liquidando così le richieste di dimissioni. Intanto, il Tribunale dei ministri si prepara a chiudere l’inchiesta: sul tavolo c’è anche l’ipotesi di rinvio a giudizio per favoreggiamento e peculato, oltre che per Nordio, per Meloni, Mantovano e Piantedosi. Forza Italia difende il ministro e accusa “media, opposizione e magistratura” di voler affondare la riforma alla giustizia.

Venerdì 11 luglio, ore 18.00