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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
27/1
Nov

I fatti salienti della settimana

27 Novembre – 1 Dicembre

Polemiche tra Tajani e Sanchez

Aria tesa tra Madrid e Roma. Il Presidente del Governo spagnolo, l’appena rieletto Pedro Sanchez, nell’esultare per il risultato ottenuto ha dichiarato “in Italia governa l’estrema destra, noi qui l’abbiamo fermata”. Parole che non sono andate giù ad Antonio Tajani, Vicepremier e Ministro degli affari esteri: “in Spagna governa l’estrema sinistra. In Italia l’abbiamo sconfitta. Noi rispettiamo lo stato di diritto. A Madrid accade lo stesso? In Italia governa il Partito popolare europeo, in Spagna i secessionisti”. Tajani ha voluto fare riferimento al molto discusso accordo con gli indipendentisti catalani, che hanno offerto il proprio sostegno al governo in cambio di un’amnistia per gli esponenti di reati legati all’indipendentismo.

Sanchez ha difeso questa decisione, dichiarando di aver scelto questo compromesso per fermare un eventuale governo capitanato da Vox. Nel mentre, anche la risposta di Tajani ha generato dello scontento. Peppe Provenzano, responsabile Esteri PD, ha sottolineato la poca opportunità di attaccare il governo spagnolo, alleato dell’Italia. La preoccupazione di Provenzano va letta nell’ottica della necessaria alleanza tra i Paesi che affacciano sul Mediterraneo sui temi comuni, tra cui quello dell’immigrazione. Fratelli d’Italia, per bocca di Tommaso Foti e Lucio Malan, ha espresso solidarietà nei confronti del vicepremier Tajani, “ingiustamente attaccato dal premier spagnolo e da una sinistra scollata dalla realtà”.

Cosa aspettarsi dalla COP 28

La 28ª Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite si apre in un momento critico: il mondo vive l’anno più caldo mai registrato e le tensioni internazionali minacciano l’unità dei 198 Paesi partecipanti. Nonostante le richieste di Antonio Guterres di eliminare i combustibili fossili, il clima a Dubai è cupo, accentuato dalle indiscrezioni sul presidente della COP, Sultan Al Jaber, sospettato di favorire accordi nel settore petrolifero. Mancano figure di spicco come Joe Biden, Xi Jinping e Papa Francesco, sostituito dal cardinale Parolin. Tuttavia, c’è ottimismo dalla collaborazione USA-Cina, responsabili del 40% delle emissioni globali. Il vertice ospita leader come Zelensky, Erdogan, Macron, Lula, Herzog, Abu Mazen e interventi di Giorgia Meloni sulla giornata dell’adattamento. Saranno presenti ospiti non politici come il Re Carlo d’Inghilterra, Bill Gates e Vanessa Nakate, ma anche figure controversie come il Ceo di Exxon, Darren Woods.

Il bilancio sul rispetto degli accordi di Parigi è critico: i piani nazionali per il clima ridurrebbero le emissioni globali solo del 2% entro il 2030, lontani dal 43% necessario secondo la scienza. Guterres ha comunque dichiarato che “non è ancora troppo tardi, possiamo prevenire il collasso e l’incendio del pianeta”. La premier Meloni, dopo essere stata accolta dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyane, e dallo stesso Guterres, ha dichiarato “Nonostante i progressi compiuti dopo l’Accordo di Parigi, continuiamo a dover affrontare un evidente gap di adattamento”. Inoltre, l’Italia “contribuirà con 130 milioni di euro al Fondo ‘Loss & Damage’ che consiste in aiuti ai Paesi più poveri e vulnerabili del mondo, in genere i più colpiti dal disastro climatico

L’UE dice no alla proroga del mercato tutelato    

L’Unione Europea ha respinto la possibilità di prorogare il mercato regolamentato dell’energia, limitando così un’eventuale azione correttiva del Governo. L’Italia, impegnata nella graduale liberalizzazione energetica, ha ricevuto fondi da Bruxelles per questo obiettivo. La Commissione Europea sostiene che la rimozione graduale dei prezzi regolamentati favorisce la concorrenza, portando benefici a consumatori e aziende. Nonostante la flessibilità mostrata, un cambiamento improvviso sembra ormai difficile. Gli Stati membri hanno una piccola finestra d’azione per assistere le imprese, con una proroga temporanea di aiuti concessa dalla Commissione. Tuttavia, in generale, si avanza verso il libero mercato per le categorie non considerate vulnerabili.

I leader politici italiani, pur riconoscendo la difficoltà economica, si dividono sulle responsabilità: alcuni puntano le dita sui governi passati, come ha fatto Matteo Salvini che ha parlato di “scelte fatte da governi di sinistra a cui si sta cercando di porre rimedio”; altri enfatizzano il rispetto degli accordi con l’Europa, come ha sottolineato Antonio Tajani lodando nel contempo il lavoro del ministro Pichetto Fratin. Andrea De Priamo, senatore FdI, ha comunque chiarito che “il governo si farà carico della tutela dei soggetti vulnerabili”. Carlo Calenda ha invece criticato il M5S, accusando il partito di Conte di essere responsabile “nel caso delle bollette”. In sintesi, l’UE respinge la proroga del mercato regolamentato, mantenendo la direzione verso un mercato libero, mentre i leader nazionali navigano in un contesto di complesse sfide economiche e politiche.

