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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
30/03
Nov

I fatti salienti della settimana

30 – 3 Novembre

Verso la Terza Repubblica

Il disegno di legge della ministra Maria Elisabetta Casellati, con il quale, la Premier, Giorgia Meloni vorrebbe introdurre l’elezione diretta del presidente del Consiglio, accompagnerebbe l’Italia nella Terza Repubblica. Probabilmente, ci sarà un iter molto lungo, con probabile referendum confermativo dato che difficilmente la riforma avrà il sì di due terzi del Parlamento.

Secondo una prima bozza, il mandato del premier durerebbe cinque anni. Inoltre, il sistema elettorale sarebbe di tipo maggioritario con un premio del 55% assegnato su base nazionale ed è prevista una sola scheda, con cui votare sia il premier sia le Camere.

Il disegno di legge, come previsto nell’attuale bozza, si articolerebbe in cinque articoli. Tuttavia, il testo potrebbe ancora subire modifiche a causa dei dubbi su alcuni passaggi decisivi che preoccupano la maggioranza. L’ultima bozza del disegno di legge, che entrerebbe in vigore alla fine del secondo mandato del Presidente Mattarella (2029), è da giorni oggetto di discussione a Palazzo Chigi, dove i tecnici si stanno confrontando con il Quirinale. Tra gli oppositori della riforma, si teme che questa possa intaccare i poteri del capo dello Stato, minando l’equilibrio di pesi e contrappesi che sorregge l’architettura istituzionale.

Nel Partito Democratico, Elly Schlein ha definito la bozza del disegno di legge come “spaventosa e sconclusionata”; di simile opinione anche il segretario di +Europa, Riccardo MagiMatteo Renzi è favorevole, mentre Carlo Calenda se prima lo era ora sembra aver cambiato idea. Per quanto concerne il Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte resta contrario e obietta che il premierato indebolisce il Parlamento e spiana la strada all’“uomo solo al comando”.

Ora la riforma sarà discussa dal Consiglio dei ministri con il passaggio successivo in Parlamento, con i suoi quattro passaggi tra Camera e Senato.

Legge di bilancio: il Senato avvia l’esame della manovra

Dopo il vertice di maggioranza con tutti i leader dei partiti che la compongono, la Legge di Bilancio 2024 ha iniziato il suo iter al Senato presso la Commissione Bilancio. Successivamente ai pareri delle altre Commissioni e alle canoniche audizioni, successivamente verrà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. La manovra, tuttavia, come già dichiarato, non dovrebbe avere emendamenti di maggioranza anche se un faccia a faccia tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Antonio Tajani sono emerse delle complicazioni. Forza Italia, infatti, vorrebbe garanzie su almeno tre punti: la cedolare secca sugli affitti, che il governo vuole portare dal 21 al 26% mentre gli “azzurri” sostengono che sia un errore proponendo come alternativa un codice identificativo nazionale (Cin), attraverso il quale tracciare tutti quelli che affittano un appartamento; il taglio da 90 a 70 euro del canone Rai, che per Forza Italia, potrebbe danneggiare le televisioni commerciali, tra le quali Mediaset; le pensioni, con i forzisti che non nascondono un certo fastidio verso il ritorno a quota 103, il quale si accompagna a una serie di aggiustamenti a danno soprattutto dei dipendenti pubblici.

Nel frattempo, il testo licenziato al Senato ha visto il primo passaggio tecnico, il quale ha riguardato gli stralci dal testo e ha eliminato tre norme: donazioni, banca dati contro il riciclaggio e centrale di committenza e stazione unica appaltante sisma 2016.

I 24 miliardi stanziati per la manovra puntano alla conferma della riduzione delle tasse per i redditi medio bassi tramite il taglio del cuneo fiscale e contributivo, al rinnovo dei contratti della Pa, e a quota 103 per le pensioni. Nel 2024, stima la relazione tecnica della manovra, il provvedimento potrebbe riguardare 17mila persone. Tra le novità anche 10 milioni di euro tra il 2024 e il 2025 a sostegno del progetto per realizzare il percorso Erasmus in Italia per gli studenti universitari italiani. 

Nel frattempo, le opposizioni si preparano per la battaglia in Parlamento sulla manovra.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, conferma la linea della prudenza, confermando che il debito pubblico è il tallone d’Achille del Paese e non va sottovalutato.

Più debito significa più spesa per interessi e risorse sottratte al sostengo delle famiglie e delle imprese”. In più anche il negoziato con l’Ue, dove si discute delle nuove regole del Patto di stabilità, ha condizionato l’approccio del governo nel definire la manovra.

