Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
22 – 26 settembre
Global Sumud Flotilla, scioperi e tensioni politiche in Italia
Lunedì 22 settembre l’Italia è stata teatro di uno sciopero generale proclamato da sigle sindacali autonome in solidarietà con la popolazione di Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla. Il movimento ha coinvolto trasporti, scuole, sanità e attività portuali, con cortei in oltre 70 città e blocchi strategici a Genova, Marghera, Napoli e Livorno. A Milano la stazione centrale è stata teatro di scontri, con feriti tra le forze dell’ordine e alcuni arresti. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La maggioranza ha condannato con fermezza gli episodi di violenza: Matteo Salvini ha parlato di “gentaglia di sinistra” e di “assalti alle forze dell’ordine”, mentre il ministro Piantedosi ha denunciato “azioni deliberate contro la polizia”. Dal fronte progressista, il Movimento 5 Stelle ha espresso solidarietà per le manifestazioni pacifiche, pur prendendo le distanze dalle violenze. Sul fronte internazionale, il 26 settembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un appello alle persone a bordo della flottiglia, invitandole ad accogliere la mediazione offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme per consegnare in sicurezza gli aiuti umanitari. Un invito respinto dagli organizzatori, che ritengono inaccettabile qualsiasi deviazione dal blocco navale.
Durissime le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che da New York – a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – ha definito la flottiglia “gratuita, pericolosa e irresponsabile”, sostenendo che «non ha come obiettivo alleviare la sofferenza del popolo palestinese, ma sabotare il governo italiano». Secondo la Premier, infatti, l’iniziativa rappresenterebbe più una provocazione politica che un’operazione umanitaria, «usata contro l’Italia» per metterne in difficoltà la linea di politica estera. Inoltre, Meloni ha annunciato che la maggioranza presenterà in Parlamento una mozione per subordinare il riconoscimento dello Stato di Palestina a due condizioni: il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e l’esclusione di Hamas da qualsiasi ruolo di governo all’interno della Palestina. La Premier ha sottolineato che “non può esserci alcun riconoscimento dello Stato palestinese senza la liberazione degli ostaggi e la rinuncia da parte di Hamas a qualsiasi ruolo nel futuro della Palestina”
Intanto, i sindacati promotori parlano di una “mobilitazione permanente” e hanno già fissato una nuova manifestazione nazionale a Roma il prossimo 4 ottobre. Sul tavolo restano possibili ulteriori scioperi nei trasporti e nella logistica, mentre cresce il dibattito politico sulle conseguenze interne e internazionali della crisi.
Nicolas Sarkozy condannato per associazione a delinquere
L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato condannato a cinque anni di carcere per associazione a delinquere. Per lui è stata anche prevista un’ammenda di 100 mila euro. L’ordine di carcerazione, tuttavia, non è stato eseguito immediatamente in aula: sarà notificato nei prossimi giorni dalla Procura finanziaria al momento della convocazione dell’ex presidente. Secondo la presidente del tribunale, Nathalie Gavarino, Sarkozy è stato ritenuto colpevole di aver consentito ai suoi stretti collaboratori di agire con l’obiettivo di ottenere finanziamenti dal regime libico, reati definiti dal tribunale di particolare gravità. L’ex Capo dello Stato è invece stato assolto dalle accuse di corruzione passiva e appropriazione indebita relative al presunto finanziamento libico della sua campagna per le presidenziali del 2007.
Sarkozy ha annunciato che presenterà ricorso contro la condanna. “Se vogliono assolutamente che io dorma in carcere, ebbene dormirò in carcere, ma con la testa alta. Io sono innocente. Questa ingiustizia è uno scandalo”, ha dichiarato, confermando l’intenzione di fare appello. Secondo gli esperti giudiziari, l’ex presidente potrebbe essere trasferito nel carcere parigino della Santé, nella sezione riservata ai vip e ai politici condannati. Parallelamente, il tribunale ha assolto Sarkozy dall’accusa di finanziamento illegale della campagna elettorale del 2007, evidenziando l’assenza di prove che i fondi libici siano arrivati effettivamente alla campagna. Due stretti collaboratori di Sarkozy sono stati invece condannati. L’ex ministro Claude Guéant è stato riconosciuto colpevole di corruzione passiva, associazione a delinquere, falso in atto pubblico e traffico di influenze, mentre Brice Hortefeux è stato giudicato colpevole di associazione a delinquere tra il 2005 e il 2007.
