Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
30 giugno – 3 luglio 2026
Sommario
1. Rai, si dimette la Commissione di Vigilanza: si apre una nuova fase istituzionale
2. Meloni ad Ankara: tra l’obiettivo del 5% del Pil, la flessibilità UE sull’energia e la scelta di campo
3. Il Governo presenta il Piano Casa: rigenerazione urbana, incentivi e nuove regole per l’edilizia
4. CdM: le ultime novità
1. Rai, si dimette la Commissione di Vigilanza: si apre una nuova fase istituzionale
Si chiude con le dimissioni della presidente Barbara Floridia e dell’intera Commissione parlamentare di Vigilanza Rai una lunga fase di stallo che, negli ultimi mesi, aveva di fatto impedito all’organismo bicamerale di svolgere la propria attività. Alle dimissioni dei rappresentanti delle opposizioni ha fatto seguito, poche ore dopo, anche la decisione dei componenti della maggioranza di lasciare l’incarico, aprendo una nuova fase che richiederà l’intervento dei Presidenti di Camera e Senato per la ricostituzione della Commissione.
Lo stallo era iniziato con il mancato accordo sull’elezione della presidenza della Rai e si è progressivamente tradotto nell’impossibilità di convocare regolarmente la Commissione e svolgere le ordinarie attività di vigilanza e indirizzo sul servizio pubblico radiotelevisivo.
Nel motivare la propria decisione, la presidente uscente Barbara Floridia ha definito le dimissioni “un atto politico necessario“, sostenendo che “restare e denunciare non è servito” e che la Commissione sia stata privata della possibilità di esercitare il proprio ruolo di garanzia. Le opposizioni hanno attribuito la paralisi alle divisioni interne alla maggioranza e hanno annunciato che non indicheranno nuovi componenti per la ricostituzione dell’organismo.
Di segno opposto la posizione del centrodestra, che ha replicato accusando le opposizioni di aver “occupato, sequestrato e strumentalizzato” la Commissione attraverso il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata richiesta per l’elezione del presidente della Rai. La maggioranza ha inoltre ribadito la disponibilità a costituire rapidamente una nuova Commissione e a procedere con la nomina del vertice dell’azienda.
Dal punto di vista istituzionale, il prossimo passaggio sarà affidato ai Presidenti delle Camere, chiamati ad avviare la procedura di ricostituzione della Commissione. Resta tuttavia da verificare se le forze politiche riusciranno a superare le divergenze che hanno determinato l’attuale impasse o se il confronto sulla governance della Rai continuerà a riflettersi anche sul funzionamento dell’organo parlamentare di vigilanza.
2. Meloni ad Ankara: tra l’obiettivo del 5% del Pil, la flessibilità UE sull’energia e la scelta di campo
Il 1° luglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i ministri Tajani, Crosetto e Giorgetti per definire la posizione italiana in vista del vertice NATO di Ankara del 7-8 luglio. La riunione di coordinamento fotografa con precisione il nodo che l’Italia porta al tavolo dell’Alleanza: tre ministri con visioni non sempre convergenti, chiamati a presentare una linea comune su un dossier che incrocia conti pubblici, rapporti transatlantici e scelte di politica industriale.
L’Italia arriverà ad Ankara con una spesa per la difesa pari al 2,8% del PIL nel 2026, lontana dall’obiettivo del 5% sottoscritto da tutti e 32 gli alleati al vertice dell’Aia nel 2025. Una parte rilevante di quella cifra, circa lo 0,71%, deriva dall’inclusione delle attività di sicurezza sul territorio nazionale secondo le regole di contabilizzazione dell’Alleanza, una voce che altri partner non includono nel calcolo. Il contesto è reso più delicato dalla scelta compiuta nelle settimane precedenti di ridurre la richiesta al fondo SAFE da 14,9 a 5 miliardi di euro, dirottando risorse verso la clausola di flessibilità sull’energia concordata con Bruxelles. Una mossa che aveva già provocato attriti con Washington, segnalati dal messaggio di Rubio in occasione del 2 giugno e da un confronto aspro tra Meloni e Crosetto.
Ad Ankara la pressione americana si presenterà in forma esplicita. L’ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Alleanza ha avvertito che alcuni alleati sono “in ritardo” sul percorso verso il 5%, mentre il segretario alla Difesa Hegseth ha usato toni ancora più netti, definendo “vergognosi” gli alleati europei per il mancato supporto durante la crisi con l’Iran e annunciando che il contributo americano al bilancio NATO sarà d’ora in avanti “subordinato” al rispetto degli obiettivi di spesa. Il segretario generale Rutte ha incontrato Trump nei giorni scorsi portando l’agenda del vertice: aumento della spesa, rafforzamento della produzione industriale, sostegno incondizionato all’Ucraina.
