Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
10 – 14 novembre 2025
PNRR, via libera della Commissione alla revisione
La Commissione europea ha dato il via libera alla revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), un passaggio che ha reso operative nuove misure strategiche per il Paese. L’approvazione del nuovo impianto soddisfa le attese del settore industriale, come dimostra il successo del piano Transizione 5.0. La misura, frutto della rinegoziazione, ha registrato una domanda da parte delle imprese superiore a ogni aspettativa. Le prenotazioni per i crediti d’imposta hanno raggiunto oltre 3,4 miliardi di euro, superando ampiamente la soglia di 2,5 miliardi concordata con Bruxelles. Il valore complessivo delle agevolazioni prenotate, includendo anche Transizione 4.0, supera i 5,5 miliardi per un totale di 13.852 progetti presentati. Di fronte a tale risultato, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato l’impegno del Governo a lavorare per una proroga della misura, al fine di sostenere la programmazione degli investimenti.
Gli investimenti del PNRR stanno inoltre incidendo su settori chiave dell’economia nazionale. Il comparto delle costruzioni ha gestito oltre 100 miliardi di euro di fondi, sostenendo l’innovazione delle imprese. I fondi finanziano la rigenerazione urbana e abitativa, con programmi come “Pinqua” che mirano a rendere disponibili circa 106.000 alloggi, e l’efficientamento energetico e sismico del patrimonio pubblico. Sul fronte delle infrastrutture, si stanno mobilitando risorse per i trasporti rapidi di massa, per la rete elettrica dei Giochi Milano-Cortina 2026 e, con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), per le infrastrutture digitali. Infine, il Piano promuove l’economia circolare, potenziando il sistema impiantistico per il riciclo dei pannelli fotovoltaici. L’efficace attuazione del Piano è stata sottolineata anche dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso elogio per il “buon lavoro” svolto dal Paese, evidenziando il ruolo determinante dei Comuni. Adesso bisogna solo attendere il via libera definitivo da parte del Consiglio dell’Unione Europea alla proposta italiana di rimodulazione del PNRR è previsto in una delle riunioni in programma entro la fine di novembre.
Com’è andato l’incontro tra Meloni e Edi Rama
Mercoledì 13 Novembre 2025, presso Villa Doria Pamphilj a Roma, si è tenuto il primo Vertice intergovernativo Italia-Albania, guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Primo Ministro Edi Rama, il quale ha prodotto una serie di intese bilaterali in ambito economico, infrastrutturale e di sicurezza. L’Italia si conferma primo partner commerciale di Tirana, con 3.000 imprese italiane operative nel Paese. Per rendere la cooperazione più sistematica, è stato annunciato un business forum da tenersi entro il primo semestre del 2026, con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Simest. Centrale nei colloqui è stato il progetto del Corridoio 8, un’infrastruttura strategica che collegherà la Puglia al Mar Nero attraverso i Balcani, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’Adriatico e del Sud Italia come hub logistico nel Mediterraneo. La Convenzione Finanziaria per il miglioramento della rete di distribuzione di energia elettrica in Albania è stata uno dei 16 accordi siglati durante il vertice. Questo specifico accordo rientra nella più ampia cooperazione bilaterale su energia, connettività e infrastrutture discussa al vertice
Sul piano della sicurezza, sono stati sottoscritti accordi specifici per la lotta al narcotraffico e la cybersicurezza. È stata inoltre ribadita la centralità del protocollo sulla gestione dei flussi migratori, definito un meccanismo innovativo. Il Premier ha anche garantito che i centri “funzioneranno esattamente come avrebbero dovuto dall’inizio, e dei ritardi ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. Il Presidente del Consiglio ha riaffermato il proprio pieno sostegno al percorso di adesione dell’Albania all’UE, con l’auspicio di avviare i negoziati politici durante la presidenza italiana del Consiglio dell’Unione nel 2028. L’incontro ha sancito la volontà di rendere la cooperazione più strutturata su difesa, economia e finanza.
Le parole di Sergio Mattarella all’ANCI
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto durante l’Assemblea annuale dell’ANCI tenutasi a Bologna ribadendo che “i Comuni costituiscono la prima linea della nostra democrazia” e che i cittadini vi si riconoscono profondamente. Ha evidenziato l’importanza cruciale di politiche abitative “basilari per incoraggiare le nuove famiglie, per favorire i giovani studenti, per includere i lavoratori che giungono, in caso diverso marginalizzati e sospinti nel degrado”. Il Capo dello Stato ha sottolineato come l’Italia oggi affronti “forme inedite di disagio e nuove povertà, e anche domande più esigenti, che non possiamo trascurare o mettere tra parentesi”.
