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Settimana
4/7
Lug

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 27/2022

4 – 8 Luglio

Incontro tra Draghi e Conte: la crisi rientra ma le tensioni restano

L’incontro tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Presidente del MoVimento 5 Stelle Giuseppe Conte sembra far rientrare, almeno per il momento, la crisi di Governo temuta la scorsa settimana.

Al faccia a faccia – inizialmente previsto per lunedì, ma rinviato a mercoledì mattina per la visita di Draghi a Canazei a seguito del disastro della Marmolada – l’ex Presidente del Consiglio si presenta con un documento contenente 9 punti prioritari per il M5S: reddito di cittadinanza, salario minimo, applicazione del decreto dignità, aiuti a famiglie e imprese, transizione ecologica, superbonus, cashback fiscale, riscossione, coinvolgimento del Parlamento per le leggi di delegazione.

Per il leader 5S, nel MoVimento “c’è un profondo disagio” e “serve un forte segno di discontinuità”, perché “la comunità a gran voce mi chiede di portare il M5s fuori [dal Governo]” e “il futuro della nostra collaborazione è nelle risposte che avremo”, pertantonon ho dato rassicurazioni” sulla permanenza del M5S nell’Esecutivo.

Banco di prova importante per la tenuta dell’Esecutivo sarà la conversione del Decreto Aiuti, che il Parlamento è chiamato ad approvare entro il 16 luglio. I 5 Stelle hanno votato la fiducia alla Camera, ma lunedì non prenderanno parte al voto finale e rimane un’incognita quali saranno le indicazioni di Conte ai senatori in vista dell’approdo del provvedimento a Palazzo Madama (“quando il decreto arriverà al Senato, vedremo…”).

le polemiche nella Lega, i richiami del PD e le mosse del Centro

Le polemiche continuano anche nella Lega, che minaccia le barricate su ius scholae e liberalizzazione della cannabis: “iniziative di partito su cui siamo legittimamente e fermamente contrari” le considera il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, sulle quali “la Lega si metterà giustamente di traverso con tutti i mezzi possibili”.

Il Segretario del PD Enrico Letta prova a richiamare i partiti della maggioranza alla responsabilità, con un “appello alla stabilità e un appello al fatto che il nostro Paese in questo momento ha bisogno di un Governo solido, stabile e con una maggioranza coesa”. Letta rimette sul tavolo anche il tema della legge elettorale, proponendo a Lega e Fratelli d’Italia (uniche forze politiche contrarie ad una modifica della normativa) un sistema proporzionale con premio di governabilità alla coalizione che supera una certa soglia.

Intanto, continuano a muoversi le forze di Centro. Il Ministro degli esteri Luigi Di Maio incontra a Milano il Sindaco Beppe Sala, che sembra però intenzionato a correre da solo con un progetto ambientalista e sociale (“dire che potrà nascere qualcosa con lui o con altri è prematuro […] io parlo con lui ma non c’è ad oggi un progetto per partire” le parole di Sala sull’incontro).

Chi sicuramente non ambisce a trovare un’intesa con l’ex Capo politico dei 5 Stelle è Carlo Calenda, che annuncia la nascita, a settembre, di un nuovo soggetto liberale – che potrebbe chiamarsi Azione Europea – che riunisce tutti i liberali e che “non ha nulla a che fare con altre iniziative centriste che tanto non nasceranno mai perché servono solo a trattare su qualche posto nel centrodestra o nel centrosinistra”.

Intanto, sabato si terrà a Genova la prima convention nazionale del nuovo movimento del Governatore della Liguria Giovanni Toti, Italia al Centro.

Le dimissioni di Boris Johnson

Travolto dallo scandalo sessuale che ha riguardato il vice-capogruppo dei Conservatori Chris Pincher (accusato di aver molestato numerosi colleghi e assistenti), Boris Johnson si dimette da Primo Ministro e da leader del partito Tory.

Sono triste a dover lasciare il lavoro più bello del mondo” dichiara l’ex Sindaco di Londra, costretto al passo indietro dalle oltre 50 dimissioni in meno di 48 ore all’interno del suo Esecutivo.

Johnson lascia subito la giuda dei Conservatori, mentre rimarrà Primo Ministro fino a quando il partito non individuerà il successore, probabilmente a ottobre.

Attentato in Giappone, ucciso Shinzo Abe

L’ex Primo Ministro giapponese Shinzo Abe è stato ucciso in un attentato a Nara, mentre teneva un comizio elettorale, raggiunto da due colpi di arma da fuoco sparati dall’ex militare Tetsuya Yamagami, arrestato subito dopo l’assassinio.

Abe, 67 anni, è stato il più longevo Primo ministro del Giappone (2.822 giorni tra il 2012 e il 2020, dopo un primo mandato tra 2006 e 2007) e si era dimesso a fine 2020 per problemi di salute.

DSA-DMA, via libera del Parlamento UE

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le proposte di Regolamento Digital Services Act e Digital Markets Act. I due provvedimenti dovranno ora essere approvati in via definitiva anche dal Consiglio (l’adozione del DSA è prevista a luglio, mentre quella del DMA a settembre) e saranno poi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.

Il DSA si applicherà 15 mesi dopo l’entrata in vigore, o comunque a partire dal 1° gennaio 2024 (ad eccezione degli obblighi per i gatekeeper, che si applicheranno 4 mesi dopo la loro designazione di gatekeeper da parte della Commissione); il DMA si applicherà 6 mesi dopo l’entrata in vigore, e i gatekeeper avranno 6 mesi di tempo, a partire dalla loro designazione, per conformarsi ai nuovi obblighi.

PSN: TIM, CDP, Leonardo e Sogei esercitano il diritto di prelazione

Il raggruppamento costituito da TIM, CDP Equity, Leonardo e Sogei esercita il diritto di prelazione e si aggiudica la gara per la realizzazione del Polo Strategico Nazionale.

La gara era stata assegnata lo scorso 22 giugno alla cordata Fastweb-Aruba, che aveva presentato un’offerta economicamente più vantaggiosa (2,8 mld di euro a fronte dei 4,4 di base d’asta). Il raggruppamento TIM, CDP, Leonardo e Sogei aveva però, in qualità di soggetto promotore del progetto, 15 giorni di tempo per esercitare il diritto di prelazione, presentando una controfferta alle medesime condizioni.

UE: gas e nucleare sono fonti di transizione verde

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla tassonomia che definisce gas e nucleare fonti di transizione verde meritevoli di investimenti pubblici e privati.

I voti per bocciare la tassonomia sono stati 278, i contrari 328 e gli astenuti 33. Il gruppo Socialisti e democratici (con gli italiani di Pd e M5S) ha votato per escludere gas e nucleare dalle fonti di energia «green», mentre PPE e Renew Europe (con FI, FdI e Lega) hanno votato a favore dell’inclusione.

Venerdì 8 luglio, ore 17:00

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