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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
8-12
dicembre

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 43/2025

8 – 12 dicembre 2025

Atreju 2025: come sta andando la kermesse di Fratelli d’Italia

Atreju 2025 entra nel vivo tra dibattiti politici, polemiche e momenti simbolici che stanno segnando l’edizione più lunga e partecipata della manifestazione di Fratelli d’Italia ai Giardini di Castel Sant’Angelo. Tra gli episodi più virali, la contestazione di un gruppo di studenti al Ministro dell’Università,Anna Maria Bernini, che ha poi scelto di scendere dal palco per confrontarsi direttamente con loro per il semestre filtro di medicina.

Atreju è stata anche il palcoscenico di un ritorno politico di forte impatto simbolico, con Gianfranco Fini accolto da una lunga ovazione e protagonista di un dialogo con Francesco Rutelli. “È un ritorno a casa”, ha detto Fini, ammettendo come errore lo scioglimento di Alleanza Nazionale e riconoscendo a Fratelli d’Italia il merito di aver ricostruito un senso di comunità.

La manifestazione si è confermata un grande evento pubblico, con dibattiti e ospiti internazionali che si sono confrontati su agricoltura, made in Italy, cultura e molte altre tematiche. La chiusura è attesa per domenica 14 dicembre con l’intervento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per terminare una manifestazione che sta segnando il cuore politico dell’inverno di Fratelli d’Italia.

La Lega cerca la stretta sulla cittadinanza

Sulla cittadinanza, la Lega sceglie la linea della stretta. Una nuova proposta di legge depositata alla Camera punta a irrigidire criteri e tempi per l’ottenimento dello status di cittadino italiano, intervenendo sia sui requisiti sostanziali sia sulle procedure amministrative. Nel testo si prevede che lo straniero nato in Italia possa diventare italiano al compimento dei 18 anni solo dopo aver superato un esame di integrazione e in assenza di condanne o procedimenti penali per delitti non colposi.

La proposta introduce inoltre nuove cause di revoca della cittadinanza, che scattano in caso di condanne definitive superiori ai cinque anni o oltre i tre per “reati di genere”, includendo anche quelli definiti “culturalmente motivati”. Nella presentazione del testo i firmatari, guidati dal capogruppo Riccardo Molinari, sottolineano che gli italiani considerano lo status di cittadino come un riconoscimento importante, da attribuire solo a chi dimostri una reale integrazione.

Il disegno di legge raddoppia i tempi di residenza per minori, stranieri nati in Italia, cittadini Ue e apolidi, mentre accorcia i termini delle procedure amministrative e rende più rapida la possibilità di revoca. Una stretta significativa è prevista anche sui ricongiungimenti familiari, con requisiti economici più severi e nuovi obblighi assicurativi.

Gli sviluppi della settimana in Parlamento

La settimana parlamentare è stata molto tesa, con molte discussioni importanti e una legge di bilancio che ha rallentato i lavori del Senato. Alla Camera dei deputati è arrivata la conclusione dell’esame del DDL Concorrenza, approvato senza modifiche dopo settimane di polemiche e con le opposizioni che hanno accusato il Governo di aver blindato il testo, lasciando irrisolte le criticità su energia, digitale e servizi pubblici.

Sempre a Montecitorio è arrivato il via libera al DL Anticipi, occasione per il Movimento 5 Stelle di tornare all’attacco sul divario digitale e territoriale, denunciando servizi ancora inadeguati per cittadini e comuni e un Paese che continua a viaggiare a due velocità. Nel corso della settimana l’Aula ha inoltre discusso le mozioni sulla prevenzione sanitaria, con uno scontro politico su risorse, priorità e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Al Senato, i lavori hanno proceduto a ritmo ridotto. In Commissione Bilancio è proseguito l’esame della manovra 2026-2028, ma senza entrare nel vivo delle votazioni, rinviate alla prossima settimana, quando è attesa un’accelerazione sugli emendamenti. A Palazzo Madama è stato approvato in prima lettura anche il decreto su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, mentre la legge di delegazione europea è stata trasmessa e assegnata alla Commissione Politiche UE.

Ritirato l’emendamento FdI sul tetto al contante

Stop parlamentare alla proposta firmata da Fratelli d’Italia per innalzare il limite all’uso del contante. Giovedì 11 dicembre, in Commissione 5a Bilancio del Senato è stato ritirato l’emendamento 36.0.33, a prima firma Gelmetti (FdI), che puntava a portare da 5.000 a 10.000 euro la soglia massima per i pagamenti in contanti. Una proposta che aveva immediatamente acceso il dibattito politico e istituzionale, riaprendo il confronto tra chi spinge per una maggiore libertà nell’utilizzo del cash e chi teme un indebolimento degli strumenti di contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio.

Proprio le forti critiche e le perplessità emerse durante l’esame parlamentare hanno accompagnato la decisione di fare un passo indietro, anche se il contenuto della norma resta agli atti: l’emendamento, infatti, non si limitava a elevare il tetto al contante, ma introduceva una imposta speciale di bollo da 500 euro su ogni pagamento in denaro contante compreso tra 5.001 e 10.000 euro, a partire dal 1° gennaio 2026. La tassa sarebbe stata a carico dell’acquirente, con l’obbligo di fatturazione e l’apposizione di un contrassegno sulla stampa cartacea, da consegnare anche al fornitore per consentire eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Dal 2023 il limite ai pagamenti in contanti è fissato a 5.000 euro, soglia già innalzata dal governo Meloni rispetto ai precedenti tetti più restrittivi. Il ritiro dell’emendamento segna dunque una battuta d’arresto per l’ipotesi di un ulteriore allentamento, lasciando aperto il confronto politico su tracciabilità, fiscalità e uso del contante.

Le principali novità dal Consiglio dei ministri

Semaforo verde al DL Milleproroghe

Il Consiglio dei ministri dell’11 dicembre ha varato un pacchetto articolato di provvedimenti, con al centro proroghe normative, cooperazione internazionale e recepimento di norme europee. Tra le misure più rilevanti, l’approvazione del DL Milleproroghe, che estende fino al 2026 il sostegno alle piccole e medie imprese attraverso il Fondo di garanzia e rinvia gli obblighi assicurativi per le microimprese contro i rischi catastrofali. Sul fronte sanitario, viene prorogato lo scudo penale per i professionisti della sanità e allungata la validità delle graduatorie per il reclutamento dei vigili del fuoco.

Il CdM ha inoltre autorizzato la firma della nuova Intesa con l’Unione Buddhista Italiana, aggiornando l’accordo del 2012, e ha approvato in via preliminare due decreti legislativi sulla revisione dello strumento militare e della sanità militare. Via libera anche al disegno di legge per la ratifica dell’Accordo di cooperazione strategica tra Italia e Albania, che rafforza la collaborazione in settori chiave come energia, migrazioni, difesa, sanità e innovazione.

Sul versante europeo, il Governo ha avviato il recepimento della direttiva sui Fondi di investimento alternativi, rafforzando i poteri di vigilanza e armonizzando le regole a livello Ue, mentre in esame definitivo sono stati approvati tre decreti legislativi in materia di giustizia europea.

Venerdì 12 dicembre, ore 17.00