Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
27 – 31 gennaio
Caso Almasri, indagata Giorgia Meloni
La Premier Giorgia Meloni è indagata dalla procura di Roma – assieme ai ministri Nordio, Piantedosi e al sottosegretario Mantovano – per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio di Osama Njeem Almasri, cittadino libico accusato dalla Corte dell’Aja di crimini contro l’umanità. Almasri, dopo essere stato arrestato a Torino il 19 gennaio, è stato rilasciato e rimpatriato dopo due giorni a seguito della mancata convalida dell’arresto da parte della Corte d’Appello di Roma. Per la Meloni, l’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un atto “politico”, una reazione al disegno di legge sulla superazione delle carriere di pm e giudici.
Il tutto ha suscitato, com’era prevedibile, reazioni di ogni colore politico. La maggioranza ha fatto quadrato attorno alla Meloni: Antonio Tajani ha parlato di “scelte che suonano come una ripicca per la riforma della giustizia” mentre campeggia su X il “vergogna” di Matteo Salvini. Per quanto riguarda le opposizioni, Renzi si è ribadito garantista, pur criticando la scelta del Governo di rimpatriare Almasri, mentre Elly Schlein ha chiesto alla Meloni di venire a riferire in Parlamento non sulle questioni giudiziarie bensì sul caso politico. Controtendenza è andato Carlo Calenda che, pur criticando il Governo, ha definito “surreale” la scelta di indagare un presidente del Consiglio “per un atto che risponde evidentemente a una ragione di Stato (mai ammessa)”.
La Commissione europea presenta la Bussola della competitività
La Commissione Europea ha presentato la “Bussola per la competitività”, una strategia fondamentale per orientare le politiche future dell’Unione Europea. Il piano, che si ispira ai Rapporti Draghi e Letta, mira a rafforzare l’Europa come centro globale per le tecnologie pulite e a raggiungere l’obiettivo di un impatto climatico zero. In particolare, il piano si concentra sul colmare il gap europeo in termini di innovazione, migliorare la sicurezza e l’indipendenza dell’UE, e favorire la doppia transizione green e digitale. Ursula von der Leyen ha sottolineato l’urgenza di agire per risolvere le debolezze strutturali che ostacolano la crescita, nonostante l’Europa disponga di risorse preziose come una forza lavoro qualificata e un mercato unico. Tra le principali aree d’intervento vi sono l’innovazione, la decarbonizzazione e la sicurezza energetica, con un focus particolare sull’accelerazione dell’adozione di tecnologie avanzate come l’IA e la robotica.
La bussola si articola anche su cinque attivatori trasversali per migliorare la competitività, tra cui la semplificazione delle procedure burocratiche, la modernizzazione del mercato unico, il rafforzamento del finanziamento degli investimenti, la promozione delle competenze e un migliore coordinamento delle politiche a livello europeo e nazionale. Tra poche settimane, la Commissione introdurrà anche un regolamento Omnibus per ridurre la burocrazia in settori chiave, come la rendicontazione di sostenibilità e la tassonomia.
Bagarre in Parlamento per la mancata informativa di Nordio e Piantedosi
La tensione tra maggioranza e opposizioni ha raggiunto il culmine sia alla Camera sia al Senato il 29, mercoledì. A Montecitorio, dopo una mattinata di interventi infuocati, la seduta è stata sospesa fino alle 15 tra le proteste del centrosinistra. Al centro dello scontro, la mancata informativa del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e di quello della Giustizia, Carlo Nordio, sul caso Almasri. “Siamo governati da inetti che quando non sanno dove aggrapparsi danno la colpa all’universo mondo”, ha attaccato Riccardo Ricciardi (M5S).
Al Senato, invece, le opposizioni hanno abbandonato l’Aula dopo un duro botta e risposta con la maggioranza sul caso giudiziario che ha coinvolto Giorgia Meloni. “Certa magistratura umilia la politica”, ha tuonato Alberto Balboni (FdI), parlando di un “esproprio della democrazia“. Nel frattempo, la conferenza dei capigruppo è stata confermata per le 14, con il ministro Ciriani atteso all’incontro.
Il Garante privacy blocca DeepSeek
ll Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di bloccare il trattamento dei dati degli utenti italiani da parte delle società cinesi Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, responsabili del servizio di chatbot DeepSeek. Nonostante l’Autorità avesse rilevato la presenza di DeepSeek in Italia, le società hanno affermato di non operare nel Paese e di non essere soggette alla normativa europea sulla protezione dei dati. Di conseguenza, oltre a imporre la limitazione del trattamento dei dati, il Garante ha avviato un’istruttoria per approfondire la questione.
DeepSeek è un software di intelligenza artificiale progettato per comprendere ed elaborare le conversazioni umane. Lanciato recentemente sul mercato globale, ha registrato milioni di download in pochi giorni. Tuttavia, negli ultimi giorni, l’applicazione è scomparsa dagli store digitali di Apple e Google in Italia, probabilmente in risposta alle richieste di informazioni avanzate dal Garante. Negli Stati Uniti, le autorità stanno valutando le implicazioni per la sicurezza nazionale legate all’uso dell’applicazione DeepSeek, evidenziando preoccupazioni a livello globale riguardo alla protezione dei dati personali e alla sicurezza informatica
Venerdì 31 gennaio, ore 16.45