Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
13 – 17 Novembre
Sciopero: è scontro tra Salvini e i sindacati
Per lo sciopero dei trasporti contro la legge di bilancio di venerdì 17 novembre, le organizzazioni sindacali di Cgil e Uil hanno definito la durata di quest’ultimo di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00. Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri hanno dato l’annuncio in conferenza stampa, criticando anche la precettazione nei confronti dei lavoratori del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, valutando l’opportunità di impugnare il testo. Dall’altra parte, il Governo rimarca la sua decisione sottolineando, attraverso le parole della premier Giorgia Meloni, come “sia stata una scelta condivisa, sulla base di un’indicazione che arrivava da un’autorità indipendente e non di una scelta politica”.
Il ministro Salvini ha sottolineato: “non è messo in discussione il diritto di sciopero, hanno vinto il buonsenso, i lavoratori e i cittadini”. Dopo una settimana di polemiche e tensioni con l’Esecutivo, la scelta dei due sindacati non vuole sembrare un riappacificamento nei confronti del Mit e del Garante degli scioperi ma una tutela nei confronti dei lavoratori che altrimenti avrebbero pagato un prezzo troppo alto. Infatti, disobbedire alla precettazione e scioperare 8 ore avrebbe portato a sanzioni economiche e penali.
Carne coltivata, ok al divieto in Italia
L’Aula della Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo al divieto di produzione e vendita di carne coltivata. Con l’approvazione del disegno di legge firmato dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, l’Italia è il primo Paese europeo a introdurre una simile restrizione. Secondo la maggioranza, il provvedimento si erge a difesa del made in Italy e della qualità ed ha lo scopo di vietare la produzione, il consumo e il commercio di “cibi e mangimi generati a partire da colture cellulari”. Critiche invece le opposizioni, con +Europa che parla di un divieto “anti-scientifico, anti-europeo e anti-italiano”.
Ambienti parlamentari confermano tuttavia dei dubbi da parte degli uffici del Quirinale, che paventerebbero il rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’Ue. Questo perché vi è la possibilità che il provvedimento entri in contrasto con il diritto internazionale e le regole europee con un divieto “preventivo”; in altre parole, un divieto introdotto prima che la produzione venga avviata in Europa. Nel mentre, il ministro Lollobrigida ha parlato, in risposta alle critiche, di una delle “leggi più democratiche che abbiamo avuto nella nostra nazione” e auspica che “l’esempio italiano venga seguito a livello europeo”.
Le stime al ribasso sull’economia italiana
Non arrivano buone notizie dalla Commissione europea che ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Ue e dell’Italia rispetto alle previsioni macroeconomiche precedenti. Secondo quanto stimato da Bruxelles, il Pil in Italia nel 2023 sarà dello 0,7%, dello 0,9% nel 2024 e dell’1,2% nel 2025 grazie agli investimenti finanziati dal PNRR. Proprio sul PNRR ha voluto insistere il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, il quale ha sottolineato che “l’attuazione del PNRR è fondamentale per sostenere la crescita” e per “evitare rischi di recessione”. Intanto, l’Unione europea è impegnata nel negoziato relativo al Patto di stabilità che influenzerà l’Italia e il suo alto debito pubblico.
Nel frattempo, la maggioranza di governo ha promesso l’assenza di emendamenti per scongiurare altri aumenti del debito pubblico, preannunciando che le “correzioni dei partiti saranno affidate a ordini del giorno”. L’obiettivo comunque resta quello di non alterare i saldi della Legge di bilancio. La dote resta quella di 100 milioni da suddividere tra i partiti, inclusi quelli dell’opposizione. Per la maggioranza, deciderà una cabina di regia ad hoc. Quale sarà la forma che prenderanno le correzioni, ancora è da decidere: potrebbe essere un maxiemendamento governativo oppure una correzione a firma dei relatori. O magari degli ordini del giorno o delle risoluzioni per mettere in chiaro le richieste dei partiti.
La visita della Meloni in Croazia
La visita della premier Giorgia Meloni in Croazia si è aperta con la cena di lavoro organizzata dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sul tema Agenda strategica Ue 2024-2029. Alla cena hanno partecipato il Primo ministro Croato, Andrej Plenković, il Primo Ministro della Repubblica di Polonia Mateusz Morawiecki e il Primo Ministro della Repubblica di Malta Robert Abela. I principali temi al centro delle due giornate croate della presidente Meloni sono l’allargamento dell’Ue ai Balcani occidentali e il dossier migranti.
Stamattina si è svolto il bilaterale tra la Meloni e Plenković: tra i temi su cui lavorare insieme, la Premier ha ribadito la necessità di una gestione comune dei fenomeni migratori attraverso la costruzione di partenariati paritari: “prima – ha sottolineato la Meloni – si discuteva soprattutto di come risolvere il problema sul nostro territorio, oggi ci interroghiamo tutti insieme come si risolve il problema a monte con una diversa cooperazione con i Paesi africani”. Sempre in tema migranti, per l’Italia sono fondamentali soluzioni come quella prevista dall’accordo Albania-Italia. Infine, il Ministro dell’Interno, Piantedosi, ha confermato la sospensione per altri venti giorni dell’accordo di Schengen nei confronti della Slovenia.
Il governo approva il decreto sicurezza
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza. Tra le misure, una stretta sulle occupazioni, sull’accattonaggio, sulle truffe ai danni degli anziani e anche sulle aggressioni ai membri delle forze dell’ordine, alle quali sarà consentito il porto di un’arma da fuoco oltre a quella di ordinanza anche quando sono fuori servizio. Tra i provvedimenti studiati dai ministeri dell’Interno, della Giustizia e della Difesa, anche nuove norme sulla gestione e sulla protezione dell’identità dei collaboratori di giustizia.
Nello specifico, all’interno del provvedimento vi saranno anche pene più severe per chi aggredisce un tutore dell’ordine, un anno e mezzo di carcere per chi danneggia beni dello Stato, l’accusa di reato per i blocchi stradali nel momento in cui la fattispecie risulti particolarmente offensiva ed allarmante, una pena compresa tra i due ed i sette anni di carcere per l’occupazione abusiva di immobili, multe salate per chi non si ferma ai posti di blocco e misure esemplari per chi appoggia rivolte nelle carceri. Misure di sostegno saranno garantite alle vittime di usura mentre per quanto concerne la lotta al terrorismo, questa sarà oggetto di importanti misure, tra cui la prevenzione della radicalizzazione e la lotta al terrorismo on line. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, attraverso un post su Linkedin si è detta “orgogliosa dell’importante pacchetto sicurezza approvato”
Il no di Elly Schlein a Giorgia Meloni
La segretaria del PD, Elly Schlein, ha declinato l’invito del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla partecipazione alla tradizionale festa di Fratelli d’Italia Atreju, prevista dal 14 al 17 dicembre. Il messaggio è stato riportato da Giovanni Donzelli direttamente alla segretaria dem che però non ha tardato a rispondere rifiutando l’invito. Secondo la Schlein, i confronti politici si fanno in Parlamento. La segretaria del PD ha proseguito dicendo che “con FdI ci confrontiamo e discutiamo in Parlamento, a partire dalla manovra di Bilancio”.
Secondo fonti del Nazareno, un invito ufficiale non ci sarebbe mai stato ma diversi esponenti di Fratelli d’Italia hanno comunque tenuto a ribadire che Atreju è aperto a tutte le idee politiche. Della stessa idea il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani che ha definito l’invito come una disponibilità al confronto e al ragionamento.
Venerdì 17 novembre, ore 16.00