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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
17-21
novembre

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 40/2025

17 – 21 novembre 2025

Tensioni tra il Quirinale e Fratelli d’Italia

La premier Giorgia Meloni ha incontrato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiarire le tensioni nate dopo il commento di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, riguardo a un’indiscrezione sul consigliere di Mattarella, Francesco Saverio Garofani. Secondo un articolo de La Verità, Garofani avrebbe parlato di un presunto “piano anti-Meloni” ordito dal Quirinale. Bignami aveva chiesto una smentita ufficiale, suscitando una netta replica da parte del Colle, che aveva espresso “stupore” per tale richiesta, “che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”. Dopo la visita della Premier al Quirinale, fonti di Palazzo Chigi hanno chiarito che Meloni non ha interpretato la richiesta di smentita di Bignami come un attacco al Colle, bensì come un tentativo della maggioranza di “circoscrivere al suo ambito reale la vicenda, anche a tutela del Quirinale”.

L’incontro è servito alla Premier per sottolineare come non esista “alcuno scontro” con il presidente Mattarella; la Meloni non ha tuttavia mancato di esprimere al Capo dello Stato il suo “rammarico” per le “le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal consigliere Francesco Saverio Garofani”. L’intenzione, ad ogni modo, è quella di mettere un punto alla vicenda: anche il Ministro degli Esteri e Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha dichiarato la questione chiusa, ribadendo il rispetto della maggioranza per il Presidente Mattarella e sottolineando che il problema erano le dichiarazioni del consigliere Garofani.

Com’è andato il vertice di maggioranza sulla manovra

Il confronto sulla Legge di Bilancio entra in una fase cruciale: giovedì 20 novembre, a Palazzo Chigi la premier Meloni ha riunito vertici di governo e maggioranza per fare ordine tra gli oltre 5.700 emendamenti presentati, molti dei quali arrivati dagli stessi partiti che sostengono l’esecutivo. La riunione ha messo a fuoco i principali fronti aperti: affitti brevi, estensione dell’iperammortamento, regime fiscale dei dividendi, prima casa e norme per favorire l’emersione dell’oro da investimento. Resta però il nodo politico del capitolo edilizia: Fratelli d’Italia spinge su una nuova sanatoria, mentre la Lega si smarca ribadendo il no al condono tradizionale. Nel dossier rientrano anche il Piano casa leghista da 877 milioni, il taglio del canone Rai e le proposte di FI, su bonus casa e riduzione delle sanzioni contributive.

Tra le ipotesi, anche un aumento di 0,5 punti dell’Irap, mentre FdI punta ad ampliare la detassazione dei contratti fino al 2024 e ai redditi fino a 35mila euro. Le tensioni, però, non mancano: Forza Italia ha segnalato più emendamenti del previsto, la Lega difende le sue priorità, e sul fronte condoni il dibattito politico è acceso. In attesa della riunione “conclusiva” prevista per la prossima settimana, la maggioranza esce dal vertice con un equilibrio ancora provvisorio, tra dossier irrisolti e partiti che si muovono su linee non sempre convergenti.

Cosa contiene il piano USA per la pace in Ucraina

Il nuovo piano americano per la pace in Ucraina, una bozza in 28 punti che circola tra Washington, Kiev e Mosca, punta a chiudere il conflitto con un’intesa ampia che tocca confini, sicurezza e ricostruzione. Kiev non ha dato né un sì né un no, ma continua a discuterne con gli USA. L’idea centrale è un patto di non aggressione che coinvolga Russia, Ucraina e Paesi europei, accompagnato da garanzie di sicurezza per Kiev sul modello di quelle NATO, pur con il divieto di aderirvi formalmente. La parte più contestata riguarda il territorio: il piano prevede che l’Ucraina riconosca come “de facto russi” Donetsk, Luhansk e la Crimea. L’esercito ucraino verrebbe ridotto a un massimo di 600 mila uomini e sul suolo ucraino non potrebbero esserci truppe NATO.

Sul fronte economico, una parte dei fondi russi congelati finanzierà la ricostruzione. Prevista anche un’amnistia generalizzata e nuove elezioni ucraine entro 100 giorni dall’accordo. A vigilare sull’attuazione del piano ci sarebbe un “Consiglio di pace” guidato dagli Stati Uniti. A Kiev cresce il dibattito: c’è chi parla di un’opportunità per fermare la guerra e chi vede nel piano concessioni troppo pesanti alla Russia.

Campania, Puglia e Veneto: via al voto

Le elezioni per il rinnovo dei Consigli Regionali in Campania, Puglia e Veneto si terranno domenica 23 e lunedì 24 novembre, con chiusura dei seggi fissata alle ore 15:00 di lunedì. La competizione si è distinta per un forte intreccio tra questioni territoriali, come la sanità e le vertenze industriali, e dinamiche di politica nazionale. In Campania, la campagna elettorale si è focalizzata sul tentativo del centrosinistra di consolidare una coalizione a sostegno del candidato presidente Roberto Fico (M5S), il quale ha dichiarato che una vittoria “non batterà solo Cirielli ma batterà direttamente la Meloni”. Il comizio di chiusura ha riunito i leader nazionali Giuseppe Conte (M5S) ed Elly Schlein (PD), insieme al governatore uscente Vincenzo De Luca, dimostrando la compattezza del campo largo. Il tema centrale della campagna elettorale del centrodestra è stato il condono edilizio: il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli (FdI) ha proposto la riapertura dei termini della sanatoria del 2003, mentre Matteo Salvini (Lega) ha suggerito un meccanismo di condono automatico per le pratiche pendenti. Altro tema di rilievo è stata la sanità: Fico ha indicato come priorità la sanità di prossimità, mentre Cirielli ha promesso un piano straordinario per il dimezzamento delle liste d’attesa.