Netanyahu all’ONU: “Genocidio infondato, Hamas liberi gli ostaggi”
Venerdì 26 settembre, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto un discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, reagendo al recente riconoscimento della Palestina da parte di diversi paesi occidentali. “L’accusa di genocidio è infondata”, ha detto, definendo le critiche a Israele su Gaza “bugie antisemite”. Netanyahu ha accusato Hamas di usare i civili come scudi umani e di rubare l’85% degli aiuti umanitari inviati a Gaza – “Israele sta deliberatamente nutrendo la popolazione, Hamas la sfrutta” – e, con una mappa della regione in mano, ha riassunto l’azione militare israeliana: “Dobbiamo proseguire contro Hamas e l’Autorità Palestinese corrotta. Riconoscere la Palestina incoraggia i terroristi”.
Il premier ha poi ribadito la contrarietà alla soluzione dei due Stati e si è rivolto agli ostaggi, dichiarando che non li lasceranno soli e che Israele darà la caccia ad Hamas fino a quando non li rilasceranno. Fischi e applausi hanno scandito il discorso, mentre delegazioni hanno lasciato l’aula e manifestanti pro-Palestina hanno sfilato a Times Square.
Giorgetti chiama le banche al contributo in vista della Manovra
Il 25 settembre, in collegamento ad un evento Venezia, il Ministro Giorgetti è tornato a chiedere un contributo “assolutamente doveroso” alle banche, “una serie di istituzioni finanziarie beneficiate di un miglioramento del rating grazie al miglioramento del rating del Paese. L’auspicio è che queste istituzioni partecipino a uno sforzo di sistema per migliorare le condizioni, ad esempio alle imprese per l’accesso al credito e quant’altro”. Il Ministro parla di “utili stratosferici”, la reazione dell’ABI non si è fatta attendere: il Presidente Patuelli ha sottolineato che le banche “non hanno rendite di posizione e vengono da anni difficilissimi, segnati da crisi di imprese e del debito sovrano, recessioni, epidemie, catastrofi naturali e guerre”.
Giorgia Meloni, dall’Assemblea ONU a New York, ha voluto stemperare il clima: “non vogliamo punire nessuno, ma cercare alleati per affrontare le priorità del Paese” Giorgetti ribadisce il principio di equità: “non ho mai visto nessuno che è favorevole a pagare più tasse… dobbiamo fare in modo per alcuni di alleviare il più possibile questo sacrificio, in base alle capacità di ciascuno di sopportare questo sacrificio”. Nel triennio 2022–2024 i profitti bancari cumulati hanno superato i 112 miliardi, ma il contributo straordinario alla manovra, limitato a 695 milioni, meno dell’1,5% degli utili, conferma la delicatezza della partita tra governo e sistema bancario.
Ilaria Salis, primo no alla revoca dell’immunità
La commissione giuridica del Parlamento europeo ha respinto, con un voto di 13 a 12, la richiesta delle autorità ungheresi di revoca dell’immunità a Ilaria Salis. L’Eurodeputata si prepara ora alla votazione finale dell’Aula, prevista durante la sessione plenaria dal 6 al 9 ottobre, con rinnovata fiducia, poiché storicamente l’emiciclo tende a confermare il parere della commissione giuridica. Determinante alla conta dei voti è stata la spaccatura tra i popolari: l’Eurodeputata ha ricevuto il sostegno di 11 colleghi su 25 provenienti dai gruppi The Left, Verdi, Renew e S&D, e si è trovata di fronte a sette voti contrari dei membri dei gruppi di estrema destra. L’ago della bilancia sono stati dunque sette eurodeputati del PPE componenti della Juri. Lo stesso relatore della richiesta, il popolare spagnolo Adrián Vázquez Lázara, ha parlato di un “pericoloso precedente”, sottolineando che sul caso Salis si stia giocando una partita politica in violazione delle regole che proteggono l’immunità per reati presuntamente commessi durante il mandato.
Vázquez Lázara ha inoltre indicato la possibilità che l’Ungheria presenti ricorso alla Corte di giustizia europea. La commissione ha intanto difeso anche l’eurodeputato ungherese del PPE Péter Magyar, leader dell’opposizione a Viktor Orbán, accusato da Budapest di corruzione. La delegazione della Lega all’Eurocamera, parte del gruppo dei Patrioti fondato da Orbán, ha definito il voto “un’eurovergogna targata sinistra e traditori del centrodestra, che usano la giustizia come un manganello”. Una posizione opposta a quella dell’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei, che ha dichiarato all’uscita dall’aula: “Ilaria Salis è libera: non verrà riportata in carcere in Ungheria e non subirà l’ingiustizia del governo di Orbán. Difendendo oggi la sua immunità, il Parlamento europeo ha difeso lo Stato di diritto in Europa, per tutte e tutti i cittadini”.
Venerdì 26 settembre, ore 17.15