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Weekly Pills

I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
12-16
gennaio

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 2/2026

12 – 16 gennaio 2026

Cosa emerge dalla bozza del Digital Networks Act

Dopo mesi di confronti e mediazioni, il Digital Networks Act dell’Unione europea è pronto a essere pubblicato: la Commissione dovrebbe rilasciare il testo definitivo il 20 gennaio. Il provvedimento rappresenta un passo decisivo nella modernizzazione delle telecomunicazioni in Europa, combinando armonizzazione normativa, sostegno agli investimenti e maggiore certezza per gli operatori. Un punto centrale riguarda la natura giuridica del regolamento. A differenza di una direttiva, che lascia margini di discrezionalità agli Stati membri, il DNA sarà direttamente applicabile in tutti i Paesi Ue, uniformando le regole e riducendo il rischio di interpretazioni divergenti. Una scelta che ha sollevato dibattiti in alcuni governi, tra cui Italia, Germania e Francia, desiderosi di maggiore flessibilità nazionale.

Sul fronte infrastrutturale, il testo prevede il rinvio dello switch-off delle reti in rame fino al 2035, con l’obiettivo di consentire agli operatori una transizione graduale verso la fibra ottica. Le autorità nazionali dovranno comunque presentare piani dettagliati entro il 2029, definendo tappe e aree di intervento. La misura riflette la necessità di bilanciare ambizioni tecnologiche e sostenibilità economica, soprattutto nei mercati dove il rame è ancora diffuso. Altra novità rilevante riguarda le licenze sullo spettro radio, che diventeranno di durata illimitata. Questo garantisce stabilità agli investimenti, in particolare per il 5G e le reti future, e riduce l’incertezza legata a rinnovi e aste periodiche, pur mantenendo controlli su qualità e copertura dei servizi da parte delle autorità nazionali.

Sul versante digitale, il DNA introduce un principio di fair share per le grandi piattaforme online. L’approccio è però più soft rispetto alle ipotesi iniziali: la partecipazione delle big tech sarà basata su meccanismi volontari di collaborazione e risoluzione delle controversie, senza imporre tariffe obbligatorie. L’obiettivo resta spingere le piattaforme a farsi carico dell’impatto delle loro attività sulle infrastrutture, senza ostacolare la crescita del mercato digitale. Complessivamente, il Digital Networks Act cerca un equilibrio tra armonizzazione europea, sostegno agli investimenti e rispetto delle specificità nazionali. Il regolamento punta a creare condizioni più chiare e prevedibili per le telecomunicazioni, favorendo la diffusione di fibra e 5G e rafforzando la sovranità digitale dell’Europa, senza trascurare la complessità politica e industriale del settore.

Garante privacy, indagati il Presidente e i membri del collegio

Bufera per i vertici del Garante per la protezione dei dati personali, attualmente oggetto di una complessa indagine da parte della Procura di Roma. L’inchiesta coinvolge il Presidente Pasquale Stanzione e i componenti del Collegio Guido Scorza, Ginevra Cerrina Feroni e Agostino Ghiglia, tutti iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di peculato e corruzione. L’attività investigativa, culminata giovedì 15 gennaio in una serie di perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza, mira a fare chiarezza sulla gestione dei fondi dell’ente negli ultimi tre anni. I magistrati ipotizzano un uso improprio delle risorse finanziarie destinate alle spese di rappresentanza: tra le voci di spesa sotto esame figurano missioni internazionali ad alto costo, rimborsi per soggiorni di lusso, viaggi in classi di viaggio superiori a quelle consentite dai regolamenti interni e spese di carattere strettamente personale, come acquisti privati e servizi alla persona, fatturati all’istituzione.

Parallelamente al filone sulle spese, la Procura sta approfondendo un presunto episodio di corruzione che riguarderebbe i rapporti tra l’Autorità e la multinazionale Meta. Il sospetto degli inquirenti è che il Garante possa aver adottato una condotta meno rigorosa in merito ai controlli sulla privacy degli occhiali smart sviluppati dal gruppo di Mark Zuckerberg, in cambio di utilità o benefici indiretti per persone legate ai componenti del Collegio. I componenti dell’Autorità hanno reagito alla notifica dell’indagine dichiarando la propria estraneità ai fatti e manifestando piena collaborazione con l’autorità giudiziaria, affermando di essere in grado di documentare la regolarità di ogni singola operazione finanziaria e decisione amministrativa assunta. Le indagini proseguono ora con l’analisi del materiale informatico e dei documenti contabili sequestrati per verificare la fondatezza delle accuse e l’eventuale responsabilità dei singoli indagati.