Sul versante europeo, il vertice E5 di Berlino del 24 giugno ha prodotto un programma di cooperazione industriale su precisione a lungo raggio, difesa aerea, droni e acquisti congiunti. Macron continua a spingere per legare la spesa militare al rafforzamento del pilastro europeo dell’Alleanza, una posizione che trova l’Italia in una zona intermedia: disponibile al rafforzamento del legame transatlantico, cauta sull’autonomia strategica dalla componente americana. Ad Ankara Meloni ritroverà Trump per la prima volta dopo lo strappo della foto al G7 di Évian, aggiungendo una variabile personale a un incontro già carico di implicazioni politiche.
3. Il Governo presenta il Piano Casa: rigenerazione urbana, incentivi e nuove regole per l’edilizia
Il Piano Casa è diventato legge. Il Senato ha approvato definitivamente il decreto che disciplina il programma governativo per il contrasto all’emergenza abitativa, con 106 voti favorevoli e senza modifiche rispetto al testo già licenziato dalla Camera, blindato dal voto di fiducia.
Al centro del provvedimento ci sono il recupero di 60mila case popolari e un corposo intervento di semplificazione burocratica pensato per attrarre investimenti privati nel settore immobiliare. Il decreto poggia su tre pilastri: la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, un Fondo housing gestito da Invimit e il coinvolgimento dei privati tramite operazioni di edilizia convenzionata.
A coordinare il risanamento del patrimonio popolare sarà il commissario straordinario Felice Squitieri, in carica fino al 31 dicembre 2027, con poteri di ordinanza in deroga.
«Dopo anni di chiacchiere – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini davanti al Senato –avere finalmente i soldi, il personale e la legge che ci permette di sistemare più di 60mila case pubbliche oggi vuote e restituirle a chi è in lista d’attesa da anni è qualcosa che mi rende orgoglioso. Adesso bisogna correre.»
Sul fronte dei privati, chi costruisce nuovi edifici destinando almeno il 70% degli appartamenti alla vendita o all’affitto a prezzi ridotti potrà contare su significative semplificazioni burocratiche, con un vincolo che resterà attivo per trent’anni dalla fine dei lavori.
Tuttavia le opposizioni non ci stanno. “È un intervento insufficiente, senza risorse nuove e senza una visione adeguata”, ha denunciato Beatrice Lorenzin del Pd. «Di fronte a 650mila famiglie in lista d’attesa, il governo prevede 100mila alloggi in dieci anni. E le altre famiglie che faranno?»
Dal mondo delle imprese arrivano segnali misti. Confindustria Assoimmobiliare ha accolto favorevolmente l’approvazione, ma il presidente Davide Albertini Petroni ha segnalato il nodo “irrisolto” della leva fiscale, proponendo la piena detraibilità dell’Iva per chi fa locazioni residenziali e una riduzione dell’aliquota dal 10% al 5%.
4. CdM: le ultime novità
Il Consiglio dei ministri n. 180 si è riunito giovedì 2 luglio a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, approvando un insieme di provvedimenti a carattere prevalentemente tecnico-normativo, tra cui il rendiconto dello Stato per il 2025, otto decreti legislativi di recepimento di norme europee e la dichiarazione dello stato di emergenza per il Venezuela colpito dal terremoto.
Su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Consiglio ha approvato il Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per il 2025: il documento evidenzia un miglioramento del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni, con un valore finale in termini di competenza pari a circa 119,8 miliardi. Approvato anche il disegno di legge di assestamento del bilancio 2026, che aggiorna entrate e stanziamenti di spesa: le variazioni proposte comportano un aumento del saldo netto da finanziare di circa 5,4 miliardi in termini di competenza e 4,9 miliardi in termini di cassa, risultando sostanzialmente neutrali sull’indebitamento netto.
Il Consiglio ha poi approvato otto decreti legislativi di attuazione di norme comunitarie, su proposta del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti e dei ministri competenti per materia. Tra i provvedimenti più rilevanti figurano l’adeguamento al regolamento europeo sulla certificazione dei servizi di sicurezza gestiti in materia di cybersicurezza, che estende le competenze dell’ACN come autorità nazionale di certificazione; in esame definitivo, è stato approvato il decreto di recepimento della direttiva sul mercato interno del gas rinnovabile e dell’idrogeno.
Il Consiglio ha inoltre esaminato il Piano d’azione nazionale per l’economia sociale, elaborato in attuazione di una raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea. Il documento definisce il perimetro degli enti dell’economia sociale nell’ordinamento italiano — Terzo settore, cooperative, sport dilettantistico, enti religiosi — e individua le politiche di sostegno in materia fiscale, finanziaria e di accesso al lavoro. Il piano ha durata decennale e prevede una revisione intermedia dopo i primi cinque anni.
Tra gli altri provvedimenti, il Consiglio ha dichiarato lo stato di emergenza internazionale per il terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela, stanziando complessivamente 8 milioni di euro tra protezione civile e interventi umanitari. Approvate anche alcune nomine, tra cui quella del professor Venerando Marano alla presidenza dell’ANVUR.
Venerdì 3 luglio,ore 16.00