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Ago

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 31/2022

1 – 5 Agosto

Centrosinistra, accordo tra Letta e Calenda

Dopo giorni di dialogo a distanza, Enrico Letta e Carlo Calenda trovano l’accordo in vista delle elezioni del 25 settembre. Il Segretario del PD e il leader di Azione si incontrano a Montecitorio (insieme al Segretario di +Europa Benedetto Della Vedova) e trovano l’intesa che porta Azione ad unirsi alla ampia coalizione di centrosinistra Democratici e Progressisti, che il leader dem sta provando a costruire.

L’accordo è diviso in due sezioni e riguarda sia il programma che i collegi. Lato programma, vengono ribaditi il “solido ancoraggio all’Europa”, il contrasto alla Russia nella guerra in Ucraina, l’impegno a “mettere in campo le politiche pubbliche più idonee per garantire l’autonomia del Paese attraverso un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili, il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo, la realizzazione degli impianti di rigassificazione”; vi è poi l’impegno ad intervenire su salario minimo, pensioni, cuneo fiscale, e a portare a termine quanto avviato dalla cd. “Agenda Draghi”: realizzazione del PNRR nei tempi previsti, politiche di bilancio e fiscali responsabili, riforma del Patto di stabilità, non aumento del carico fiscale, revisione di reddito di cittadinanza e Superbonus 110% e approvazione delle leggi in materia di diritti civili e ius scholae.

Per quanto riguarda invece i collegi, viene raggiunta l’intesa sulla ripartizione degli uninominali (70% al PD e 30% ad Azione/+Europa, “scomputando dal totale dei colleghi quelli che verranno attribuiti alle altre liste dell’alleanza”) e sulle figure da candidare: per far cessare le polemiche, i due partiti “si impegnano a non candidare personalità che possano risultare divisive per i rispettivi elettorati nei collegi uninominali. […] nei collegi uninominali non saranno candidati i leader delle forze politiche che costituiranno l’alleanza [Letta e Calenda, ma anche Fratoianni, Bonelli e Speranza], gli ex parlamentari del M5S [su tutti Luigi Di Maio, inviso al leader di Azione], gli ex parlamentari di Forza Italia [le Ministre Carfagna e Gelmini, unitesi ad Azione nei giorni scorsi, ma anche i deputati Cangini e Versace]”.

Il Segretario del PD si dice “pienamente soddisfatto” dell’accordo raggiunto, in cui “c’è un richiamo previso senza infingimenti all’agenda Draghi”, e sostiene che l’intesa “riapre totalmente la partita”. 

Le reazioni a sinistra

L’accordo tra PD e Azione provoca forti polemiche tra i partiti di sinistra che guardano con attenzione alle mosse di Letta.

I leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e dei Verdi Angelo Bonelli, che avevano già dato una adesione di massima alla coalizione elettorale con il PD, criticano duramente l’intesa con Calenda – per la quale esprimono “profondo disagio” – e consegnano al Segretario dem un documento programmatico nel quale viene definita impraticabile” una coalizione basata sull’Agenda Draghi.

Dal canto suo, il leader di Azione chiede al PD di chiarire la propria posizione riguardo le richieste di Verdi e SI, dal momento che “l’agenda o è quella di Draghi o è quella dei no a tutto”, e l’accordo con i dem è una scelta che “può essere cancellata ma non annacquata”.

Critico verso l’accordo PD-Azione anche Luigi Di Maio, che insieme a Tabacci ha lanciato ad inizio settimana il nuovo soggetto politico “Impegno civico” (il quale entrerà quasi certamente nella coalizione Democratici e Progressisti); per il Ministro degli esteri, Calenda “sta disgregando la coalizione prima ancora che si formi”.

Al Centro non c’è più nessuno

L’ingresso di Azione/+Europa nella coalizione di centrosinistra fa cadere definitivamente l’ipotesi di un Terzo Polo centrista. Con Democratici e Progressisti correrà anche Impegno civico di Di Maio, mentre direttamente nelle liste PD potrebbero trovare spazio i principali esponenti di Ambiente 2050, la nuova associazione politica creata dagli ultimi fuoriusciti 5 Stelle, tra cui Crippa e il Ministro D’Incà. È invece rientrato nella coalizione di centrodestra Italia al centro di Giovanni Toti, fino a pochi giorni fa attratto alle sirene centriste di Calenda e Renzi.

E proprio Renzi è l’unico ad essere rimasto “al centro”: Italia Viva correrà da sola, nella speranza che l’intesa Calenda-Letta possa portare – dagli azionisti scontenti – quei voti necessari per raggiungere il 3%.

Il Centrodestra lavora al programma

Mentre a sinistra si discute ancora sulle alleanze, il centrodestra è al lavoro sul programma di Governo, che sarà articolato in 15 punti e dovrebbe essere approvato dai leader all’inizio della prossima settimana.

Tra i punti principali della bozza di programma (che si apre con la politica estera: saldo ancoraggio a UE e NATO, rispetto delle alleanza internazionali e sostegno all’Ucraina), vi sono l’obiettivo dell’autosufficienza energetica, tramite la creazione di impianti di ultima generazione – compreso il nucleare pulito e sicuro –, la diversificazione degli approvvigionamenti energetici e il pieno utilizzo delle risorse energetiche nazionali (anche tramite la riattivazione nuova realizzazione di pozzi di gas naturale), l’utilizzo efficiente delle risorse europee del PNRR, la sostituzione del reddito di cittadinanza con misure più efficaci, la ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali, l’innalzamento delle pensioni minime, la riduzione della pressione fiscale e la pace fiscale. Sono previsti inoltre un nuovo piano di contrasto alla pandemia (“senza compressione delle libertà individuali secondo il principio del convincere per non costringere”) e una serie di riforme istituzionali, prima tra tutte l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, da sempre cavallo di battaglia di Fratelli d’Italia.

