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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
24/28
OTT

I fatti salienti della settimana

24 – 28 ottobre

Giuramento e fiducia, nasce il Governo Meloni

Nella mattinata di sabato 22 ottobre, la squadra di Governo di Giorgia Meloni giura nelle mani del Presidente della Repubblica, diventando ufficialmente il 68esimo Esecutivo della Repubblica italiana, il primo guidato da una donna.

Lunedì si tiene il primo Consiglio dei Ministri, nel corso del quale vengono conferiti gli incarichi ai Ministri senza portafogli e attribuite le cariche di Vicepremier a Tajani e Salvini e di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ad Alfredo Mantovano.

Tra martedì e mercoledì, la Presidente del Consiglio si reca alle Camera per ottenere la fiducia.

A Montecitorio, dove la maggioranza conta 236 deputati (FdI 118, Lega 65, 44 FI, 9 NM, considerando che il Presidente d’Assemblea leghista Fontana non vota), il Governo incassa 235 , 154 “no” e 5 astensioni; all’appello mancano 2 voti di Forza Italia (il neo Ministro dell’ambiente Pichetto Fratin e l’ex Presidente della Sardegna Cappellacci sono in missione), mentre vota a favore Vittoria Brambilla.

Al Senato i voti favorevoli sono 115, 79 i contrari e 5 gli astenuti (i senatori a vita Monti e Cattaneo e i 3 del gruppo Per le Autonomie). Votano a favore tutti i senatori della maggioranza (escluso il Presidente La Russa): 62 di FdI, 29 della Lega, 18 di FI e 6 di NM; non partecipano al voto i senatori a vita Napolitano, Rubbia, Segre e Piano.

Ucraina, Presidenzialismo, fisco e immigrazione: il programma del Governo

Nelle proprie dichiarazioni programmatiche, esposte martedì alla Camera, Meloni tocca moltissimi temi, dalla politica estera all’energia, passando per fisco, immigrazione, diritti civili e riforme istituzionali.

Il Capo del Governo ribadisce l’adesione italiana a UE e Nato e il sostegno all’Ucraina, sottolinea la necessità di una risposta comune europea alla crisi del gas e quella di arginare il caro energia, accelerando sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento e sulla produzione energetica nazionale. Sul fronte della politica economica, si dice intenzionata a fronteggiare l’inflazione rafforzando i sostegni di famiglie e imprese e archiviando “la logica dei bonus”. Trovano ampio spazio anche molte delle promesse elettorali del centrodestra: revisione del reddito di cittadinanza per chi può lavorare (“è stato una sconfitta”), flat tax per partite IVA fino a 100.000 euro, aggiustamento del PNRR alla luce del rincaro dei prezzi delle materie prime e dell’energia, pace fiscale e taglio del cuneo fiscale fino a 5 punti.

Meloni torna con forza sulla riforma costituzionale in senso presidenzialista (“si partirà dall’ipotesi semipresidenzialismo, ma rimaniamo aperti anche ad altre soluzioni”), annuncia la semplificazione dei procedimenti amministrativi per sostenere “chi vuole fare impresa” e la tutela delle infrastrutture strategiche nazionali e dei prodotti agroalimentari italiani, rassicura le opposizioni sui diritti civili (“il Governo non limiterà mai le libertà esistenti” e non toccherà i diritti civili e il diritto all’aborto) e critica la gestione della pandemia (“qualcosa non ha funzionato e dunque non replicheremo in nessun caso quel modello”).

L’intervento si chiude sull’immigrazione, tema caro all’alleato Salvini: il Governo – sostiene Meloni – garantirà una corretta gestione dei flussi migratori, lavorerà per bloccare le partenze e costruire hotspot in Africa e si farà promotore di un “Piano per l’Africa”, un modello virtuoso di collaborazione e crescita tra UE e nazioni africane, volto anche a contrastare il radicalismo islamico.

Nel discorso trova spazio anche una condanna al fascismo, per il quale la Presidente del Consiglio sostiene non aver “mai provato simpatia o vicinanza”, così come per tutti i “regimi antidemocratici”.

Tetto all’uso del contante, si va verso l’innalzamento

Il Governo è già al lavoro sulla prossima legge di bilancio, all’interno della quale sarà certamente inserito – come comunicato dal responsabile di FdI per il programma, Giovanbattista Fazzolari – l’innalzamento del tetto all’utilizzo del contante, attualmente fissato a 2.000 euro.

La misura viene confermata al Senato dalla stessa Meloni, dopo la presentazione, da parte della Lega, di un disegno di legge che porterebbe la soglia a 10.000 euro. Il nuovo tetto non sarà certamente così alto, ed è probabile che venga trovato un compromesso a 3.000 o 5.000 euro.

Critica l’opposizione: per Calenda l’innalzamento della soglia al contante “è una stupidaggine”, mentre secondo il leader dei 5 Stelle Conte “premia chi va in giro a fare pagamenti con 10mila euro di banconote in una valigetta”.

La Presidente del Consiglio difende la misura, sostenendo che “ci sono Paesi in cui il limite non c’è e l’evasione è bassissima, sono parole di Piercarlo Padoan”.

Sottosegretario al digitale, Butti in pole

Dopo le polemiche sollevate dalle opposizioni per l’assenza di un Ministero per l’innovazione tecnologica e il digitale, Meloni annuncia in Senato che il Dipartimento per la trasformazione digitalesarà affidato a un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio” e “non si perderà un minuto del lavoro fatto, perché il tema chiama in causa importanti risorse del PNRR”.

In pole position per ottenere la delega alla Transizione digitale c’è Alessio Butti, responsabile Media e Telecomunicazioni di FdI e molto vicino a Giorgia Meloni.

La BCE alza i tassi di interesse

La BCE annuncia un rialzo dei tassi di interesse dello 0,75% per contrastare l’inflazione (che in Italia sfiora, a ottobre, il 12%, livello più alto dal 1984). La presidente Christine Lagarde ha affermato che ci saranno ulteriori aumenti in futuro” e che “a un certo punto dovremo individuare il tasso che ci consentirà di raggiungere l’obiettivo di medio termine del 2%”.

La scelta (che la Presidente del Consiglio Meloni aveva definito “azzardata” nel proprio intervento alla Camera) viene commentata dal neo Ministro dell’economia Giorgetti, secondo il quale “il rialzo dei tassi era ampiamente previsto. Probabilmente non sarà l`ultimo, ma confidiamo nella saggezza della BCE nell’interpretare le cause della recente impennata dell’inflazione e nel tener conto del rallentamento dell’economia europea”.

Regno Unito, Rishi Sunak nuovo Primo Ministro

Rishi Sunak è il nuovo Primo Ministro del Regno Unito. Eletto leader del Partito conservatore – dopo essere rimasto l’unico candidato, a seguito della rinuncia di Penny Mordaunt e di Boris Johnson – l’ex Cancelliere dello Scacchiere succede a Liz Truss, rimasta in carica appena 45 giorni.

Sunak è il primo Primo Ministro di origine indiana e il primo più ricco del sovrano (lui e la moglie hanno un patrimonio di 800 milioni di sterline).

Nel proprio discorso di insediamento, Sunak ha evidenziato le priorità del Governo: rafforzamento del sistema sanitario, strade più sicure, controllo dei confini, supporto delle forze armate e costruzione di una economia “che coglie le opportunità della Brexit”.

Venerdì 28 ottobre, ore 18:15