Il Piano Mattei arriva in Cdm

A un anno dal primo annuncio, è infine arrivato in Cdm il decreto-legge atto a definire la governance del Piano Mattei. Lo scopo del governo è rafforzare i rapporti di cooperazione con l’Africa e rendere l’Italia hub energetico dell’Europa. Il partenariato mira a “promuovere uno sviluppo comune, sostenibile e duraturo, nella dimensione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza”. Di durata quadriennale, il Piano Mattei sarà portato avanti da una cabina di regia guidata dalla premier Giorgia Meloni e avrà diversi ambiti di intervento, tra cui istruzione e formazione, cooperazione allo sviluppo e alla promozione degli investimenti, salute, agricoltura e ambiente. La cabina sarà affiancata da una struttura di missione composta da due unità dirigenziali di livello generale, tra cui il coordinatore, due unità dirigenziali di livello non generale e da 15 unità di personale non dirigenziale, individuate tra la presidenza del Consiglio dei ministri e tra il personale dei ministeri e di altre amministrazioni pubbliche.

Il testo del decreto si compone di sette articoli, relativi alla struttura, gli ambiti di intervento e la missione perseguita dal progetto. Secondo il provvedimento, il Piano richiederà sei mesi, di cui due per la creazione delle strutture burocratiche e quattro per la redazione del programma di azione. Critiche le opposizioni, che hanno definito il testo “un elenco di buone intenzioni, una cornice generale ma con poca concretezza”.

Approvato il Decreto Sud: arriva la ZES unica

La Camera dei Deputati ha approvato il cd. decreto-legge Sud (decreto-legge n. 124/2023), dopo che il Governo aveva posto la questione di fiducia; ora il provvedimento, da convertire in legge entro il 18 novembre, passa al Senato per l’approvazione definitiva, ma sappiamo che trattasi poco più di una formalità procedurale.

Tante le novità introdotte: una Zona Economica Speciale (la ZES, per l’appunto) unica per il Mezzogiorno, il coordinamento rinforzato tra le risorse europee e nazionali, quelle prevista dal PNRR e il “Fondo per lo sviluppo e la coesione” riferito al periodo 2021 – 2027. Sarà una Cabina di regia apposita a Palazzo Chigi a coordinare lo sviluppo delle aree svantaggiate: a presiederla sarà Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari europei, il Sud e le aree interne, già titolare di molti tra i fascicoli più delicati sulla scrivania dell’esecutivo Meloni. Lo stesso ex Presidente della Regione Puglia ha espresso soddisfazione a nome del Governo: “l provvedimento rappresenta un importante risultato, a conferma di quanto il Mezzogiorno d’Italia sia una priorità”. I rappresentanti dell’opposizione, al contrario, non nascondono lo scetticismo: secondo il deputato del PD Claudio Stefanazzi, Vicepresidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali, il decreto è stato “scritto a Pontida“, e sarebbe fondato sul medesimo “errore metodologico” alla base della Cassa del Mezzogiorno, che prevedeva una programmazione centralizzata senza effettivamente favorire la nascita di una “filiera locale”, lasciando le imprese alla mercè delle crisi industriali e vittime di una gestione sconsiderata che ha “prodotto danni ambientali pesantissimi“.

L’impianto ideato dal Governo è volto a favorire lo sviluppo economico nei territori che, storicamente, più patiscono arretratezza e assistenzialismo. Le imprese potranno rivolgere le proprie istanze, volte al rilascio delle necessarie autorizzazioni e concessioni, direttamente allo sportello unico digitale. Inoltre, il decreto introduce un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nonché un termine pari a 130 giorni per la presentazione, da parte delle Amministrazioni centrali e locali, dei documenti necessari all’elaborazione del Piano nazionale di interventi infrastrutturali.

Aiuti umanitari a Gaza

Sono oltre dieci i lotti di aiuti umanitari consegnati dalla Mezzaluna Rossa egiziana attraverso il valico di Rafah alla loro controparte palestinese, portando il totale a 102 camion di assistenza, carichi di beni essenziali, tra cui cibo, acqua, medicinali, e attrezzature mediche.

L’Italia ha anch’essa fornito un prezioso contributo attraverso due velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare. Il primo C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa è partito il 30 ottobre, trasportando materiale in Egitto, da dove è stato successivamente inviato a Gaza tramite la Mezzaluna Rossa. Il secondo carico di aiuti umanitari è stato consegnato il 31 ottobre.

Entrambi i voli sono stati organizzati in collaborazione tra il Ministero degli Esteri, l’ONU e la Croce Rossa, partendo dalla base dell’ONU a Brindisi e trasportando diverse tonnellate di beni essenziali, tra cui tende, coperte, bagni chimici e contenitori d’acqua, con l’obiettivo di alleviare le sofferenze dei civili palestinesi colpiti dal conflitto in corso in Medio Oriente.

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto ha confermato che ulteriori invii di aiuti umanitari sono in programma nei prossimi giorni, con diverse unità navali pronte a intervenire qualora le condizioni di sicurezza lo consentano, per offrire ulteriore supporto umanitario alla popolazione colpita dalla situazione in corso in Medio Oriente.

Il Ministro si è rivolto anche alla comunità internazionale asserendo “serve uno sforzo corale da parte di Onu, Nato e Ue, L’Italia è stata tra i primi Paesi a portare aiuti e mi auguro che ci sia una gara da parte di tutto il mondo per aiutare la popolazione civile e cercare ogni possibile via per una de-escalation delle tensioni nell’area.

Venerdì 3 novembre, ore 16.00