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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
22/26
Gen

I fatti salienti della settimana

22 – 26 Gennaio

Consiglio dei ministri: dall’Election Day al DDL Beneficenza

Nel corso Consiglio dei ministri è stato dato il via libera a un decreto-legge che segna un’importante svolta nell’ambito elettorale: l’accorpamento delle elezioni europee e amministrative che si terranno nei giorni di sabato 8 giugno e domenica 9 giugno. A sorpresa, il testo include anche l’approvazione per il terzo mandato dei sindaci per i Comuni fino a 15mila abitanti, rispondendo così alla richiesta avanzata dalla Lega, precedentemente ritenuta accantonata. Tuttavia, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono chiari nel sottolineare che questa deroga non è indicativa di una riforma più ampia e non si estenderà ai presidenti di Regione.

Parallelamente, il Consiglio dei ministri ha deliberato un’ulteriore fase di privatizzazione di Poste Italiane attraverso un Dpcm, cedendo una quota della partecipazione del Tesoro. Va sottolineato che, nonostante l’operazione, lo Stato manterrà il controllo sulla società. Infine, in risposta alle polemiche circonstanti le attività della nota influencer Chiara Ferragni, multata precedentemente dall’Antitrust e attualmente sotto indagine per truffa aggravata, il Consiglio dei ministri ha presentato un disegno di legge che richiede trasparenza sull’utilizzo dei proventi delle sue attività a fini benefici.

La Camera approva il DL Sicurezza energetica

Con 143 voti favorevoli e 84 voti contrari, la Camera ha dato il via libera al Decreto Sicurezza Energetica. Il provvedimento, che dovrà ora essere definitivamente approvato dal Senato, prevede disposizioni per la transizione graduale di nove milioni di utenti domestici dal mercato tutelato dell’energia al mercato libero. Circa 4,5 milioni di famiglie “vulnerabili” potranno continuare a beneficiare di forniture di energia a prezzi calmierati, mentre misure informative e condizioni ottimali sono introdotte per le altre famiglie nel passaggio al mercato libero. Il decreto include inoltre lo stop al contributo per i titolari di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e nomina Renato Schifani come Commissario straordinario per la gestione dei rifiuti in Sicilia con un finanziamento di 800 milioni.

In ambito nucleare, si concede più tempo a enti locali non presenti nella Cnai (Carta nazionale delle aree idonee) per candidarsi a ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Si apre la possibilità di produrre energia geotermica preservando le caratteristiche delle acque termali. Altre misure mirano ad accelerare gli investimenti in autoproduzione di energia rinnovabile, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di gas e semplificare i procedimenti ambientali. Non è stata invece approvata la misura per la riassegnazione delle concessioni idroelettriche agli attuali gestori, mentre Forza italia ha ritirato l’emendamento atto ad attribuire all’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin) il ruolo di Autorità nazionale competente in maniera nucleare. I forzisti parlando di “complicazioni normative”, mentre le opposizioni hanno criticato la proposta.

Autonomia differenziata: via libera del Senato al DDL

Il Senato ha approvato il disegno di legge sull’autonomia differenziata, il noto ddl “Calderoli” che sarà ora sottoposto alla seconda lettura presso la Camera. Il provvedimento permette alle Regioni a statuto ordinario di acquisire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, coprendo una vasta gamma di tematiche che vanno dalla gestione dei rapporti internazionali alla tutela dell’ambiente. Il finanziamento delle funzioni statali trasferite sarà gestito attraverso una compartecipazione a tributi erariali locali, con l’obiettivo di prevenire disuguaglianze. La questione delle risorse finanziarie rimane un problema critico, mentre le intese con le Regioni richiedono un complesso processo di negoziato, approvazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri e successiva approvazione parlamentare. Tali intese avranno una durata massima di 10 anni, con possibilità di rinnovo, ma è previsto un potere sostitutivo del governo in caso di gravi inadempienze. Queste nuove norme si applicheranno anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano, in attesa dell’adeguamento dei rispettivi statuti.

Le opposizioni hanno fortemente criticato il disegno di legge, esprimendo il loro dissenso intonando in Aula l’Inno d’Italia. Le preoccupazioni riguardano soprattutto il possibile rischio di frammentazione istituzionale e di una presunta “secessione dei ricchi“. Il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, ha fortemente criticato l’autonomia differenziata, definendola una “legge truffa“, denunciando l’utilizzo di dati falsi per giustificare il divario tra nord e sud, affermando che ogni cittadino del sud riceve 5000 euro in meno di spesa pubblica rispetto a un cittadino del nord. Riguardo alla percezione del sud come “parassiti”, ha dichiarato: “Questa idea che abbiamo il sud di parassiti che non spendono e il nord virtuoso è una grande falsità che dobbiamo smontare. Il Presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha bollato l’autonomia differenziata come “una proposta errata e da respingere, poiché dividerebbe il Paese”.

Giorgia Meloni alla Camera per il question time

Un question time acceso per la premier Giorgia Meloni, che ha risposto a dieci interrogazioni su vari temi, dalle privatizzazioni alla sanità passando per il Patto di Stabilità. Il primo botta e risposta è arrivato sul Patto di Stabilità quando il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha definito la Meloni “un Re Mida al contrario, perché distrugge tutto quello che tocca”. La Premier aveva infatti difeso l’operato del governo, definendo l’intesa “la migliore possibile alle condizioni date”, accusando poi il M5S di aver causato una situazione insostenibile, “aumentando il debito di 250 miliardi in tre anni di governo”, tirando in ballo anche il Superbonus.

Ma lo scontro più acceso è stato con Elly Schlein: la Segretaria dem ha chiesto notizie sull’abbattimento, in tema sanità, delle liste d’attesa. Anche in questo caso, la Meloni ha ricordato che il governo è chiamato a risolvere “una situazione stratificata in 14 anni, che voi (il PD, NdR) non avete risolto nei 10 anni in cui siete stati al governo”. Sul conflitto in Medio Oriente, nel rispondere a Nicola Fratoianni (AVS), la Premier ha ribadito che la posizione del governo è quella di garantire uno Stato indipendente per i palestinesi e ha fatto sapere di “non condividere il no di Netanyahu alla soluzione dei due Stati”.

Da Azione, tramite Matteo Richetti, è arrivata la domanda sulla continuità produttiva e occupazionale presso gli stabilimenti italiani di Stellantis e di Magneti Marelli. La Meloni ha dichiarato che l’intenzione è “tornare a produrre un milione di veicoli l’anno”, sottolineando come il gruppo FIAT e i marchi italiani rappresentino “una parte molto importante della storia industriale nazionale”. Per quanto riguarda le interrogazioni della maggioranza, FI ha messo in campo il tema privatizzazioni a cui la Meloni ha risposto dicendo che queste saranno “strategiche, non per fare cassa”.

Venerdì 26 gennaio, ore 17.15