7 Paesi Nato hanno inviato truppe in Groenlandia

I primi militari francesi sono sbarcati a Nuuk come risposta alle crescenti provocazioni sull’assetto della Groenlandia. Una quindicina di uomini, avanguardia della missione Arctic Endurance, quanto basta – nelle intenzioni europee – per segnalare che la questione artica non è più solo un dossier diplomatico, ma un tema di sicurezza concreta. Il messaggio, tuttavia, non sembra aver fatto breccia a Washington. La Casa Bianca ha chiarito che “la presenza di truppe europee non inciderà sulle decisioni del presidente”, ribadendo che il dialogo con Danimarca e Groenlandia proseguirà, ma senza ripensamenti strategici da parte di Trump. Una linea che conferma quanto il controllo dell’Artico resti una priorità per gli Stati Uniti.

Accanto alla Francia, hanno annunciato un contributo anche Germania, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Finlandia, con squadre di ricognizione e ufficiali di collegamento inseriti in una presenza a rotazione sotto guida danese. Un impegno limitato nei numeri, ma politicamente significativo, pensato per rafforzare il coordinamento tra alleati e monitorare le condizioni operative sul terreno. L’iniziativa ha però innescato reazioni a catena. Mosca ha parlato apertamente di militarizzazione accelerata dell’Artico, denunciando l’attivismo della NATO nell’estremo Nord. Sul fronte italiano, il ministro della Difesa Crosetto ha invitato alla cautela, sottolineando che “non è una gara a chi manda più soldati” e chiedendo un ruolo centrale dell’Alleanza. Più prudente anche il ministro degli Esteri Tajani, convinto che la partita groenlandese resti, almeno per ora, sul terreno del confronto politico e diplomatico.

Giorgia Meloni incontra Sanae Takaichi a Tokyo

Giorgia Meloni ha incontrato a Tokyo la premier giapponese Sanae Takaichi durante la sua terza visita nel Paese in tre anni di governo, rafforzando i legami bilaterali fino a elevarli a partenariato strategico speciale in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Le due leader hanno espresso un impegno condiviso per tutelare un ordine internazionale libero, aperto e fondato sullo stato di diritto, opponendosi a instabilità globali, competizione strategica e derive revisioniste, con una stretta coordinazione su dossier cruciali come G7, ONU, crisi in Ucraina, tensioni in Medio Oriente e sicurezza nell’Indo-Pacifico. Hanno approfondito temi come immigrazione, intelligenza artificiale, autonomia strategica europea, cooperazione con l’Africa, resilienza delle catene di valore globali, transizione energetica e sviluppo di nuove tecnologie, manifestando una comune preoccupazione per le barriere commerciali e i dazi che.

L’Italia e il Giappone hanno confermato il pieno rispetto del Piano d’azione triennale 2024-2027, discusso nel corso della seconda visita della Premier in Giappone: “la seconda volta che sono stata qui nell’ambito del G7 di Hiroshima abbiamo approfittato per discutere di un Piano di azione triennale 2024-2027 per darci degli obiettivi che fossero chiari, definiti e con delle scadenze temporali, che abbiamo rispettato”, ha dichiarato con soddisfazione Giorgia Meloni, per poi aggiungere: “torno qui la terza volta, sono il primo leader europeo che viene qui da quando lei si è insediata e approfittiamo per elevare ancora una volta le nostre relazioni bilaterali a livello di partenariato strategico speciale”.

Le principali novità dal Consiglio dei ministri

Dalla Riforma del SSN al Referendum sulla separazione della carriere 

Nel Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2026 sono stati approvati due provvedimenti strutturali: il DDL delega per la riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e la fissazione della data per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

Sul versante sanitario, il decreto legislativo introduce gli ospedali elettivi, strutture dedicate esclusivamente ai ricoveri programmati e prive di Pronto Soccorso, con l’obiettivo di ridurre la pressione sui presidi di emergenza e intervenire sulle liste d’attesa. Il provvedimento prevede inoltre una riorganizzazione della struttura sanitaria di prossimità, rafforzando il ruolo dei medici di famiglia nell’assistenza territoriale e domiciliare per la gestione della cronicità.

Sul fronte istituzionale, il Consiglio ha deliberato la proposta al Presidente della Repubblica per l’indizione del referendum confermativo ex art. 138 Costituzione sulla legge costituzionale relativa alla separazione delle carriere in magistratura, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Le consultazioni si terranno domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. In conferenza stampa, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha precisato: “Non mi dimetto se al referendum vince il No”, chiarendo che l’esito della consultazione non avrà riflessi sulla continuità dell’Esecutivo, distinguendo così il voto sulla riforma costituzionale dalla fiducia parlamentare.

Venerdì 16 gennaio, ore 18.00