In Puglia, le fasi finali della competizione sono state segnate da un clima di alta tensione politica e dall’impatto di vicende giudiziarie. Si sono registrati intensi scambi di accuse tra il candidato del centrosinistra Antonio Decaro (PD) e Maurizio Gasparri (FI) in merito a presunte contiguità con ambienti criminali; Decaro ha replicato suggerendo che “Forza Italia dovrebbe guardare le sue liste”. A ridosso del voto è stata inoltre resa nota l’apertura di un’inchiesta per presunti brogli elettorali a Taranto, relativa alle elezioni politiche del 2022 e che coinvolge esponenti di Forza Italia. Di forte impatto sulla campagna è stata la vertenza dei lavoratori dell’Ex Ilva, che hanno organizzato proteste e blocchi stradali. In risposta, il Ministro Adolfo Urso ha convocato un incontro presso il MiMIT per il 28 novembre. I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto formalmente che il tavolo si tenga a Palazzo Chigi. Nel frattempo, il Consiglio dei ministri ha approvato un Decreto-legge per autorizzare l’uso di 108 milioni di euro residui al fine di garantire la continuità produttiva dello stabilimento.

La campagna elettorale in Veneto si è conclusa con una forte preoccupazione per la possibile bassa affluenza e con un dibattito incentrato su sanità, sicurezza e crisi del sistema industriale. Il candidato del centrodestra, Alberto Stefani, ha consolidato il proprio schieramento ricevendo il sostegno anche da liste di orientamento indipendentista. Tra le proposte programmatiche emerse nel dibattito pubblico, quella del candidato civico Fabio Bui (Popolari per il Veneto) si è distinta per la richiesta di autonomia fiscale, sintetizzata nello slogan “Resti qui il 50% delle tasse”, al fine di finanziare sanità e infrastrutture locali. Sul fronte del centrosinistra, il candidato Giovanni Manildo, ha ricevuto il sostegno di figure di primo piano: l’esponente del PD, Pier Luigi Bersani, lo ha definito la “persona giusta” per un cambio di rotta, mentre il sindaco di Padova, Sergio Giordani, lo ha esortato a “combattere fino alla fine”. Il programma di Manildo si concentra sulla necessità di una “ricetta nuova e diversa” per affrontare le criticità regionali, promuovendo un “patto tra impresa, innovazione, lavoro, ambiente, qualità del vivere”.

Le principali novità dal Consiglio Dei ministri

Ex-Ilva, rinnovabili e Made in Italy: le decisioni del Consiglio dei ministri

Industria, energia e tutela delle eccellenze italiane al centro dell’ultimo Consiglio dei ministri. Il Governo ha approvato un decreto-legge volto a garantire la continuità operativa degli stabilimenti ex-ILVA, autorizzando Acciaierie d’Italia S.p.A. a utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento ponte fino a febbraio 2026, in attesa della conclusione della gara per l’individuazione dell’aggiudicatario. Secondo fonti ministeriali, il provvedimento mira a preservare l’occupazione e a garantire la stabilità produttiva degli impianti. Sul fronte della transizione energetica, il CDM ha approvato un decreto-legge dedicato a investimenti e produzione di energia da fonti rinnovabili. Il testo rafforza i crediti d’imposta del Piano Transizione 5.0 per le imprese che puntano all’efficienza energetica e aggiorna le modalità di individuazione delle aree idonee all’installazione degli impianti green, favorendo un approccio più coordinato tra territori e sviluppo infrastrutturale.

In ambito sanitario, è stato esaminato in via preliminare il disegno di legge per l’istituzione del Registro Unico Nazionale dei Dispositivi Medici Impiantabili, strumento pensato per migliorare la sicurezza dei pazienti. Il Governo ha inoltre recepito il regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche, estendendo la tutela a prodotti artigianali e industriali come vetro, ceramiche, gioielli e tessuti, con l’obiettivo di creare un sistema di protezione più coerente a livello europeo. Tra le altre decisioni, il CDM ha approvato in via definitiva il decreto legislativo sul terzo settore, crisi d’impresa, sport e IVA, introducendo la proroga al 2036 degli obblighi contabili per gli enti associativi, e ha aggiornato cinque decreti legislativi su incentivi, fiscalità internazionale, tutela degli animali, produzione di energia da fonti rinnovabili e recepimento di direttive europee. Non sono mancate le deliberazioni territoriali e strategiche: lo scioglimento dei consigli comunali di Paternò e Altomonte, la dichiarazione di preminente interesse strategico del progetto “Piombino Metinvest Adria” e la candidatura di Roma come sede della nuova Autorità doganale europea. La seduta si è chiusa con le nomine diplomatiche e amministrative e con l’approvazione dei fabbisogni standard 2025 per province e città metropolitane.

Venerdì 21 novembre, ore 17.15