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I fatti salienti della settimana
5 – 9 Febbraio
Caso trattori, il Governo valuta il ripristino dell’esenzione dell’Irpef Agricola
Il dibattito sull’agricoltura europea si infiamma mentre Ursula von der Leyen, davanti all’Eurocamera a Strasburgo, ha annunciato un dietrofront sui pesticidi in risposta alle manifestazioni dei trattori. Il contestato regolamento viene dunque ritirato, lasciando spazio a nuove raccomandazioni sui tagli delle emissioni che escludono il settore agricolo. L’Italia ha rivendicato un ruolo di rilievo nella decisione, mentre la Commissione promette incentivi e sussidi pubblici per gli agricoltori.
Le proteste agricole continuano, ma il fronte appare frammentato. Mentre alcuni hanno accettato l’invito di Amadeus a portare le loro ragioni al Festival di Sanremo, altri hanno organizzato cortei notturni e manifestazioni a Roma. Il Governo si prepara a reintrodurre l’esenzione Irpef per il comparto agricolo, suscitando controversie all’interno della coalizione e tra maggioranza e opposizione. Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato al Senato il ritorno delle esenzioni Irpef per il settore agricolo, seppur limitato a chi è in difficoltà e alle PMI. La decisione ha scatenato diverse polemiche, con la Lega critica nei confronti del Governo per aver cancellato l’esenzione nel 2024, mentre Fratelli d’Italia respinge le accuse, sollevando interrogativi sulla coerenza della maggioranza.
Sciolto il Gran Giurì sul caso Meloni-Conte
Dopo il caos degli ultimi giorni, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha sciolto il Giurì d’onore relativo alla contesa Meloni-Conte. Dopo le dimissioni dei componenti dell’opposizione, Stefano Vaccari (PD) e Filiberto Zaratti (AVS), lo stesso Giuseppe Conte aveva chiesto lo scioglimento della Commissione “essendo stata compromessa l’imparzialità”. Il Giurì aveva lavorato in armonia fino a martedì quando, secondo i Commissari dimessisi, le conclusioni stavano prendendo una piega troppo “filo-meloniana”. Fontana ha poi dato seguito all’istanza presentata dal leader dei 5 Stelle, scatenando la reazione di Giorgio Mulè, Presidente del Giurì, che in conferenza stampa ha dichiarato: “non è vero che si sia anche solo tentato di far prevalere una inesistente maggioranza. È falso che la commissione abbia visto divisioni o spaccature”.
Nel replicare, Conte non ha utilizzato mezzi termini: “la verità è che si voleva forse far vincere facile Meloni ma a perdere sarebbero state le istituzioni”. I suoi sostenitori hanno ricordato come la decisione finale di sciogliere il Giurì sia stata di Fontana, mentre Mulè è stato laconico: “sciolto il Giurì, si è liquefatto l’onore”.
Giorgia Meloni a Tokyo per rilanciare la collaborazione Italia-Giappone
In una conferenza stampa congiunta con il primo ministro giapponese Fumio Kishida a seguito dei colloqui bilaterali a Tokyo, la Presidente Giorgia Meloni ha enfatizzato il rilancio della collaborazione politica e strategica tra Italia e Giappone. “Con il Giappone c’è stato un rilancio della collaborazione in termini politici e strategici“, ha dichiarato la Meloni. “Il nuovo meccanismo di consultazione su sicurezza e difesa partirà da marzo, accompagnato da significative esercitazioni militari congiunte. L’Italia intende avere una presenza sempre più significativa nella regione Indo-Pacifico, con l’arrivo della portaerei Cavour, della nave scuola Vespucci e dei nostri F35“.
Nell’esprimere gratitudine per il caloroso benvenuto, la Meloni ha ribadito la solidarietà dell’Italia al popolo giapponese dopo la recente tragedia del terremoto. “Il Giappone è una Nazione amica con cui l’Italia sta lavorando in grande armonia su tutti i fronti“, ha affermato. “È passato poco più di un anno da quando abbiamo avviato il partenariato strategico, che si è tradotto in risultati tangibili: la collaborazione tra le nostre nazioni è cresciuta significativamente“. Sui rapporti tra i due Paesi, la Premier ha sottolineato come vi sia stata un’intensificazione dei rapporti tra Italia e Giappone, che si traduce in un aumento del 10% degli scambi commerciali bilaterali, raggiungendo oltre i 15 miliardi di euro. Il primo ministro Fumio Kishida ha dichiarato: “accolgo con favore che l’Italia stia aumentando la sua presenza nell’Indo-Pacifico, e sono lieto che numerose navi italiane, inclusa una portaerei, faranno scalo in Giappone per partecipare agli esercizi”.
Le tensioni sul premierato
Quello sul premierato si avvia ad essere il provvedimento più complesso della legislatura. In Commissione Affari costituzionali del Senato lo scontro è cominciato mercoledì sera, con il presidente Balboni (FdI) intenzionato ad avviare l’illustrazione delle proposte emendative e il PD che ha invece richiesto di stabilire un calendario. Gli emendamenti, tra l’altro, sono circa duemila e sono stati presentati soprattutto da PD e AVS; la contrarietà delle opposizioni all’elezione diretta del Presidente del Consiglio è manifesta e ha dato origine a un confronto dai toni molto accesi con la maggioranza. “Non esiste che un Presidente di Commissione faccia valutazioni, durante una seduta, sulla natura degli emendamenti presentati dalle opposizioni”, ha sottolineato Francesco Boccia, Capogruppo al Senato del PD. Immediata la replica di Balboni: “io non mi sono mai permesso di ridere degli emendamenti, sfido chiunque su questo e chiedo un Giurì d’onore”. La richiesta è stata poi formalizzata al Presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Mettendo da parte le liti parlamentari, sembra comunque che il testo del provvedimento sia destinato a cambiare: lo ha chiarito la stessa Ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati. Il nodo di Gordio è la cosiddetta norma antiribaltone; in altre parole, nel leggere il testo non è chiaro cosa accadrebbe in caso dovesse venire a mancare la fiducia al Governo su un provvedimento. Quel che è certo è che i giochi sul premierato sono appena cominciati.
Sgarbi si autosospende in attesa dell’incontro con Meloni
Dopo aver annunciato le proprie dimissioni da Sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi ha voluto chiarire ulteriormente la propria posizione: “lo confermo, aspetto di consegnare le mie dimissioni a Giorgia Meloni. Non mi dimetto per il parere dell’Antitrust che è antinomico e contraddittorio”. Il Sottosegretario dimissionario ha poi sottolineato che, per adesso, “è più preciso dire che mi autosospendo”. Ma non si tratta di un passo indietro: Sgarbi ha ribadito che non è intenzionato a revocare le dimissioni ma attende il giudizio del Tar sul parere dell’Antitrust, a suo dire contraddittorio in quanto “prima dice che la mia carica è compatibile con le mie diciannove tra attività e funzioni. Poi cambia idea e le trova incompatibili”. Dimissioni insomma “in due tempi”, come le ha definite lo stesso critico d’arte, che ha poi chiesto alla Meloni di farsi garante dell’integrità del governo quanto a possibili incompatibilità. La Premier non si è fatta attendere nella replica, che suona più come un ammonimento: “mi auguro che Sgarbi, che ha potuto contare su un governo che attendeva degli elementi oggettivi, non si aspetti che quello stesso governo decida per altri con elementi che non sono oggettivi, perché sarebbe obiettivamente eccessivo”.
Venerdì 9 febbraio, ore 17.30