Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
29 Gennaio – 2 Febbraio
Semaforo verde al DL Sicurezza Energetica: cosa prevede
Il Parlamento ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il decreto-legge 181/2023, il cosiddetto DL Sicurezza Energetica (o Energia Bis). Questo provvedimento, focalizzato sulla sicurezza energetica nazionale, promuove l’utilizzo di energie rinnovabili e fornisce supporto alle imprese con elevati consumi energetici. Inoltre, prevede interventi di ricostruzione nelle aree colpite da eccezionali eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023. Durante l’esame parlamentare sono state introdotte misure significative. Tra queste, la soppressione del contributo annuo di 10 euro per kilowatt dalle fonti rinnovabili e la nomina del presidente della Regione Siciliana come commissario straordinario per la gestione dei rifiuti, con particolare enfasi sulla realizzazione di termovalorizzatori, supportata da un finanziamento di 800 milioni di euro. Gli enti territoriali sono stati invitati a presentare candidature entro 90 giorni per ospitare il deposito nazionale delle scorie radioattive, con la possibilità di riesame da parte di Sogin, considerando eventuali cambiamenti nella situazione delle aree autocandidate.
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso soddisfazione per l’approvazione del Decreto: “il provvedimento accompagna le imprese nel loro percorso di decarbonizzazione”, senza dimenticare l’attenzione posta “a questioni ambientali cogenti come quelle relative alla gestione dei rifiuti […] e alla determinazione del deposito per i rifiuti radioattivi”. Il Ministro ha inoltre ringraziato il Parlamento per aver “migliorato” il testo.
Vertice Italia-Africa: Meloni promuove cooperazione e dialogo
Il 29 gennaio il primo Vertice Italia-Africa di Capi di Stato e di Governo ha rappresentato un passo significativo nelle relazioni tra Italia e Africa. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, ha inaugurato l’evento sottolineando l’importanza del nuovo approccio, trasformando la Conferenza Italia-Africa in un Vertice di alto livello. “È la naturale vocazione dell’Italia: un ponte tra l’Africa e l’Europa“, ha dichiarato Meloni, delineando cinque priorità di intervento. Ha annunciato la scelta di alcune nazioni africane iniziali, con l’obiettivo di estendere l’iniziativa gradualmente. Nel suo discorso, Meloni ha enfatizzato la necessità di mettere alla prova l’Africa per consentirle di competere globalmente.
La conclusione del Vertice ha visto la Premier sottolineare l’importanza di costruire legami solidi e duraturi tra Italia e Africa, promuovendo la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile. “Il Vertice ha raggiunto il suo scopo di essere un momento di condivisione e dialogo“, ha affermato Meloni, evidenziando il successo dell’evento e aprendo la strada a una cooperazione più profonda tra i due continenti.
L’Ungheria di Orban tra Ucraina e caso Salis
Lo scorso dicembre, durante il vertice dell’Unione Europea, l’Ungheria di Viktor Orban aveva posto il veto sui fondi di aiuto all’Ucraina. Tuttavia, nella giornata di giovedì 1 febbraio, i leader dei 27 Paesi dell’Unione si sono riuniti per raggiungere un accordo sul quadro finanziario pluriennale e grazie anche alla mediazione attiva della premier italiana Giorgia Meloni, la bozza finale ha integrato disposizioni utili a sbloccare l’impasse sulla revisione del bilancio a lungo termine per il periodo 2021-2027, compreso il pacchetto di aiuti all’Ucraina. Parallelamente, il caso di Ilaria Salis ha introdotto un elemento di complessità nelle discussioni tra Meloni e Orban. La maestra milanese è detenuta in Ungheria da un anno con l’accusa di aver aggredito due estremisti di destra. Meloni ha sollecitato Orban a garantire il rispetto dei diritti della detenuta, ottenendo l’assicurazione che il sistema giudiziario ungherese è indipendente e che Salis riceverà un trattamento equo.
La vicenda di Salis resta un argomento delicato nei colloqui, evidenziando la sensibilità delle relazioni tra gli Stati membri dell’UE. Meloni ha espresso la speranza di un giusto e tempestivo processo per Salis, sottolineando tuttavia che né lei né Orban possono influire direttamente sulle decisioni della magistratura ungherese. Nonostante le complessità legate al caso Salis, l’accordo sull’Ucraina riflette la capacità di Italia e Ungheria di collaborare per il bene comune dell’Unione Europea. L’evolversi di queste dinamiche potrebbe plasmare le future relazioni tra i due paesi, con possibili riflessi sulle prossime elezioni europee.
Rosato e Bonetti entrano in Azione
Due acquisti di lusso per Azione: i deputati Elena Bonetti ed Ettore Rosato hanno aderito al partito guidato da Carlo Calenda. La Bonetti, già Ministro per le pari opportunità e la famiglia, era entrata in Italia Viva nel settembre 2019 a seguito della scissione del Partito Democratico. “Entriamo in azione per riunire ciò che la politica del nostro Paese ha diviso” ¸ ha dichiarato la Bonetti, mentre Rosato ha “l’ambizione di voler contribuire alla costruzione di un partito che abbia la capacità di rompere il bipolarismo” che, a giudizio dell’ex renziano, “ha allontanato milioni di elettori, che non vanno più a votare”.
Ettore Rosato sarà vicesegretario con delega agli enti locali e all’organizzazione del partito mentre è intenzione di Calena nominare Elena Bonetti Vicepresidente con delega alla formazione “di un grande partito della Repubblica che accorpa repubblicani, popolari ed europeisti”. Calenda ha specificato che Rosato si occuperà delle elezioni europee, previste per il prossimo giugno.
Vittorio Sgarbi si dimette da Sottosegretario
Vittorio Sgarbi ha annunciato le proprie dimissioni con effetto immediato da Sottosegretario alla Cultura. L’annuncio è giunto a margine dell’evento “La Ripartenza”, organizzato da Nicola Porro a Milano. La decisione segue le polemiche e le accuse di riciclaggio di beni culturali. Sgarbi ha dichiarato “Io sono solo Vittorio Sgarbi, non sono più sottosegretario e non voglio essere sottosegretario”. La mozione presentata dalle opposizioni per chiede al governo di revocare l’incarico a Sgarbi, nel frattempo, era stata fatta slittare di due settimane.
Venerdì 2 febbraio, ore 17.30