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I principali fatti dal mondo della politica
Focus
Settimana
15/19
Lug

I fatti salienti della settimana

15 – 19 luglio

Ursula von der Leyen rieletta Presidente della Commissione europea

Con 401 voti favorevoli, 284 contrari e 7 astensioni, Ursula von der Leyen è stata riconfermata Presidente della Commissione europea. Cinque anni fa la presidenza era arrivata grazie a soli nove voti, considerando la soglia minima di 360; quest’anno, invece, i voti di vantaggio sono stati 41. A far rumore è stato il voto contrario di Fratelli d’Italia con il partito che, come ha spiegato Giorgia Meloni, ha scelto di rimanere “coerente con la posizione espressa nel Consiglio Europeo di non condivisione del metodo e del merito”. Anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha espresso la propria contrarietà al von der Leyen bis parlando di “ennesimo inciucio” che, a suo giudizio, porterà a “nuove tasse green, sbarchi e guerra”. Soddisfatto invece Antonio Tajani: “senza l’elezione di von der Leyen sarebbe stato il caos”.

Dal canto suo, von der Leyen si è detta “molto grata” a Ppe, S&D e Renew ma anche al gruppo dei Verdi, i cui voti sono risultati decisivi per l’elezione. Sulla contrarietà della Meloni, si è limitata a dichiarare: “noi abbiamo lavorato per una maggioranza democratica, per un centro pro-Ue. E alla fine mi ha sostenuto. Credo che il nostro approccio sia stato corretto”. Adesso è attesa la presentazione della lista dei Commissari, che – come annunciato dalla stessa von der Leyen – verrà resa nota per la metà di agosto.

Le reazioni della politica italiana al “gran rifiuto” della Meloni a Ursula

La rielezione di Ursula von der Leyen è stata accolta con un certo sollievo: è stato scongiurato l’incubo di un’estate di difficili negoziati e, soprattutto, l’Ursula bis è un segnale di continuità in tempi difficili. Tuttavia, il rifiuto di Giorgia Meloni ha lasciato il segno tra gli eurodeputati italiani e non solo. Il neo-eurodeputato Nicola Zingaretti (PD), ha espresso incredulità: “prima dicono «Abbiamo votato uniti, ma non vi diciamo chi», come se fosse un quiz e non una scelta di primaria importanza politica. Poi ci fanno sapere che hanno votato contro perché c’erano dentro i Verdi. Mai vista una cosa del genere”. Zingaretti ha poi aggiunto che “questa vicenda evidenzia l’inadeguatezza della classe dirigente della destra italiana”. Roberto Vannacci, che per giorni ha rilasciato dichiarazioni provocatorie ai giornalisti europei, non è soddisfatto dell’esito: “è una sconfitta per l’Europa”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha condiviso la sua visione sui social: «Abbiamo votato no all’inciucio con le sinistre, a una Commissione von der Leyen che propone guerra, sbarchi di clandestini e auto elettriche cinesi per tutti dal 2035. Non possono comprarci, non possono spingerci a chinare la testa». C’è chi parla di un’Italia debole nell’ottica dei negoziati per formare la prossima Commissione; così la pensa infatti Brando Benifei, capodelegazione uscente del PD a Strasburgo.

Sempre in ottica italiana, si dovranno valutare le ripercussioni della conferma della von der Leyen e del voto contrario di Fratelli d’Italia, considerando anche che – al contrario dei suoi alleati di Governo – Antonio Tajani si è detto soddisfatto dell’Ursula bis. Qualche crepa nella maggioranza, insomma, che contribuirà a rendere complesse le negoziazioni per la nomina del nuovo Commissario italiano, senza parlare delle future sfide economiche che attendono il Paese.

Roberto Vannacci non sarà vicepresidente dei Patrioti d’Europa

Nel giorno della riconferma di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea, il generale Roberto Vannacci ha visto sfumare la sua candidatura a Vicepresidente del nuovo gruppo dei Patrioti d’Europa. In un voto cruciale, tutte le delegazioni, ad eccezione di quella italiana, si sono espresse contro la sua nomina. Jean-Paul Garraud, capodelegazione del Rassemblement National, ha descritto la proposta di Vannacci come vicepresidente come “un problema“, citando le sue dichiarazioni precedenti. In risposta alle critiche e alle incertezze, il generale ha dichiarato: “C’è una discussione in atto e i Patrioti devono ancora cristallizzarsi. Ho parlato con Bardella, tutto è in via di divenire. Comunque, questa eventuale novità non cambierebbe l’importanza della Lega, che è la terza forza del gruppo. Per me possono esserci anche altri incarichi”.

Con la situazione ancora in evoluzione, la prossima settimana potrebbe riservare ulteriori sviluppi sul futuro di Vannacci e sul ruolo che la Lega continuerà a giocare all’interno del gruppo dei Patrioti d’Europa. La dinamica di queste trattative sarà cruciale per il consolidamento del gruppo e per la definizione dei ruoli chiave in Europa.

Nuova accusa per Giovanni Toti

Il Presidente della Liguria, Giovanni Toti, è stato nuovamente posto agli arresti domiciliari con l’accusa di finanziamento illecito. L’inchiesta riguarda presunti pagamenti da parte di Esselunga per spot elettorali proiettati su un maxischermo alla Terrazza Colombo. L’accusa sostiene che Francesco Moncada, ex consigliere di Esselunga, abbia finanziato 5.560 passaggi elettorali pubblicitari per un totale di 55.600 euro, senza delibera ufficiale e senza regolare iscrizione a bilancio. Indagati per lo stesso reato sono anche l’ex braccio destro di Toti, Matteo Cozzani, l’ex senatore Maurizio Rossi e lo stesso Moncada. Il giudice per le indagini preliminari ha espresso preoccupazione che Toti possa reiterare tali condotte illecite. Esselunga ha smentito con forza ogni accusa, dichiarando che i pagamenti sono stati regolari e tracciabili.

Nel frattempo, Toti sarà interrogato in video collegamento e con ogni probabilità si avvarrà della facoltà di non rispondere. Il suo legale, Stefano Savi, ha criticato la tempistica della nuova misura cautelare, ritenendola poco significativa dato che Toti è già agli arresti domiciliari da mesi. Il legale sostiene che le accuse sono un’estensione della precedente ordinanza e non aggiungono nuovi elementi rilevanti. Questo nuovo sviluppo ha costretto Toti a rivedere il suo calendario, incluso l’incontro previsto con il Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che potrebbe essere posticipato o svolgersi in remoto.

Venerdì 19 luglio, ore 17.45