Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
13 – 17 gennaio
Giudici e magistrati, primo via libera alla separazione delle carriere
La riforma costituzionale che punta a separare le carriere dei magistrati, dividendo nettamente i ruoli di giudici e pubblici ministeri, ha incassato il primo via libera dalla Camera. In Italia, al momento, un magistrato può passare da una funzione all’altra nel corso della carriera. Questa riforma intende mettere fine a questa possibilità, spingendo i magistrati a scegliere il loro percorso all’inizio della carriera e mantenerlo. Il disegno di legge prevede anche la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Attualmente, esiste un solo CSM che si occupa di entrambi. Ogni Consiglio avrà il compito di gestire autonomamente i rispettivi magistrati, con il Presidente della Repubblica a presiederli. Un’altra novità è l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare, che si occuperà esclusivamente delle questioni disciplinari dei magistrati. Questa Corte sarà composta da 15 membri, scelti in parte dal Presidente della Repubblica, in parte dal Parlamento e in parte tra i magistrati stessi.
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha parlato di “giornata storica” mentre, per Andrea Delmastro Delle Vedove, deputato FdI e Sottosegretario alla Giustizia, si parla di “snodo epocale […] il primo passo verso una giustizia più liberale”. Soddisfazione anche da FI, con Antonio Tajani che ha dedicato il successo a Silvio Berlusconi. Anche Azione e +Europa hanno votato a favore, mentre il PD, il M5S e AVS si sono convintamente detti contrari alla riforma, seguiti dall’Associazione nazionale magistrati. Per quanto riguarda l’iter legislativo, trattandosi di una riforma costituzionale, il processo è lungo e complesso: dovrà essere approvata due volte da entrambe le Camere con maggioranza qualificata e, in caso questa non venisse raggiunta, potrebbe essere necessario un referendum confermativo.
La Lega vuole il terzo mandato per i Presidenti di Regione
La Lega difende Luca Zaia, il Presidente del Veneto, il quale si è opposto alla normativa sul terzo mandato, che gli impedisce di candidarsi nuovamente. In una nota diffusa dopo il Consiglio federale del partito del 16 gennaio si sottolinea la totale sintonia tra Matteo Salvini, Zaia e il Consiglio. Il Veneto viene descritto come un “modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale,” e per la Lega “squadra che vince non si cambia.” Anche il ministro Giancarlo Giorgetti ha ribadito il sostegno a Zaia, dicendosi sicuro che un accordo con gli alleati si troverà. Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, ha dichiarato che il partito vuole mantenere le regioni in cui governa, sottolineando l’importanza del buon governo. Zaia ha definito “un’anomalia tutta nostra” il limite dei due mandati per i governatori, ritenendo inaccettabile bloccare amministratori eletti dal popolo.
Tuttavia, all’interno della coalizione di governo le opinioni divergono. Raffaele Nevi di Forza Italia ha affermato che due mandati sono sufficienti per i governatori. Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia ha sottolineato che i limiti ai mandati esistono in molte democrazie e che il tema sarà discusso, considerando eventuali nuove candidature. Anche nel Partito Democratico il tema è dibattuto, con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha detto che non esclude la possibilità di un terzo mandato.
Firmata la tregua tra Israele e Hamas
Israele e Hamas hanno ufficialmente firmato un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi, con il supporto di Stati Uniti e Qatar. L’intesa, raggiunta dopo giorni di negoziati e tensioni, prevede che la tregua, annunciata mercoledì, entri in vigore domenica, subordinata al voto del governo israeliano. In una nota, l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato che i dettagli dell’accordo sono stati finalizzati e che il gabinetto di sicurezza si riunirà oggi per discuterne. Il cessate il fuoco includerà il rilascio di 33 ostaggi detenuti da Hamas in cambio di centinaia di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. “Sono stati raggiunti accordi per il rilascio degli ostaggi”, ha dichiarato Netanyahu, sottolineando che le famiglie degli ostaggi sono già state informate.
Tuttavia, non mancano le critiche interne. Il ministro di ultradestra Itamar Ben Gvir ha annunciato su X che si dimetterà se l’accordo verrà approvato, definendolo “disastroso”. Il governo italiano ha accolto positivamente l’accordo tra Israele e Hamas. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, lo ha definito “un passo verso la pace” e ha annunciato una visita nella regione. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso soddisfazione, augurandosi che gli ostaggi tornino presto dalle loro famiglie. Anche il ministro della Difesa Crosetto ha lodato l’intesa, ricordando l’impegno italiano negli aiuti umanitari, con oltre 50 tonnellate di beni inviati a Gaza.