L’Europa approva il nuovo Pnrr

La Commissione europea ha approvato le modifiche proposte dal al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dal piano originario del governo Draghi, sono stati introdotti sette nuovi obiettivi di riforma, sono stati trasferiti 11,5 miliardi da quei progetti in ritardo o non realizzabili, la rimodulazione di altri 9 e l’aggiunta di 2,8 miliardi dalla Ue, che con i fondi ricavati dalla revisione finanzieranno il capitolo RepowerEu da 11,1 miliardi per la transizione ecologica.

Soddisfatta la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni “Oggi abbiamo la conferma di aver fatto un lavoro di cui il governo può essere molto fiero. Abbiamo fatto ciò che avevamo promesso che avremmo fatto, siamo scesi nel concreto, abbiamo verificato le criticità e le abbiamo superate, abbiamo fatto in modo che tutti i soldi del Pnrr venissero spesi nei tempi e quindi abbiamo concentrato le risorse sulla crescita e la modernizzazione della nazione e mi pare che il risultato, sul quale in pochi scommettevano, dice che non era una scelta sbagliata. Ringrazio anche la Commissione europea che è stata sicuramente rigida per certi versi, ma molto aperta alla possibilità che queste risorse fossero spese nel migliore dei modi”.

Soddisfazione per il lavoro fatto anche dal Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti mentre il Ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto guarda già avanti con il via libera da parte della Commissione Ue al pagamento della quarta rata dei fondi Pnrr per 16,5 miliardi di euro. Con la revisione, la dotazione del Pnrr italiano sale a 194 miliardi, cui si aggiungono i 30 miliardi del Fondo nazionale complementare (Fnc). «Di questi, 150 miliardi sono comunque a debito, 122 del Pnrr e i 30 del Fnc: la revisione finalizza le risorse sulla crescita, sennò è difficile rientrare dal debito», ha detto il ministro Raffaele Fitto, plenipotenziario su Pnrr.

Lo scontro con i magistrati e il caso Delmastro

L’unico grande pericolo per la continuità del governo è quello di chi si sente fazione antagonista da sempre e che ha sempre affossato i governi di centrodestra: l’opposizione giudiziaria. A me raccontano di riunioni di una corrente della magistratura in cui si parla di come fare a “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni”. Siccome ne abbiamo visto fare di tutti i colori in passato, se conosco bene questo Paese, mi aspetto che si apra presto questa stagione, prima delle Europee”. Le parole del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, hanno aperto un caso. L’Associazione nazionale dei magistrati e le opposizioni in Parlamento hanno reagito con veemenza. Lo stesso Crosetto ha provato a placare le acque, telefonando dagli Stati Uniti – dove ha incontrato il segretario generale dell’Onu Guterres – al presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia. Telefonata cordiale ma poco risolutiva. Polemiche le opposizioni con la dem Elly Schlein e il pentastellato, Giuseppe Conte che parlano di situazione gravissima. La situazione non sembra migliorare anche a seguito del rinvio a giudizio del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d’Italia) per rivelazione del segreto d’ufficio. Nel frattempo, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha parlato per la prima volta al Consiglio superiore della magistratura (Csm), a un anno di distanza dalla sua nomina, rassicurando i magistrati e rilanciando sulle riforme.

Mattarella firma il testo del ddl sulla carne coltivata

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali”.

Lo ha comunicato in una nota il Quirinale in una nota , sottolineando che il governo ha trasmesso il provvedimento accompagnandolo con una lettera con cui si è data notizia dell’avvenuta notifica del disegno di legge alla Commissione europea e con l’impegno a conformarsi a eventuali osservazioni che dovessero essere formulate dalla Commissione nell’ambito della procedura di notifica.

L’addio all’ex segretario di Stato americano

All’età di 100 anni si è spento Henry Kissinger, ex segretario di Stato americano ed il più potente diplomatico durante la Guerra Fredda. Una delle sue ultime missioni è stata quella di riaprire un dialogo tra Cina e Stati Uniti che sembrava altamente compromesso. Il presidente cinese, Xi Jinping lo ha definito “un caro e vecchio amico del popolo cinese”, la più alta attestazione di stima che la Cina accorda a uno straniero.

Sulla sua visione della politica italiana, le parole del giornalista Indro Montanelli scritte su Il Giornale, il 31 ottobre 1974: “In una conferenza stampa a Nuova Delhi, Henry Kissinger ha dichiarato che verrà a Roma e andrà a pranzo dal presidente Leone, ma non parlerà di politica perché quella italiana è, per lui, troppo difficile da capire. È la prima volta che Kissinger riconosce i limiti della propria intelligenza. Ma vogliamo rassicurarlo. A non capire la politica italiana ci sono anche cinquantacinque milioni di italiani, compresi coloro che la fanno”.

Venerdì 1° dicembre, ore 16.30