Mattarella ha riconosciuto il compito impegnativo dei sindaci, pressati dai problemi quotidiani dei cittadini, ma ha sottolineato che essi hanno “l’opportunità di poter rendere concrete le risposte e quindi le soluzioni”, purché siano posti nelle condizioni di farlo. Il Presidente ha inoltre auspicato che “il confronto con il governo, assicurato dalla presidente del Consiglio, sulle risorse a disposizione dei Comuni prosegua con spirito costruttivo e di corresponsabilità”. Con questo intervento, Mattarella ha riaffermato la centralità degli enti locali nel sistema democratico e ha sollecitato un sostegno concreto per affrontare le sfide sociali attuali, sottolineando infine l’importanza dell’unità nazionale e del bene comune.
Scontro politico sul Garante per la Privacy
La polemica esplosa dopo l’inchiesta di Report continua ad alimentare frizioni istituzionali e politiche. Il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, intervistato dal Tg1, ha escluso qualsiasi ipotesi di passo indietro: “Il collegio non presenterà le proprie dimissioni. Le accuse sono totalmente infondate”, ha dichiarato, definendo “una mistificazione” la narrazione di un’autorità condizionata dalla maggioranza. La vicenda ruota principalmente alle contestazioni mosse dal programma di Rai3 circa presunte contiguità politiche e potenziali conflitti d’interesse all’interno dell’Authority. Accuse respinte anche dal componente del Collegio Guido Scorza, che ha richiamato la necessità di “trasparenza e apertura” per ristabilire un clima di fiducia.
Sul piano politico, l’opposizione ha alzato i toni: PD, M5S e AVS hanno chiesto l’azzeramento immediato del Collegio. I 5 Stelle, in particolare, hanno definito l’intervista al Tg1 “un comizio senza vere domande”, annunciando un’interrogazione in Commissione di vigilanza Rai. La maggioranza, invece, si smarca da ogni addebito. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato che l’attuale configurazione del Garante “è stata eletta durante il governo giallorosso, con un presidente in quota Pd”, giudicando “ridicolo” sostenere una pressione da parte dell’esecutivo. Quanto all’ipotesi di riformare il sistema di nomina, Meloni si dice disponibile: “Se c’è una discussione da aprire sulla legge, facciamolo. Ma quella norma non l’ho scritta io”. Nel clima di tensione istituzionale, il dibattito si concentra ora sul ruolo e sulle garanzie di indipendenza delle autorità di regolazione, nodo cruciale per la tenuta del sistema di pesi e contrappesi. Stanzione, da parte sua, ribadisce che l’Autorità continuerà ad agire “in piena autonomia di giudizio, anche quando le decisioni risultano sgradite o scomode”.
Inizia l’esame della Legge di Bilancio 2026
Dopo le audizioni preliminari in Commissione Bilancio del Senato, la Legge di Bilancio entra nel vivo dell’esame per l’avvio del confronto politico. I relatori – Borghese (NM), Borghi (Lega), Damiani (FI) e Liris (FdI) – hanno illustrato una manovra definita dal Governo “rigorosa, incentrata sul sostegno a famiglie, imprese e ceto medio”. Le opposizioni, però, contestano l’assenza di misure espansive, i fondi insufficienti per sanità e servizi essenziali e il quadro previdenziale ritenuto peggiorato; la maggioranza, dal canto suo, rivendica stabilità dei conti, il taglio del cuneo e interventi per rendere il sistema più attrattivo per investimenti e imprese.
Nel frattempo, il fascicolo emendamenti sta assumendo dimensioni imponenti: oltre 5.500 proposte complessive, di cui circa 1.600 dalla maggioranza e 3.800 dalle opposizioni. Entro il 18 novembre saranno selezionati i 414 segnalati, necessariamente a saldi invariati. Sul tavolo figurano misure come la tassazione agevolata dell’oro da investimento, il prelievo sui plichi extra-UE sotto i 150 euro, la revisione della cedolare secca, oltre a interventi su dividendi, Irap, rottamazione Transizione 5.0. Le opposizioni rilanciano invece su no tax area a 15.000 euro, Opzione donna, rafforzamento del Fondo sanitario e salario minimo. Con l’avvio della fase emendativa e un quadro politico sempre più teso, la manovra entra ora nel suo momento sensibile, in cui ogni scelta rischia di diventare uno snodo politico decisivo per l’equilibrio dell’intera coalizione e per l’impatto reale della legge di bilancio sul Paese.
Venerdì 14 novembre, ore 17.45