Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
14 – 18 luglio
Inchiesta sull’urbanistica a Milano, Sala tra gli indagati
Un’indagine della Procura di Milano ha scosso il Comune e il mondo dell’edilizia milanese. Sono 74 gli indagati per corruzione, falso e lottizzazione abusiva. Tra loro anche il sindaco Giuseppe Sala, che ha definito “allucinante” aver appreso della propria iscrizione nel registro degli indagati dai giornali e non dalla Procura. Lunedì riferirà in Consiglio comunale. Le accuse nei suoi confronti riguardano presunte false dichiarazioni sulla nomina dell’ex presidente della Commissione Paesaggio, Giuseppe Marinoni, e induzione indebita relativa al progetto del “Pirellino”, che coinvolge anche l’architetto Stefano Boeri e l’immobiliarista ManfrediCatella (Coima), per il quale sono stati chiesti i domiciliari. Sei in tutto le richieste di arresto.
Secondo i magistrati, Marinoni avrebbe perseguito un “Pgt ombra” con il sostegno dell’assessore Giancarlo Tancredi (agli arresti domiciliari) e stretto rapporti corruttivi con diversi operatori immobiliari. Dura la replica di Sala: “Il sindaco non ha rapporti con la Commissione Paesaggio. Mai sentito né incontrato Marinoni”. Il premier Meloni ha commentato: “Un avviso di garanzia non implica dimissioni. È una scelta del sindaco, indipendente dal colore politico”. Tra le società citate nelle carte figurano nomi noti come Unipol, Redo Sgr, Hines, Lendlease e EuroMilano. Non risulta indagato l’ex assessore comunale Pierfrancesco Maran, ma secondo le carte avrebbe esercitato pressioni su alcuni progetti. L’inchiesta è partita nel 2022 da un intervento edilizio in piazza Aspromonte, e oggi coinvolge gran parte dei protagonisti dell’urbanistica milanese degli ultimi anni.
Il DL Infrastrutture è legge
Il 16 luglio 2025, il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo approvando in via definitiva il DL Infrastrutture. Il provvedimento introduce misure urgenti per garantire la continuità nella realizzazione di infrastrutture strategiche, il corretto funzionamento del sistema dei trasporti e la gestione del demanio marittimo e portuale, connessi anche all’attuazione del PNRR e agli impegni con l’Unione europea. Tra i principali interventi figurano la ripresa e il completamento del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, stradali, idriche, energetiche e logistiche, e le opere legate ai Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026. Il testo prevede inoltre misure per la valorizzazione del demanio marittimo e per il sostegno alle aree colpite dalle alluvioni del 2023.
Novità anche in tema di mobilità sostenibile e sicurezza ferroviaria. Infine, per contrastare l’uso improprio degli autovelox da parte dei Comuni, viene introdotto un censimento nazionale dei dispositivi: le amministrazioni dovranno comunicare al Ministero delle Infrastrutture i dati relativi a tipo, marca, modello e omologazione di ogni apparecchio.
De Luca incontra Schlein, c’è apertura sul nome di Fico
Dopo mesi di tensioni e di polemiche, il rapporto tra Vincenzo De Luca, Presidente della Campania, e la segretaria dem Elly Schlein, sembra migliorare. Ne è la prova l’incontro romano che si è svolto “in un clima positivo e proficuo”, come si legge dalla nota diffusa dal Partito Democratico. Il dossier più caldo sul tavolo è quello delle Regionali in Campania (si voterà verso fine anno), sul quale però sembra esserci finalmente un’intesa, con De Luca che avrebbe tolto il veto sul nome del candidato per il centrosinistra, ossia l’ex Presidente della Camera, Raffaele Fico.
L’incontro tra De Luca e Schlein ha fatto seguito a quello che il Presidente uscente ha avuto con Giuseppe Conte nel corso della seconda settimana di luglio. Già da quella cena erano venuti fuori segnali di disgelo, confermati poi dagli esiti dell’incontro al Nazareno. Non è tuttavia detta l’ultima parola: Roberto Fico è sì in pole position ma, secondo gli esperti, dietro di lui scalpitano soprattutto Sergio Costa, attuale Vicepresidente della Camera, e anche Maria Domenica Castellone, Vicepresidente del Senato. Senza dimenticare Federico Cafiero de Raho, deputato e noto magistrato anch’egli di confessione pentastellata. Insomma, i riflettori sulla Campania sono accesi e la scelta del candidato di centrosinistra è una partita non ancora chiusa del tutto.
