Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
10 – 14 febbraio
Mozione di sfiducia a Santanchè: inizia la discussione
La discussione generale sulla mozione di sfiducia contro la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, si è conclusa questa settimana nell’Aula della Camera, ma senza la replica della diretta interessata. Al termine dell’ultimo intervento, infatti, Santanchè ha lasciato l’emiciclo senza rispondere alle opposizioni, suscitando le proteste dei deputati del M5S, che hanno urlato “Vergogna!”. Il vicepresidente Fabio Rampelli ha smorzato le polemiche, ricordando che la Ministra potrà prenotarsi per intervenire nella prossima seduta. La mozione è stata inserita, infatti, nel calendario della Camera per la settimana entrante.
L’affluenza in Aula ha mostrato una netta differenza tra opposizione e maggioranza. I banchi dell’opposizione erano più popolati, mentre tra le file della maggioranza si sono registrate numerose assenze, soprattutto tra Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Presenti invece una decina di deputati di Fratelli d’Italia, oltre ai ministri Luca Ciriani e Nello Musumeci. Dal centrodestra, Matteo Salvini ha difeso la ministra, ribadendo il principio della presunzione d’innocenza, mentre dall’opposizione Carlo Calenda ha dichiarato: “la sfiducia verrà respinta e il governo uscirà rafforzato dal voto del Parlamento, potendo respingere ogni richiesta di dimissione presente e futura. Non è questo il modo di fare opposizione”
Milleproroghe, via libera del Senato
Giovedì 13 febbraio il Senato ha approvato con 97 voti favorevoli, 57 contrari e 0 astenuti la questione di fiducia posta dal governo sul DL Milleproroghe. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 25 febbraio, passa ora alla Camera dei deputati per la seconda lettura. Il testo è stato assegnato alle Commissioni I Affari costituzionali e V Bilancio, con il decreto che, come comunicato dal Vicepresidente della Camera Giorgio Mulé, dovrebbe essere discusso in Aula a partire dal 18 febbraio.
Il DL Milleproroghe posticipa la scadenza di alcuni termini legislativi in diversi settori. Tra le novità, spicca la riapertura della rottamazione quater per chi è decaduto dal beneficio. Slitta l’obbligo per le aziende di assicurarsi contro le calamità naturali, con termine fissato al 31 marzo 2025. I bagnini potranno lavorare anche senza aver compiuto 18 anni fino al 30 settembre 2025. La normativa antincendio per le scuole viene posticipata al 2027. Il decreto stabilisce anche un rinvio per la costituzione della consulta dei tifosi nelle società sportive, mentre per la pubblica amministrazione è previsto un anno di tempo in più per bandire concorsi senza obbligo di mobilità. Viene esteso l’uso del taser a tutti i comuni.
Salvini incontra Netanyahu in Israele
Prosegue la missione in Israele del vicepremier Matteo Salvini, che ha incontrato il premier Benjamin Netanyahu, il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar e il presidente della Knesset Amir Ohana. Un viaggio politico per rafforzare i rapporti tra Italia e Israele e discutere delle tensioni mediorientali dopo la visita di Netanyahu a Washington. Salvini ha ribadito il sostegno a ogni iniziativa per la pace e la sicurezza nella regione, sottolineando la necessità di eliminare “terrore e violenza islamica“. Ha inoltre espresso dure critiche verso la Corte Penale Internazionale, definendone le decisioni “indecenti” e mettendone in discussione l’utilità.
In conferenza stampa, il leader della Lega ha dichiarato: “Ho stretto con orgoglio la mano di Netanyahu, mi spiace che qualcuno se ne abbia a male“. Ha poi evidenziato l’importanza della futura amministrazione Trump nel favorire la stabilità in Medio Oriente e nel conflitto russo-ucraino. Nel bilaterale con la ministra dei Trasporti Miri Regev, Salvini ha discusso di cooperazione su infrastrutture, sicurezza stradale e idrico. “Israele è un modello di innovazione, possiamo imparare molto”, ha commentato. Durante l’incontro è stato anche affrontato il tema del ripristino dei collegamenti aerei tra Italia e Israele.
Il Parlamento ha eletto quattro nuovi giudici della Corte costituzionale
Il Parlamento in seduta comune ha eletto oggi i quattro giudici mancanti della Corte costituzionale: Francesco Saverio Marini, Roberto Cassinelli, Massimo Luciani e Maria Alessandra Sandulli. I nuovi componenti prenderanno il posto di Silvana Sciarra, Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti. La scelta è arrivata dopo 19 fumate nere e mesi di stallo, risolti solo grazie all’accordo tra maggioranza e opposizione. La votazione si è conclusa con un’ampia intesa: Francesco Saverio Marini ha ottenuto 500 voti, Massimo Luciani 505 voti, Roberto Cassinelli 503 voti e Maria Alessandra Sandulli 502 voti. Le schede disperse sono state 6 e quelle nulle 4.
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso soddisfazione per l’accordo e ha inviato un messaggio di auguri ai nuovi giudici, sottolineando l’importanza di un ampio consenso tra le forze parlamentari. L’elezione è avvenuta sotto la sollecitazione del Quirinale, che chiedeva di risolvere l’impasse per consentire alla Corte costituzionale di riunire il suo plenum. Dietro le quinte, i leader del centrodestra, come Meloni, e quelli di centrosinistra, Elly Schlein e Giuseppe Conte, hanno tenuto intensi confronti per raggiungere l’accordo. La premier Meloni ha sottolineato l’importanza dell’accordo raggiunto, evidenziando come la collaborazione tra le diverse forze parlamentari sia stata determinante per superare lo stallo che durava da mesi.
Venerdì 14 febbraio, ore 16.45