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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
2-6
giu

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 20/2025


2 – 6 giugno

L’Italia al voto: i cinque quesiti

L’8 e il 9 giugno gli italiani torneranno alle urne per esprimersi su cinque referendum abrogativi: quattro sul mondo del lavoro, uno sulla cittadinanza. Il primo quesito mira a cancellare il contratto a tutele crescenti introdotto con il Jobs Act, ripristinando il reintegro automatico nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Il secondo elimina i limiti all’indennizzo economico per i lavoratori licenziati nelle piccole imprese. Il terzo restringe l’uso dei contratti a termine, reintroducendo la causale obbligatoria e fissando a 12 mesi la durata massima. Il quarto interviene sugli appalti: se passa il Sì, il committente tornerà responsabile in solido anche per gli infortuni causati da rischi propri dell’appaltatore. Infine, il quinto propone di dimezzare – da 10 a 5 anni – il requisito di residenza legale per la cittadinanza italiana agli extracomunitari.

Sul piano politico, le posizioni sono più che polarizzate. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia invitano all’astensione, in modo tale da non permettere il raggiungimento del quorum. Più articolato il fronte del Sì: Partito Democratico e Alleanza Verdi-Sinistra li appoggiano tutti, il Movimento 5 Stelle dice Sì ai quesiti sul lavoro e lascia libertà di coscienza su quello sulla cittadinanza. Azione e Italia Viva votano solo per il Sì alla cittadinanza, mentre +Europa è favorevole ai quesiti su cittadinanza e sicurezza sul lavoro.

Com’è andato l’incontro Macron-Meloni

Il vertice tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron del 3 giugno a Palazzo Chigi è durato più di tre ore. Un incontro segnato dalla volontà di rilanciare il dialogo tra Roma e Parigi dopo le frizioni su vari temi, dal dossier Ucraina ai dazi, e che – come sottolinea la nota congiunta arrivata al termine del faccia a faccia – “ha evidenziato forti convergenze sull’agenda europea per la competitività e la prosperità”. Tra i temi al centro del dibattito ci sono la semplificazione normativa, gli investimenti, l’energia e la neutralità tecnologica, con particolare attenzione ai settori in transizione (come automotive e siderurgia) e a quelli strategici (intelligenza artificiale, nucleare e spazio).

Sull’Ucraina, la nota sottolinea come il sostegno “incrollabile e senza esitazioni” di Francia e Italia sia ancora più necessario per raggiungere una “soluzione equa e duratura, presupponendo al contempo un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea”. Il riferimento è al piano di riarmo comunitario. Francia e Italia – si legge ancora dalla nota – sono inoltre determinate a collaborare nella preparazione del prossimo Consiglio europeo e anche sul prossimo quadro finanziario pluriennale, sulla migrazione, sull’allargamento e sulle riforme. Il prossimo vertice bilaterale si terrà in Francia all’inizio del 2026 e avrà l’obiettivo di valutare e aggiornare il programma di lavoro che specifica gli obiettivi della cooperazione bilaterale tra i due Paesi in numerosi settori.

Il DL Sicurezza è legge tra le polemiche

Dopo mesi di dibattiti e il passaggio da disegno di legge a decreto, il DL Sicurezza – provvedimento fortemente voluto dal governo Meloni – ha ottenuto il via libera definitivo dal Senato, con 109 voti favorevoli, 69 contrari e un astenuto. Il testo, composto da 39 articoli, interviene su molteplici fronti, introducendo 14 nuovi reati. Tra le principali novità, il nuovo reato di occupazione arbitraria di immobili altrui, la penalizzazione dei blocchi stradali e ferroviari da parte dei manifestanti e la possibilità di arresti in flagranza differita per atti violenti contro pubblici ufficiali. Rafforzate anche le pene per chi deturpa beni pubblici o ostacola la costruzione di infrastrutture. Sul fronte penitenziario, nasce il reato di “rivolta” nei Cpr e nelle carceri, che punisce anche la resistenza passiva. Molto criticata, infine, la messa al bando della cannabis light.

Durissima la reazione delle opposizioni: Pd, M5S e AVS accusano l’esecutivo di imboccare una deriva autoritaria e di voler reprimere il dissenso. Francesco Boccia (Pd) ha parlato di “una destra da regime” che mira a colpire manifestanti, studenti e lavoratori. Tensioni altissime in Aula, con occupazioni simboliche e scontri verbali che hanno sfiorato la rissa. Il governo, invece, ha rivendicato l’obiettivo di garantire sicurezza e ordine pubblico, sottolineando l’attenzione per le forze dell’ordine, che potranno contare su maggiore protezione legale e strumenti tecnologici come le bodycam. Alcune modifiche – come il ridimensionamento dei poteri ai servizi segreti – dimostrerebbero, secondo la maggioranza, un equilibrio tra esigenze di sicurezza e rispetto delle garanzie.

La Commissione europea presenta lo Spring Package

La Commissione europea ha presentato il Pacchetto di primavera del Semestre europeo, che fornisce agli Stati membri le Raccomandazioni specifiche per Paese e un aggiornamento sull’attuazione del nuovo quadro di governance economica. Nel corso della conferenza stampa, il vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis ha sintetizzato i due pilastri dell’iniziativa in “competitività” e “sicurezza”, evidenziando la necessità di un impegno coordinato per affrontare le sfide globali. Il pacchetto include indicazioni su riforme e investimenti in linea con la Bussola per la competitività, la nuova tabella di marcia quinquennale della Commissione. Tra le priorità segnalate: innovazione, decarbonizzazione, riduzione delle dipendenze critiche e sviluppo delle competenze.

Per la prima volta, viene inoltre attivata la possibilità per gli Stati membri di ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale (NEC), che consente margini di flessibilità per aumentare la spesa in difesa, mantenendo al contempo la sostenibilità fiscale. Il Pacchetto prosegue l’impostazione del Semestre come strumento di coordinamento economico e riformatore, confermando l’attenzione alle transizioni verde e digitale nel quadro macroeconomico europeo.

PNRR, Ok dalla Commissione europea per la revisione del piano

L’Italia ottiene il via libera della Commissione europea alla revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentata lo scorso 21 marzo per adattare gli investimenti previsti — ben 194,4 miliardi di euro — a una realtà profondamente cambiata. Su proposta del Consiglio Ue del 27 maggio, Bruxelles ha approvato la modifica di 67 misure: una correzione di rotta necessaria per non perdere risorse preziose di fronte a ostacoli emersi nell’attuazione, come l’impennata dei costi, i ritardi nelle forniture, l’inerzia della domanda o la lentezza degli iter autorizzativi.

Otto misure, tra cui alcuni progetti su idrogeno e biometano, sono state ritenute non più realizzabili. Al loro posto, l’Italia ha proposto alternative più solide. Trentasette interventi sono stati ricalibrati per raggiungere comunque gli obiettivi iniziali, puntando su digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, mobilità sostenibile, sanità, scuola, parità di genere e rinnovabili. Altre venti misure sono state semplificate per alleggerire gli oneri amministrativi e velocizzare i tempi di realizzazione, senza rinunciare all’impatto previsto. Le principali riguardano giustizia civile, Inps e Inail digitali, mezzi pubblici a zero emissioni e progetti formativi.

La revisione, curata dal ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, sarà formalmente adottata dall’Ecofin il 20 giugno. Resta ferma la scadenza del 31 agosto 2026: il tempo stringe, ma, assicurano da Bruxelles, il Piano ha ripreso slancio.

Venerdì 6 giugno, ore 17.00