Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
23 – 27 dicembre
Via libera alla sesta rata del PNRR
La Commissione Europea ha erogato all’Italia l’importo della sesta rata del PNRR, pari a 8,7 miliardi di euro, suddivisi in 6,9 miliardi di prestiti e 1,8 miliardi di sovvenzioni. Con questa tranche, il totale delle risorse ricevute dall’Italia raggiunge i 122,2 miliardi di euro, equivalenti al 63% dei 194,4 miliardi previsti dal Recovery Plan, rendendo l’Italia il Paese che ha ricevuto il maggior finanziamento tra gli Stati membri dell’UE. La richiesta di pagamento, avanzata il 28 giugno, riguardava il raggiungimento di 39 obiettivi, tra cui riforme nella pubblica amministrazione, politiche sociali, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Dopo una valutazione preliminare positiva da parte della Commissione e il parere favorevole del Comitato economico e finanziario, la decisione finale sull’erogazione è stata confermata.
Commentando il risultato, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato: “L’Italia si conferma lo Stato membro Ue che ha ricevuto l’importo maggiore di finanziamento, pari a 122 miliardi di euro. Un risultato positivo che permetterà al nostro Paese di investire in molti settori strategici.” Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha espresso a propria volta soddisfazione per “il conseguimento del target relativo alla giustizia amministrativa che, a fronte di una riduzione dell’arretrato pari al 35% per il Consiglio di Stato e al 25% per i TAR, ha visto pressoché azzerato il totale dei procedimenti da smaltire”.
Legge di Bilancio 2025 ad un passo dall’approvazione: le principali novità
La Legge di Bilancio 2025, dopo il via libera alla Camera, è ora al vaglio del Senato. Tra le principali novità della manovra, spiccano il taglio del cuneo fiscale e la conferma dell’Irpef a tre aliquote: 23% fino a 28mila euro, 35% tra 28mila e 50mila euro, e 43% per i redditi superiori. Modificate anche le detrazioni per i redditi alti, con un tetto massimo variabile in base al numero di figli. Per le pensioni, restano Quota 103, Opzione Donna e Ape sociale, mentre viene introdotto il bonus Maroni per chi rinuncia al pensionamento anticipato. Le pensioni minime, invece, aumenteranno di pochi euro.
In ambito fiscale, l’Ires scende al 20% per le imprese che reinvestono gli utili e assumono, mentre tornano i bonus per ristrutturazioni e per l’acquisto di elettrodomestici, seppur con aliquote ridotte. Rifinanziati anche i fondi per mutui prima casa e morosità incolpevole. Sul fronte tasse, il canone Rai torna a 90 euro, mentre la web tax sarà applicata solo ai colossi digitali con ricavi superiori a 750 milioni. Nessun aumento per le criptovalute, che resteranno tassate al 26% fino al 2026. Il voto finale dovrebbe arrivare il 28 dicembre, con tre giorni di anticipo rispetto al 31 dicembre, termine ultimo per procedere alla conversione ed evitare l’esercizio provvisorio.
Salvini assolto nel processo Open Arms: le reazioni
Le reazioni politiche all’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms sono state immediate e contrastanti. La premier Giorgia Meloni ha espresso grande soddisfazione, definendo la sentenza una vittoria che dimostra l’infondatezza delle accuse contro il vicepremier. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha parlato di “giustizia fatta”, mentre il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sottolineato che il processo non avrebbe nemmeno dovuto iniziare. Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso soddisfazione, affermando che la giustizia ha messo fine a una vicenda strumentalizzata politicamente.
Sul piano internazionale, il premier ungherese Viktor Orbán ha elogiato la sentenza, definendola una “vittoria per i patrioti d’Europa”. Elon Musk, patron di Tesla, ha sostenuto Salvini su X, auspicando un suo ritorno al Viminale. Tra i ministri, Matteo Piantedosi ha evidenziato che la sentenza riafferma il principio che la politica di governo non può essere messa sotto processo. D’altro canto, le opposizioni non hanno nascosto le loro critiche. Elly Schlein (Pd) ha sottolineato che, pur rispettando la sentenza, continueranno la loro opposizione politica. Giuseppe Conte (M5S) ha ribadito il rispetto per i giudici, ma ha messo in evidenza la condanna politica di Salvini per la gestione migratoria. Matteo Renzi (IV) ha definito l’assoluzione una “buona notizia”, ma ha confermato la condanna politica per le scelte migratorie del governo.
Migranti, l’Italia riparte con i trasferimenti in Albania: critiche e tensioni politiche
Il governo italiano ha confermato che, a partire da gennaio 2025, riprenderanno i trasferimenti di migranti verso l’Albania, in linea con il protocollo siglato l’anno scorso con Tirana. La decisione è stata annunciata senza attendere il parere della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, suscitando critiche sia da parte di esperti giuridici sia dell’opposizione politica. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha commentato: “I centri sono pronti e saranno fondamentali per accelerare il riconoscimento della protezione a chi ne ha diritto e per il rimpatrio di chi non lo ha”.
L’opposizione, però, ha manifestato forti perplessità. La recente sentenza della Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito che l’elenco dei paesi sicuri è un atto amministrativo e, come tale, soggetto a verifica da parte della magistratura, smentendo l’interpretazione del governo. Secondo l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), la Corte ha ribadito che il controllo dei giudici può includere anche una valutazione generale delle condizioni di sicurezza del paese di destinazione. Nonostante le critiche e i rischi di ulteriori scontri con la magistratura e a livello europeo, il governo sembra deciso a portare avanti il piano.
Venerdì 27 dicembre, ore 14.00