Meloni, Donzelli e Delmastro: niente diffamazione ma opinioni legittime
La Camera dei Deputati ha dichiarato l’insindacabilità delle opinioni espresse da Giorgia Meloni, Giovanni Donzelli e Andrea Delmastro in tre distinti casi di presunta diffamazione, accogliendo le conclusioni della Giunta per le autorizzazioni. Le dichiarazioni, risalenti al periodo in cui i tre parlamentari di Fratelli d’Italia erano all’opposizione, sono state ritenute espressioni legittime di opinioni politiche. Per Meloni e Donzelli il voto è stato unanime. Nel primo caso, la leader di FdI era stata querelata da Fabrizio Pignalberi per un post del 2021 in cui lo definiva un truffatore. Successivamente Pignalberi è stato condannato per esercizio abusivo della professione forense. Nel secondo caso, Donzelli era stato denunciato da Adriano Panzironi per averlo accusato, in un’intervista del 2019, di esercitare abusivamente la professione medica e di promuovere cure prive di basi scientifiche. Anche Panzironi è stato poi condannato per esercizio abusivo della professione medica.
Più controversa la vicenda di Delmastro, relativa a dichiarazioni rilasciate in un video sui social, in cui criticava duramente la Corte dei conti del Piemonte per un’istruttoria contro la Regione che aveva proposto la distribuzione del fumetto Foiba Rossa nelle scuole. Il procuratore Quirino Lorelli lo denunciò per diffamazione. In questo caso, la Giunta ha approvato l’insindacabilità a maggioranza, ma Pd, M5S e AVS hanno votato contro, accusando Delmastro di aver usato la sua posizione per intimidire un altro potere dello Stato. Fratelli d’Italia ha replicato denunciando la “strumentalizzazione politica” da parte delle opposizioni e accusandole di aver giudicato il caso Delmastro con criteri politici anziché giuridici.
Urso-Virkkunen, gli esiti dell’incontro
Il ministro Adolfo Urso ha incontrato a Palazzo Piacentini la vicepresidente della Commissione europea. Henna Virkkunen, per discutere di tecnologie strategiche: intelligenza artificiale, semiconduttori, tecnologie quantistiche e infrastrutture digitali, con particolare attenzione alla filiera dei cavi sottomarini. Centrale il ruolo dell’AI Hub for Sustainable Development, recentemente inaugurato a Roma con il supporto della Commissione europea, dell’UNDP e nell’ambito della Presidenza italiana del G7. Il progetto coinvolge imprese del G7 e paesi africani inclusi nel Piano Mattei, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo tecnologico sostenibile.
Urso ha sottolineato la leadership italiana nell’high performance computing e nelle tecnologie quantistiche, citando i supercomputer Leonardo, Davinci-1 e HPC6, e iniziative come la piattaforma IT4LIA (in arrivo al Tecnopolo di Bologna) e la fondazione AI4Industry di Torino per il trasferimento tecnologico alle PMI. L’Italia si candida inoltre a ospitare una delle future gigafactory europee previste nel piano AI Continent Action Plan. Durante l’incontro si è discusso anche della Semicon Coalition, alleanza tra 24 Stati membri per rafforzare il settore europeo dei semiconduttori, in vista della dichiarazione congiunta di settembre e della revisione del Chips Act. Infine, ampio spazio è stato dedicato al potenziale strategico dell’Italia nel Mediterraneo per lo sviluppo della filiera dei cavi sottomarini, considerata essenziale per la connettività europea.
Caso Open Arms, la Procura impugna l’assoluzione di Salvini
La Procura di Palermo ha presentato ricorso diretto in Cassazione contro l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms, che lo vedeva imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver impedito nel 2019 lo sbarco di migranti soccorsi dalla ONG. Il ricorso, definito “per saltum”, salta il secondo grado e punta a una pronuncia della Suprema Corte. Secondo la Procura, la sentenza di primo grado non nega i fatti ma li interpreta erroneamente, sostenendo che l’Italia non fosse obbligata a garantire un porto sicuro. Salvini ha commentato con serenità, difendendo la sua scelta di “difendere i confini”, mentre il fondatore della ONG, Oscar Camps, ha ribadito la fiducia nella magistratura.
La premier Giorgia Meloni ha parlato di “accanimento surreale” contro un Ministro assolto dopo un processo durato tre anni, mentre il ministro dell’Interno Piantedosi, all’epoca capo di gabinetto di Salvini, ha espresso dispiacere personale e ha rivendicato l’azione di contrasto all’immigrazione illegale, dichiarandosi “moralmente imputabile” anche lui.