Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
7 – 11 ottobre
Slitta ancora la ratifica della nomina di Simona Agnes
Nuovo stallo sulla presidenza Rai: salta la votazione del 9 ottobre. La maggioranza di governo ha disertato la plenaria della Commissione di vigilanza, facendo venire meno il numero legale necessario per fissare una data. L’opposizione ha accusato la maggioranza di boicottaggio e mancanza rispetto istituzionale, mentre la presidente della Commissione, Barbara Floridia (Movimento 5 Stelle), ha riconvocato la seduta per mercoledì 16 ottobre.
Lo scontro tra maggioranza e opposizione era già emerso in precedenza, con Fratelli d’Italia e Forza Italia contrari a fissare la data senza un accordo sul nome di Simona Agnes, che richiede il supporto di due terzi dell’aula. Nella stessa serata si è tenuta una nuova riunione dell’ufficio di presidenza della Vigilanza per discutere la data della votazione sulla nomina di Agnes come presidente della Rai. Nel mentre, Antonio Marano, consigliere anziano della Lega, assume temporaneamente le funzioni di presidente.
L’opposizione teme che la maggioranza voglia guadagnare tempo, in vista delle imminenti nomine ai telegiornali Rai, in particolare al Tg3, che dovrebbero arrivare già il mese prossimo sul tavolo del Cda. Il centrodestra, invece, ribalta le accuse, con Francesco Filini (Fratelli d’Italia) e Maurizio Lupi (Noi Moderati) che accusano la sinistra di preferire lo scontro al dialogo.
L’incontro tra Volodymyr Zelensky e Giorgia Meloni
Volodymyr Zelensky è stato ricevuto dalla premier Giorgia Meloni, nell’ambito del tour europeo in cui è impegnato il Presidente ucraino con lo scopo di consolidare il sostegno dell’Europa nell’ambito del conflitto con la Russia. Accolto dal presidente Meloni a Villa Pamphili, a Zelensky è stato promesso un “sostegno incrollabile” da parte dell’Italia. Nonostante alcune resistenze interne alla maggioranza, Meloni ha infatti ribadito l’impegno a sostenere l’Ucraina, annunciando anche una conferenza di pace a Roma nel luglio 2025.
Zelensky ha sottolineato che un cessate il fuoco non è attualmente in discussione e che è necessario rafforzare la difesa dell’Ucraina per arrivare a una “pace giusta.” L’Italia ha già inviato otto pacchetti di armamenti, tra cui sistemi di difesa antiaerea Samp-T, considerati cruciali per la protezione del Paese. Il leader ucraino ha ringraziato l’Italia per il suo contributo a livello di G7 e UE, mentre Meloni ha ribadito che il sostegno dell’Italia si fonda sul principio che la pace non può coincidere con una resa. Zelensky ha poi proseguito il suo viaggio per incontrare oggi, venerdì 11 ottobre, papa Francesco e successivamente il cancelliere tedesco Scholz.
Ancora fumata nera sul Giudice della Corte Costituzionale
L’8 ottobre 2024 si è conclusa con l’ottava fumata nera l’elezione di un giudice della Corte Costituzionale. Dal novembre 2023, la Consulta è priva di uno dei suoi membri dopo la fine del mandato della Presidente Silvana Sciarra. La premier Giorgia Meloni aveva proposto Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi, ma la votazione è fallita a causa della mancata partecipazione delle opposizioni e della decisione del centrodestra di votare scheda bianca per prudenza. Servivano 363 voti, ma i presenti e votanti sono stati solo 342, con 323 schede bianche.
Le opposizioni, unite, hanno boicottato il voto, ritenendo inopportuna la candidatura di Marini, accusato di conflitto di interessi per il suo ruolo nelle riforme costituzionali. Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno dichiarato che la compattezza ha evitato una “forzatura” del governo. Dall’altro lato, esponenti di Fratelli d’Italia, come Giovanni Donzelli, hanno accusato le opposizioni di irresponsabilità e difeso la scelta di Marini. Il tempo stringe, poiché a dicembre scadranno altri tre mandati di giudici costituzionali. La Corte, che normalmente conta 15 membri, è ormai da quasi un anno in composizione ridotta, e le tensioni politiche stanno complicando ulteriormente il processo di nomina.
Scontro diplomatico tra Italia e Israele
Tensione tra Italia e Israele dopo che le forze armate israeliane hanno colpito alcune basi della missione UNIFIL, coinvolgendo anche due contingenti italiani. L’episodio è stato criticato e condannato sia dall’Unione Europea che dell’Italia. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, ha definito l’attacco “inammissibile” e ha condannato fermamente le azioni israeliane, sottolineando la violazione delle norme internazionali. Anche la reazione italiana è stata molto forte: il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presentato una protesta formale, dichiarando che “quanto avvenuto in Libano non è ammissibile” e ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere spiegazioni.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato che non ci sono feriti tra i caschi blu italiani, ma ha evidenziato la gravità dell’episodio, avvertendo Israele che “gli atti ostili e reiterati delle forze armate israeliane potrebbero rappresentare crimini di guerra.” Crosetto ha inoltre contattato il suo omologo israeliano per chiedere la fine delle ostilità, ribadendo che tali azioni sono “intollerabili” La situazione è attualmente sotto controllo, ma la preoccupazione del governo italiano resta alta, con un monitoraggio costante degli sviluppi. L’Italia continua a ribadire il ruolo cruciale di UNIFIL nella stabilizzazione dell’area e a lavorare per una de-escalation delle tensioni nella regione.
Venerdì 11 ottobre, ore 16.45