Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
11 – 15 novembre
Mattarella risponde ad Elon Musk
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha risposto alle recenti dichiarazioni di Elon Musk sui giudici italiani, accusati dal patron di X di aver bloccato la convalida del trattenimento di sette migranti nel Centro di Permanenza per i Rimpatri albanese di Gjader. “L’Italia è un grande Paese democratico […] e sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione”, ha dichiarato Mattarella, sottolineando poi l’importanza del rispetto della sovranità nazionale: “Chiunque, particolarmente se in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettarne la sovranità e non può impartirle prescrizioni”.
Non è mancato il sostegno da Fratelli d’Italia e Forza Italia alle parole del Presidente: Giovanbattista Fazzolari ha apprezzato l’intervento di Mattarella, sottolineando poi come FdI sia “da sempre molto attenta alla questione, respingendo qualsiasi tentativo di ingerenza straniera”. Paolo Barelli (FI) ha definito “sagge” le parole di Mattarella; ma a far rumore è stato il silenzio della Lega, che non ha voluto aggiungere nulla dopo il “Musk is right” twittato da Matteo Salvini. Andrea Stroppa, referente di Musk in Italia, ha sottolineato come le parole dell’imprenditore statunitense fossero solo il “frutto di un pensiero onesto” e che Musk ha il massimo rispetto per il presidente Mattarella e la Costituzione italiana.
Il caso Fitto infiamma il dibattito politico
Il voto sulla nuova Commissione europea, previsto per il 27 novembre, è stato rinviato a causa di uno scontro sempre più acceso tra i gruppi politici principali, PPE e S&D. La disputa riguarda la nomina di Raffaele Fitto alla vicepresidenza esecutiva della Commissione, con il gruppo socialista che si oppone, lamentando come la sua nomina minacci di spostare l’asse della maggioranza Ursula troppo a destra. I socialisti hanno approvato un pacchetto di cinque vicepresidenti, escludendo Fitto. In Italia, la questione ha avviato un acceso confronto tra Fratelli d’Italia e il Partito Democratico. Il Presidente Meloni ha accusato i dem di non difendere l’interesse nazionale, sottolineando che nel 2019, quando era in gioco la nomina di Paolo Gentiloni, FdI aveva sostenuto il commissario italiano, pur essendo contrario al suo partito.
Guido Crosetto ha ricordato come FdI avesse messo l’interesse dell’Italia al primo posto, senza esitazioni, mentre oggi il Pd si oppone alla nomina di Fitto. Dall’altra parte, il Pd ha smentito le accuse, ricordando come Meloni stessa, nel 2019, avesse organizzato proteste contro la nomina di Gentiloni. “Ora basta con le favolette“, ha replicato Dario Nardella, evidenziando l’incoerenza della posizione di FdI. La situazione è ancora in stallo, con la presidente Ursula von der Leyen chiamata a mediare per risolvere la questione prima del voto cruciale.
Elezioni regionali: cosa può succedere in Umbria ed Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna Michele De Pascale, Sindaco di Ravenna, è molto probabilmente destinato – secondo gli esperti – a ricoprire la carica di Presidente di Regione. I sondaggi danno De Pascale a più del 55%, contro il 42.5% di Elena Ugolini, candidata del Centrodestra. L’Emilia-Romagna, del resto, è storicamente considerata una roccaforte dalla sinistra e dal Centrosinistra, da cui è sempre stata amministrata. Giorgia Meloni, ad ogni modo, spera nel gran colpo: “chissà che l’Umbria non sia la 12esima vittoria su 13 da quando il Governo ha iniziato il suo lavoro”. La parola finale, comunque, spetta alle urne, dove i cittadini si recheranno per votare il 17 e il 18 novembre.
Urne calde il 17 e il 18 novembre anche in Umbria, dove la sfida tra la Presidente uscente, Donatella Tesei, candidata del Centrodestra, e Stefania Proietti, che corre per il Centrosinistra, è all’ultimo voto: secondo i sondaggi di fine ottobre, Tesei sarebbe in leggero vantaggio su Proietti (48.7% contro 47.5%). Sondaggi precedenti, tuttavia, davano al contrario Proietti come favorita. Insomma, sarà un testa a testa fino alla fine. A Perugia, Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi si sono presentati assieme sul palco a sostegno della loro candidata, mentre Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono incontrati a Terni. Resta da vedere quale sarà l’esito di questa tornata elettorale.
Autonomia differenziata: la Consulta apre nuovi scenari
La Corte costituzionale ha respinto la questione di legittimità sull’intera legge sull’autonomia differenziata, ma ha dichiarato incostituzionali alcune disposizioni chiave. Tra queste, la possibilità per le Regioni di sottrarsi agli obiettivi di finanza pubblica, l’assenza di criteri per definire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e la facoltà di modificare le aliquote dei tributi erariali con semplici decreti, rischiando di premiare inefficienze regionali. La Corte ha ribadito che l’autonomia deve rispettare i principi di unità e solidarietà, garantendo diritti costituzionali e maggiore efficienza. Il ministro Roberto Calderoli ha accolto positivamente il giudizio complessivo, affermando: “La legge è conforme alla Costituzione. Attendiamo le motivazioni per eventuali correttivi”.
L’opposizione, invece, critica le distorsioni evidenziate dalla Consulta: “La legge minaccia l’uguaglianza tra regioni e il ruolo del Parlamento”, ha dichiarato un esponente, chiedendo maggiore equilibrio. Sul fronte del referendum, si attende la sentenza definitiva. Tuttavia, eventuali modifiche parlamentari potrebbero far decadere i quesiti. Intanto, le opposizioni esultano. “Salvini mi aveva detto che me ne avrebbe regalata una. Può tenerla, magari la legge con Giorgia Meloni”, ha ironizzato la segretaria del PD Elly Schlein.
Venerdì 15 novembre, ore 17.30