Intanto, la coalizione si trova anche a dover fare i conti con le dimissioni del Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci (FdI), “dettate dal buon senso”: in questo modo, la Regione potrà tornare al voto il 25 settembre (le elezioni si sarebbero comunque tenute a novembre) e sfruttare la concomitanza con le elezioni politiche per garantire una affluenza rilevante. Secondo numerosi analisti, da tale concomitanza dovrebbe trarre vantaggio proprio Musumeci, in caso di una ricandidatura, il quale potrebbe sfruttare il traino del probabile successo elettorale di Fratelli d’Italia.

La coalizione è però spaccata sul nome da candidare in Sicilia: Meloni vuole candidare nuovamente Musumeci, mentre Forza Italia spinge per Stefania Prestigiacomo; non ha ancora scoperto le proprie carte il leader leghista Salvini.

I 5 Stelle lanciano le parlamentarie (ma continuano a perdere pezzi)

Dopo aver smarcato (con non poche ripercussioni) la questione del doppio mandato, il MoVimento 5 Stelle apre ufficialmente la stagione elettorale dando il via alle “parlamentarie”, il meccanismo online di individuazione dei candidati. Gli iscritti al M5S possono presentare le proprie autocandidature dal 5 all’8 agosto, poi il Presidente del MoVimento Giuseppe Conte potrà indicare le modalità e i criteri per la formazione delle liste, che passeranno poi al vaglio della votazione online sulla piattaforma SkyVote.

Rispetto alle parlamentarie originarie, viene introdotta una piccola deroga al principio di territorialità (probabilmente per “salvare” il Ministro Patuanelli) e viene dara la possibilità a Conte di decidere i capilista. Rimane irrisolta la questione Di Battista: l’ex leader non potrebbe candidarsi in quanto non iscritto al MoVimento, ma Conte auspica che possa dare il proprio contributo in campagna elettorale. Stesso appello che l’ex Presidente del Consiglio rivolge ai grillini – definiti “eroi” – rimasti vittime della regola del doppio mandato e quindi non più ricandidabili.

Intanto, Conte segue con interessata attenzione le discussioni nel centrosinistra e apre la porta a Sinistra Italiana e Verdi, qualora dovesse consumarsi la rottura con il PD.

Non si fermano però le fughe dal MoVimento: a lasciare sono l’ex capogruppo alla Camera Davide Crippa e il Ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che danno vita all’associazione politica Ambiente 2050 (e dovrebbero trovare un posto nelle liste PD).

Decreto Aiuti Bis, via libera del Governo

Il Governo vara il decreto legge Aiuti-bis, un provvedimento da 17 miliardi per far fronte a inflazione, caro energia, emergenza idrica e sostegno a famiglie e imprese. Tra le principali misure contenute nel decreto vi sono:

  • il rafforzamento del bonus sociale elettrico e gas per il quarto trimestre dell’anno;
  • l’azzeramento degli oneri generali di sistema del settore elettrico per il quarto trimestre 2022 e la riduzione dell’IVA per le somministrazioni di metano per combustione per usi civili e industriali;
  • la proroga dei crediti di imposta in favore delle imprese per il terzo trimestre 2022;
  • la proroga della riduzione delle accise sui carburanti fino al 20 settembre;
  • lo stanziamento di nuove risorse per le imprese colpite dall’emergenza siccità;
  • riduzione del cuneo fiscale del 2%, fino a fine anno, per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro;
  • l’anticipo al 1° ottobre della rivalutazione delle pensioni;
  • l’estensione del bonus 200 euro ai lavoratori esclusi dalla prima applicazione della misura.

Parlando ai giornalisti, il Presidente del Consiglio Draghi ha definito il provvedimento “di proporzioni straordinarie”, fatto a saldi invariati “perché l’andamento dell’economia è migliore del previsto”. L’Italia, ha annunciato Draghi, è cresciuta fino ad oggi del 3,4%, più di quanto stimato per tutto il 2022, e crescerà quest’anno “più di Francia e Germania”; tuttavia, “ci sono nuvole all’orizzonte”, previsioni “preoccupanti per il futuro”.

Pelosi vola a Taiwan, ira di Pechino

Nonostante le preoccupazioni espresse dal Presidente Joe Biden, la speaker della Camera statunitense Nancy Pelosi si reca in visita a Taiwan, scatenando la dura reazione cinese. Pechino ha dato il via imponenti esercitazioni militari – le più grandi di sempre – al largo dell’isola, impiegando oltre 100 aerei e 10 navi da guerra e lanciando missili nelle acque taiwanesi e varcando ripetutamente la linea mediana dello Stretto di Taiwan (ossia il confine non ufficiale tra l’isola e la Cina). La Cina ha inoltre sospeso la cooperazione con gli USA su clima, difesa e droga, e ha adottato sanzioni contro Pelosi e la sua famiglia.

Secondo il Segretario di Stato americano Blinken, quella cinese è una “escalation significativa e ingiustificata”, mentre la Presidente taiwanese ha assicurato che l’esercitoè pronto a rispondere” e ha esortato la comunità internazionale a sostenere la democrazia di Taiwan e ad opporsi “all’azione militare unilaterale e irrazionale della Cina”.

I rapporti tra Washington e Pechino sono tesissimi, così come il clima che si respira intorno Taiwan. Diversi analisti ritengono che l’esercitazione militare cinese sia il preludio all’invasione dell’isola da parte di Pechino nel giro di poco tempo.

Venerdì 5 agosto, ore 17:30

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