Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
27 – 31 ottobre 2025
Via libera alla riforma della giustizia
La riforma costituzionale della giustizia è stata approvata definitivamente dal Senato con 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astenuti, completando la quarta lettura prevista della Costituzione. La riforma introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e prevede anche la nascita di due distinti Consigli superiori della magistratura e di un’Alta Corte disciplinare. Durante il voto, le opposizioni (PD, M5S, AVS) hanno protestato mostrando cartelli con la scritta “No ai pieni poteri”, accusando il governo Meloni di voler “mettere le mani sulla giustizia” e indebolire l’indipendenza della magistratura. Il centrodestra ha accolto il via libera con applausi; Forza Italia ha rivendicato il risultato come il compimento del “sogno di Silvio Berlusconi”, mentre Meloni ha parlato di “passo storico verso una giustizia più equilibrata”, sottolineando che ora “la parola passa ai cittadini” con il referendum confermativo. Il ministro Nordio ha ringraziato il Parlamento e ha auspicato un referendum “non politicizzato”.
Le opposizioni (Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni) hanno denunciato una “svolta autoritaria” e annunciato la raccolta firme per promuovere il referendum abrogativo. L’Associazione nazionale magistrati (ANM) ha espresso forte contrarietà, sostenendo che la riforma “altera l’equilibrio dei poteri” senza migliorare l’efficienza del sistema, aumentando invece costi e rischi di interferenze politiche. Il testo non è mai stato modificato dal Parlamento rispetto alla versione originaria firmata da Meloni e Nordio. Il prossimo passo sarà dunque il referendum confermativo, che vedrà schierate entrambe le parti.
Ponte sullo Stretto, sale la tensione dopo lo stop della Corte dei conti
La decisione della Corte dei conti di non registrare il progetto del Ponte sullo Stretto ha aperto una fase di forte tensione istituzionale. Il mancato visto di legittimità blocca temporaneamente l’efficacia della delibera Cipess, rinviando l’avvio dell’opera e imponendo un passaggio supplementare di verifica. Il governo ha confermato l’intenzione di proseguire nell’iter, avviando una nuova valutazione in Consiglio dei ministri. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la decisione della Corte «l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento», sottolineando la volontà dell’esecutivo di rispondere puntualmente ai rilievi una volta pubblicate le motivazioni. Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, promotore storico del progetto, ha parlato di “un grave danno per il Paese” e ha ribadito la determinazione a “percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori”.
Dall’opposizione, la Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha nuovamente definito il Ponte “un’opera inutile e dannosa, uno spot”, criticando il governo per la gestione di un dossier che giudica privo di adeguate coperture e approfondimenti tecnici. Nei prossimi trenta giorni la Corte dei conti pubblicherà le motivazioni complete, consentendo al governo di ripresentare la delibera alle sezioni unite. In caso di nuovo parere negativo, l’atto potrà comunque essere registrato “con riserva”, divenendo operativo e spostando il confronto in sede parlamentare. Resta così aperto un iter amministrativo complesso, in un contesto politico fortemente polarizzato.
Bagarre in Parlamento sull’approvazione del DDL Concorrenza
Il ddl Concorrenza arriva al traguardo senza un vero esame parlamentare: il Senato approva la fiducia sul maxiemendamento del governo con 97 sì, 60 no e 2 astenuti, senza modifiche dalla commissione Industria. La scelta di ricorrere alla fiducia è legata alla concomitanza tra sessione di bilancio e scadenze PNRR, decisione contestata dalle opposizioni. Il passaggio successivo alla Camera dovrebbe seguire la stessa linea. Si tratta di una mini-legge di soli nove articoli, con piccoli ritocchi a settori come servizi pubblici locali e colonnine di ricarica. Non trova spazio né la liberalizzazione dei saldi e la riduzione delle proroghe per gli ambulanti, né le gare per idroelettrico e treni regionali, o le aperture nei porti e nelle parafarmacie. Rimane esclusa anche la modifica in studio tra MiMIT e Mef per incentivare investimenti di fondi pensione nel venture capital.
Non si esclude però la possibilità di modifiche in seconda lettura alla Camera, ipotesi che comporterebbe una terza lettura. L’obiettivo del governo resta approvare il testo entro fine anno, eventualmente sfruttando altri strumenti normativi per correttivi su accreditamento sanitario e ultra-fast fashion. La commissione Attività produttive della Camera potrebbe iniziare l’esame già dalla prossima settimana, con tempi compatibili con la scadenza del 31 dicembre. Un nodo politico riguarda la possibile reazione del Senato a un testo “blindato” dalla Camera: secondo il presidente De Carlo (FdI), la Camera diventerebbe il ramo che modifica direttamente il ddl, mentre il Senato resterebbe passivo.
Le principali novità dal Consiglio dei ministri
Semaforo verde al Decreto sulla sicurezza sul lavoro
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge sulla sicurezza sul lavoro, un pacchetto di misure che punta a rafforzare la prevenzione degli incidenti e la tutela dei lavoratori, soprattutto nei settori ad alto rischio come l’edilizia. Tra le principali novità figura l’introduzione del badge digitale di cantiere, una tessera di riconoscimento dotata di codice univoco anticontraffazione che sarà obbligatoria per tutti i lavoratori impiegati in appalti e subappalti. L’obiettivo è garantire la tracciabilità delle presenze e combattere il lavoro irregolare. Le sanzioni per i trasgressori vengono raddoppiate fino a 12.000 euro, rispetto al precedente limite del 10% del valore della commessa. Il decreto, illustrato dal Ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, prevede anche un potenziamento significativo delle strutture ispettive: 300 nuovi ispettori del lavoro, 8 dirigenti aggiuntivi e 100 carabinieri destinati al Nucleo per la tutela del lavoro. Viene inoltre stabilizzata la posizione di 94 operatori sanitari dell’Inail, tra medici e infermieri. Il provvedimento introduce inoltre lo stop all’alternanza scuola-lavoro per gli studenti nelle attività a rischio elevato, a tutela dei minori coinvolti nei percorsi formativi.
La ministra Calderone ha definito il decreto un investimento “da 900 milioni di euro l’anno”, spiegando che il badge digitale è stato introdotto su richiesta condivisa delle parti sociali, sia sindacali che datoriali. Ha inoltre annunciato la creazione di un fondo per borse di studio destinate agli orfani delle vittime di incidenti o malattie professionali, con importi compresi tra 3.000 e 7.000 euro annui, per sostenere il loro percorso educativo. La premier Giorgia Meloni ha sottolineato che la sicurezza sul lavoro è “al centro dell’azione del governo”. Non mancano tuttavia le critiche dei sindacati, in particolare della Fillea Cgil, che giudica il provvedimento “insufficiente” e “incapace di salvare vite umane”. Il segretario generale Antonio Di Franco ha riconosciuto come positiva l’introduzione del badge di cantiere, ma ha denunciato il mancato intervento su temi strutturali come il controllo dei subappalti, l’assenza di una Procura nazionale per i reati in materia di sicurezza sul lavoro, e la mancanza di strumenti adeguati per le Procure locali. La Cgil critica, inoltre, l’assenza di misure per il gratuito patrocinio delle famiglie delle vittime e per la liquidazione immediata di una somma provvisionale a titolo di risarcimento.
Venerdì 31 ottobre, ore 17.45