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I principali fatti dal mondo della politica
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Settimana
21/25
Feb

I fatti salienti della settimana

SETTIMANA POLITICA N. 8/2022

21 – 25  febbraio

La guerra in Ucraina

Martedì 22 febbraio il Presidente russo Vladimir Putin riconosce l’indipendenza delle Repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk, nel Donbass, e ordina l’invio delle truppe, formalmente come “forze di pace”.

Il riconoscimento dei due territori separatisti è una sfacciata violazione dei diritto internazionale, dell’integrità territoriale ucraina e degli accordi”, queste le parole della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La condanna arriva anche da parte del Presidente del Consiglio Mario Draghi, che parla di “un’inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.

L’Occidente adotta dure sanzioni economiche: Berlino blocca il gasdotto Nord Stream 2, l’Unione europea blocca gli accessi ai componenti della Duma (il Parlamento russo) e degli oligarchi russi e c’è una stretta sulle banche e sugli scambi commerciali tra Occidente e Mosca.

Il Ministro degli esteri Luigi Di Maio riferisce in Parlamento e invita i nostri connazionali a “lasciare immediatamente l’Ucraina con i mezzi commerciali disponibili” e annuncia lo “stop agli incontri bilaterali con i vertici russi”. Dura la reazione del Ministro degli esteri russo Lavorv, secondo il quale Di Maio “ha una strana idea di diplomazia”.

All’alba di giovedì 24 febbraio, la Russia avvia l’invasione dell’Ucraina. Vengono bombardate lecittà ucraine di Odessa, Kharkiv, Mariupol, Leopoli. Le forze russe, che attaccano anche dalla Bielorussia, circondano la capitale Kiev, dalla quale fuggono centinaia di migliaia di persone. Il Presidente ucraino Zelensky impone la legge marziale e invoca l’aiuto dei Paesi occidentali, mentre il Ministro della difesa Reznikov invita tutti i cittadini “che sono pronti e sanno utilizzare le armi” ad unirsi alle Forze armate ucraine.

L’escalation porta l’occidente ad incrementare le sanzioni. Il Consiglio europeo, convocato d’urgenza e svoltosi nella tarda serata di giovedì, dà il via libera a “sanzioni massicce”, mentre il Presidente americano Biden annuncia sanzioni “devastanti”.

In Italia la condanna dell’aggressione russa è unanime. Il Presidente del Consiglio Draghi dichiara che “il Governo italiano condanna l’attacco della Russia all’Ucraina. È ingiustificato e ingiustificabile. L’Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della NATO per rispondere immediatamente, con unità e determinazione“.

Tutti i partiti condannano la Russia, anche il leader della Lega Salvini, che depone dei fiori sotto l’ambasciata ucraina, mentre Matteo Renzi dichiara che è “giusto condannare la Russia ma servono anche risposte. Credo che NATO e UE debbano agire INSIEME, parlando con una voce sola. Un inviato speciale che dimostri a Putin la forza e l’unità dell’Occidente. Il nome? Angela Merkel. L’unica autorevole e credibile per fermare la strage”.

L’attacco russo prosegue però incessantemente, e la caduta di Kiev sembra ormai imminente.

La maggioranza si spacca sull’eliminazione del Green Pass

In XII Commissione Affari sociali della Camera, la maggioranza si spacca di nuovo su un emendamento presentato dalla Lega volto ad eliminare il Green Passo dopo il 31 marzo.

L’emendamento – su quale il Governo esprime parere contrario e che non viene approvato – viene votato dalla Lega e dalle opposizioni (FdI e Alternativa c’è), con l’astensione di Forza Italia.

Nessuna proroga dello stato di emergenza

Dal palco del Teatro del Maggio Musicale fiorentino, il Presidente del Consiglio Draghi annuncia la volontà del Governo di non prorogare, dopo il 31 marzo, lo stato di emergenza, perché l’obiettivo “è riaprire tutto, al più presto

Dopo il 31 marzo, annuncia il premier, “non sarà più in vigore il sistema delle zone colorate. Le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto. Cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto, e quello delle mascherine FFP2 in classe. Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto – tra cui fiere, sport, feste e spettacoli. Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze”.

Via libera del Senato sul conflitto di attribuzione sul caso Open

A maggioranza assoluta e con 167 “sì” e 76 “no”, il Senato dà il via libera al conflitto di attribuzioni per i PM di Firenze che indagano contro leader di Italia Viva, Matteo Renzi, per finanziamento illecito.

L’Aula di Palazzo Madama approva la relazione della Giunta delle immunità secondo la quale i messaggi WhatsApp acquisiti nell’inchiesta Open vanno considerati come corrispondenza e per questo i magistrati avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione al Senato prima di utilizzarli, come prevede l’art. 68 della Costituzione. Sarà ora la Corte costituzionale a valutare se la Procura di Firenze ha violato i diritti di parlamentare di Renzi.

Il PD si esprime a favore, votano contro il M5S e LeU.

Mentre Renzi si dichiara soddisfatto e ricorda che i PM di Firenze hanno agito contro le regole, Giuseppe Conte precisa che non si tratta di “un voto contro o a favore di Renzi, ma a favore dei principi e dei valori del M5S. I politici devono difendersi nei processi e non dai processi”.

Il Milleproroghe diventa legge

Dopo essere andato sotto quattro volte in Commissione, il Governo ottiene nuovamente la fiducia alla Camera sul Decreto Milleproroghe. Il provvedimento viene poi approvato definitivamente al Senato la mattina di venerdì.

Tra le principali novità:

  • Innalzato a 2mila € il tetto all’uso del contante, da ridurre poi a mille nel 2023
  • Prorogata a luglio 2025 la norma sulla sperimentazione animale
  • Stanziati 10 mln per il reclutamento di psicologi e altri 10 mln per combattere il disagio mentale post Covid
  • Posticipato al 30 giugno 2022 il termine per il versamento dell’IRAP non versata e sospesa con il c.d. Decreto Rilancio
  • Rinvio dei bilanci preventivi al 31 maggio
  • Stop, fino al 2023, agli aumenti delle accise sulle sigarette elettroniche.

Adottata la proposta per il Data Act

In linea con gli obiettivi digitali per il 2030, la Commissione europea adotta la proposta per il Data Act, un pacchetto normativo che apre il mercato dei dati digitali, dando maggiore controllo ai consumatori e più opportunità alle imprese, garantendo equità nell’ambiente digitale, stimolando un mercato dei dati competitivo e creando opportunità per l’innovazione.

La Vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager dichiara “Vogliamo dare ai consumatori e alle imprese un controllo ancora maggiore su ciò che può essere fatto con i loro dati, chiarendo chi può accedere ai dati e a quali condizioni. È un principio digitale fondamentale che contribuirà a creare un’economia basata sui dati solida ed equa e guiderà la trasformazione digitale entro il 2030.”

Venerdì 25 febbraio, ore 12:00

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