Luigi Di Maio riconfermato inviato Ue nel Golfo Persico
Luigi Di Maio continuerà a ricoprire il ruolo di inviato speciale dell’Unione Europea nel Golfo Persico fino al 28 febbraio 2027. La decisione, proposta dall’Alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, è stata approvata dai 27 Paesi membri dell’Unione europea con un voto unanime al Political and Security Committee. Nonostante le divergenze politiche, il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, ha sostenuto la riconferma per preservare gli interessi strategici del Paese in una regione cruciale per l’energia e la cooperazione internazionale.Il ruolo di inviato speciale è stato creato per rafforzare i legami tra l’Unione europea e i Paesi del Golfo, tra cui Bahrain, Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti. Kallas ha elogiato il lavoro “eccellente” svolto da Di Maio, sottolineando il suo contributo al dialogo politico, alla sicurezza, al commercio e alle relazioni bilaterali.
Tra i successi che hanno motivato la riconferma spiccano il forum sulla sicurezza e il primo vertice tra Ue e Consiglio di cooperazione del Golfo, tenutosi a Bruxelles.Il silenzioso assenso della premier Meloni, secondo gli esperti, è spiegabile con ragioni di realpolitik: mantenere Di Maio in un ruolo chiave a Bruxelles si rivela vantaggioso sia per gli interessi strategici dell’Italia, sia per una gestione indiretta delle dinamiche interne al Movimento 5 Stelle.
Energia, accordo tra Italia, Albania ed Emirati Arabi
Alla presenza di Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio italiano, dello sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Presidente degli Emirati Arabi Uniti, e del Primo Ministro albanese Edi Rama, è stato firmato un accordo strategico tripartito per promuovere la cooperazione nel settore delle energie rinnovabili. L’intesa, sottoscritta ad Abu Dhabi, prevede lo sviluppo di progetti energetici in Albania con tecnologie solari, eoliche e sistemi di accumulo, e la costruzione di un cavo elettrico sottomarino per l’esportazione di energia verso l’Italia. Il progetto mira a trasformare l’Italia in un hub energetico nel Mediterraneo, come sottolineato dal Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, e a rafforzare i legami regionali con i Balcani. L’infrastruttura, del valore stimato di un miliardo di euro, dovrebbe essere operativa entro tre anni, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e contribuire agli obiettivi climatici della COP28.
Meloni ha definito l’accordo “un progetto ambizioso fra le due coste dell’Adriatico” e ha evidenziato come questa partnership dimostri che nuove forme di cooperazione sono possibili anche tra Paesi geograficamente distanti. Edi Rama ha ribadito il ruolo centrale dell’Albania nella produzione di energia verde per l’Europa, mentre gli Emirati Arabi confermano il loro impegno nella promozione di soluzioni sostenibili. Oltre all’intesa energetica, la visita di Meloni negli Emirati ha rappresentato un’occasione per rafforzare la cooperazione bilaterale in settori chiave come la difesa, l’intelligenza artificiale e gli investimenti, consolidando un partenariato strategico avviato nel 2023. L’accordo simbolizza un passo importante verso un futuro energetico sostenibile e interconnesso.
Caso Visibilia, Daniela Santanchè rinviata a giudizio
Daniela Santanchè, Ministro del Turismo e Senatrice di Fratelli d’Italia, è stata rinviata a giudizio per falso in bilancio nel caso Visibilia. Il processo, che coinvolge 17 imputati, tra cui Visibilia Srl in liquidazione, inizierà il 20 marzo presso il tribunale di Milano. Al centro dell’inchiesta, i bilanci aziendali del periodo 2016-2022, che secondo la Procura sarebbero stati manipolati per nascondere problemi finanziari e indurre investitori a puntare erroneamente sulla società. Gli inquirenti parlano di un presunto “disegno criminoso” per ottenere un ingiusto profitto, accusando i vertici dell’epoca, tra cui Santanchè, di aver omesso verifiche fondamentali. Il Ministro, che in passato aveva escluso le dimissioni in caso di rinvio a giudizio, è ora sotto pressione politica.
L’opposizione, guidata da Elly Schlein (PD), Giuseppe Conte (M5S) e Nicola Fratoianni (AVS), chiede le sue dimissioni, accusando anche Giorgia Meloni di doppio standard nella gestione del caso. Il Movimento 5 Stelle annuncia una nuova mozione di sfiducia, mentre Fratoianni e Bonelli ribadiscono: “La Ministra deve lasciare per dignità e rispetto delle istituzioni”.
Venerdì 17 gennaio, ore 17.00