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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
28/31
ott

I fatti salienti della settimana

28 – 31 ottobre

In Liguria vince Bucci

Marco Bucci è il nuovo Presidente della Liguria: con il 48.3% dei voti ha superato il candidato del Centrosinistra, Andrea Orlando, che si è fermato al 47.9%. Margine stretto, circa 8.400 voti, ma sufficiente per garantire a Bucci la vittoria. La lista del PD è risultata la più votata con il 28.5% delle preferenze, il doppio della lista capitanata da Fratelli d’Italia (15.1%), ma a pesare sulla sconfitta di Orlando sono state le tensioni interne alla coalizione di Centrosinistra: la mancanza del supporto di Italia Viva e le liti interne al Movimento 5 Stelle si sono rivelate decisive, come alcuni esperti avevano previsto. Del resto, lo stesso Bucci ha commentato: “non si può avere una coalizione in cui si litiga dentro”. Anche Giorgio Mulè (Forza Italia), Vicepresidente della Camera dei Deputati, nel festeggiare la vittoria ha dichiarato: “perde l’incapacità del centrosinistra di farsi coalizione”.

Ma, al netto dei problemi che hanno afflitto il Centrosinistra, Bucci, già Sindaco di Genova, ha mostrato più di avere più consensi rispetto ad Andrea Orlando. La lista personale di Bucci, infatti, ha ottenuto il 9.5% dei voti, superando il 5.3% di quella di Orlando. “Proseguiamo in questa direzione” è stato il commento soddisfatto di Giorgia Meloni, mentre Elly Schlein ha voluto sottolineare che “scontiamo anche problemi non nostri”, chiamando poi i partiti dell’alleanza a una riflessione generale. Resta, ad ogni modo, il tema dell’affluenza, che si è attestata al 46%, in calo rispetto al 53.4 delle regionali di quattro anni fa. Quello della partecipazione è una delle sfide che il nuovo Presidente sarà chiamato ad affrontare nel corso del suo mandato.

Caso Dossieraggio, che cosa sta succedendo

Nel pomeriggio del 25 ottobre, un’operazione dei Carabinieri ha portato all’arresto di sei persone accusate di associazione a delinquere e accesso abusivo a sistemi informatici. Gli indagati avrebbero violato sistemi di gestione dati sensibili, come Serpico, SDI e il sistema valutario, con l’obiettivo di raccogliere e vendere informazioni riservate. Tra gli arrestati figurano nomi di spicco come l’ex poliziotto Carmine Gallo, ora CEO della società investigativa privata Equalize, Enrico Piazzali, presidente della Fondazione Fiera, e altri collaboratori legati all’inchiesta.

Secondo quanto emerso, l’organizzazione criminale avrebbe creato una vera e propria “fabbrica di dossier”, utilizzando dati sottratti illegalmente per realizzare report destinati alla vendita o utilizzati per scopi estorsivi.

Diverse figure pubbliche, tra cui Ignazio La Russa, Letizia Moratti e Matteo Renzi, sono state vittime di questa rete, ma non solo: anche personalità legate al mondo dello sport come Marcell Jacobs o cittadini stranieri, in particolare russi. Si ipotizza che il gruppo avesse collegamenti con servizi segreti e organizzazioni criminali, sia italiane che straniere.

In seguito alle rivelazioni dell’inchiesta, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha incaricato il capo della Polizia, Vittorio Pisani, di acquisire tutti gli atti necessari per avviare verifiche sull’eventuale abuso delle banche dati del Ministero. Giorgia Meloni ha commentato duramente l’accaduto, affermando che in uno Stato di diritto non possono essere tollerate simili violazioni. Il Guardasigilli Nordio ha dichiarato “nutro profonda preoccupazione su ciò che sta accadendo che è inaccettabile e inquietante, e costituisce un serio pericolo e concreto pericolo per la nostra democrazia” rispondendo a una interrogazione alla Camera dei deputati.

In Parlamento nuova fumata nera sul Giudice della Consulta

Ancora una fumata nera per l’elezione del nuovo giudice della Corte Costituzionale. Al termine del nono scrutinio, i parlamentari riuniti in seduta comune non sono riusciti a raggiungere il quorum richiesto di 363 voti, con un esito che ha contato 339 schede bianche, 14 nulle e 9 voti dispersi. Si renderà quindi necessaria una decima votazione, ma il percorso verso un accordo resta complesso.

Il Parlamento è chiamato a designare il successore di Silvana Sciarra, il cui mandato è scaduto ormai un anno fa, ma finora è mancata una convergenza tra maggioranza e opposizione. Nonostante gli sforzi per sbloccare la situazione, il clima politico è ancora segnato dalle recenti elezioni regionali in Liguria, che sembrano aver raffreddato il dialogo tra gli schieramenti. La posta in gioco non riguarda solo il successore della Sciarra, ma anche i nomi dei tre giudici il cui mandato scadrà a dicembre, rendendo l’intesa tra le forze politiche ancora più cruciale.

Pesano sul processo elettorale anche i ripetuti appelli del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sollecitato i parlamentari a superare le divisioni per garantire alla Corte una composizione completa e funzionale. Tuttavia, l’attuale impasse evidenzia le difficoltà dei partiti nel trovare una figura che ottenga il sostegno trasversale necessario per il raggiungimento del quorum dei tre quinti dell’Assemblea. Rimane quindi aperta l’incognita su quando si riuscirà a sbloccare definitivamente la situazione.

Giorgia Meloni in visita al Business Forum Italia-Libia

Il 29 ottobre, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato Tripoli per partecipare al Business Forum Italia-Libia, segnando la sua quarta visita nel Paese nordafricano dal suo insediamento. Durante l’evento, la Meloni ha evidenziato l’importanza dei rapporti Italia-Libia, definendola una priorità per il governo italiano e per l’Europa. Il forum, che ha visto la partecipazione di oltre 200 imprese italiane, ha trattato vari settori economici, tra cui energia, infrastrutture e agroindustria.

La missione ha come obiettivo il rilancio della cooperazione economica e la gestione del fenomeno migratorio, in linea con il Piano Mattei. La Meloni ha espresso il sostegno dell’Italia agli sforzi delle Nazioni Unite per promuovere un processo di riconciliazione in Libia. Il ministro libico Adel Jumaa ha condiviso le aspettative di un rafforzamento delle relazioni, con la firma di accordi in settori chiave come la salute e l’energia.

La cooperazione economica è cruciale, dato che l’Italia è il principale partner commerciale della Libia, offrendo opportunità significative per le piccole e medie imprese. Al termine della visita, Meloni ha riaffermato la determinazione dell’Italia a supportare la Libia e il suo popolo nel percorso di ricostruzione e sviluppo, sottolineando l’importanza di un dialogo costante con tutte le parti coinvolte per favorire una stabilità duratura nella regione del Mediterraneo.

Giovedì 31 ottobre, ore 17.00